Intervista ad Anna Madia

Anna Madia, Sleepwalking, 2014

Di origini torinesi, adottata artisticamente e non solo dalla Francia, Anna Madia continua a realizzare opere che incantano e che sorprendono con le loro atmosfere evanescenti e sospese. Diplomatasi in pittura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dopo aver partecipato a numerosi premi ed esposizioni nazionali e internazionali, nel 2010 si trasferisce a Troyes, dove attualmente vive e lavora, dopo aver vinto un atelier presso il Centro d’Arte Contemporanea Ginkgo. Le abbiamo rivolto alcune domande per conoscere meglio il suo lavoro.

Come nascono le tue opere?
La vocazione per il ritratto, la letteratura e il teatro hanno nutrito per anni la mia pittura. Ophelia, Alice in wonderland, La fanciulla senza mani, sono alcuni dei personaggi che ho scelto di omaggiare attraverso il lavoro artistico. Attualmente, il sonno e in un certo senso il coma  sono gli elementi chiave della nuova serie intitolata Sleepwalking. Una volta all’anno nella mia famiglia  si teneva il rituale del lavaggio della lana dei materassi: ogni angolo di casa era ricolmo di soffice sostanza color crema e io, bambina, passavo ore e ore a giocare e a immaginare cime innevate e bizzarre presenze. Oggigiorno questa tradizione  rappresenta per me un rito d’amore e di liberazione simbolica dalle stigmate delle notti insonni, dagli incubi e dai malanni: il letto così facendo diventa nuovamente culla nel quale ricominciare un nuovo ciclo. Lana, centrini (come acchiappasogni femminili) e capelli rappresentano la porta d’ingresso di questo mondo sospeso tra realtà e sogno. Interpellandomi sul sonnambulismo e altri disturbi (la narcolessia, allucinazioni ipnogogiche e ipnopompiche…), ho iniziato a indagare un altro tipo di ritratto: visi nascosti, occhi cancellati, situazioni enigmatiche nelle quali appaiono flash e allucinazioni personali.

La figura femminile è la protagonista assoluta nei tuoi lavori… che rapporto hai con i tuoi soggetti?
Citando la scrittrice Clarissa Pinkola Estés nel libro Donne che corrono coi lupi: “… Siamo pervase dalla nostalgia per l’antica natura selvaggia. Pochi sono gli antidoti autorizzati a questo struggimento. Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio. Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti. Ma l’ombra della Donna selvaggia ancora si appiatta dietro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti. Ovunque e sempre, l’ombra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe…

Le tue opere hanno atmosfere eteree che sembrano quasi dissolversi, come se stessi sussurrando un segreto all’osservatore… qual è il messaggio?
Nel testo introduttivo della mostra Sleepwalking, Beatrice Meunier-Dery utilizza l’espressione inglese “Woolgathering” che rappresenta  lo stato anteriore alla coscienza nel quale si verifica un processo di onirizzazione della realtà. L’uomo è un essere fatto per immaginare ed è così che i piani intermediari del pensiero e della fantasia, della funzione  psichica del reale e della funzione dell’irreale, si nutrono e incrociano per produrre le meraviglie psicologiche della mente umana.

Nella tua vita hai avuto modo di entrare in contatto con diverse realtà artistiche… qual è la tua esperienza a riguardo? Inoltre la Francia, ormai, è il tuo paese di adozione, come sei stata accolta in ambito artistico?
Vivo in Francia da ormai quattro anni e posso dire con certezza di essere stata accolta positivamente. Ho avuto la possibilità di beneficiare di una residenza triennale presso il Ginkgo, una struttura  d’atelier d’artista creata nella città in cui vivo. Ginkgo affianca anche un importante centro d’arte contemporanea Passage. Tutto ciò mi ha permesso di entrare in contatto immediatamente con la realtà artistica della città e di farmi conoscere dagli addetti ai lavori. Ogni regione ha poi un ufficio culturale grazie al quale gli artisti selezionati hanno la possibilità di beneficiare di “aiuti alla creazione” (materiali, trasporto opere), all’edizione di cataloghi e alla mobilità. Le residenze d’artista sono poi un vero fiore all’occhiello del sistema artistico: i giovani artisti talentuosi appena usciti dalle scuole d’arte e accademie cominciano da subito a fare esperienze in nuovi ambiti artistici nazionali e internazionali formandosi così in maniera solida. Esiste poi anche l’importante struttura associativa de La Maison des artistes  che si occupa di sostenere la carriera degli artisti attraverso aiuti sociali, consigli, informazione e assistenza. La Maison des artistes costituisce dunque un luogo d’identificazione professionale per tutti gli artisti che vivono e lavorano in Francia.

I tuoi prossimi progetti?
Una personale presso la galleria francese Phantom Projets Conteporary: Silent lucidity: Lullaby nella quale presenterò il secondo capitolo del progetto Sleepwalking attualmente in mostra al Centro d’arte Camac e certamente alcune collettive in Italia. Nel 2015 mi dedicherò soprattutto al disegno e ai grandi formati.

www.annamadia.fr

anna madia, sleepwalking

Anna Madia, Sleepwalking, 2014

Anna Madia, Sleepwalking, 2014

Anna Madia, Sleepwalking, 2014

Anna Madia, Sleepwalking, 2014

Anna Madia, Sleepwalking, 2014

Anna Madia, Sleepwalking, 2014

Anna Madia, Sleepwalking, 2014

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Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

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