Intervista con Luigi Loquarto aka Gig

Gig,Ingannare il tempo, inchiostro su carta, 2014, 50x35cm

Amante del mondo della natura nel quale è stato immerso fin da piccolo, Luigi Loquarto aka Gig, riporta l’aria che ha sempre respirato, nei suoi schizzi, illustrazioni e opere indoor e outdoor. Non ama definirsi né illustratore né street artist ma realizza opere in entrambe le direzioni esprimendo il suo potenziale con carta e china. Gli abbiamo chiesto di rispondere a qualche domanda per conoscerlo meglio.

Gig,Ingannare il tempo, inchiostro su carta, 2014, 50x35cm

Gig, Ingannare il tempo, inchiostro su carta, 2014
 

Parlaci di Luigi Loquarto… come nasce la tua passione per la grafica e l’illustrazione?
La mia passione per le arti visive in generale nasce fin da quando ero piccolo; il disegno è sempre stato lo strumento prediletto che utilizzavo non solo per esprimermi, ma anche per divertirmi e giocare. Con il passare del tempo questo interesse è cresciuto sempre più, e mi ha portato fin dove sono ora, con tanti  progetti che sto pian piano portando alla luce.

Natura e mondo animale sono al centro dei tuoi lavori… cosa rappresentano per te? Da cosa nasce questa scelta?
Direi che non è stata una scelta ma qualcosa che è sempre stata dentro di me. Sono cresciuto in Puglia, dove vivo ancora oggi, una terra ricca di natura e ho vissuto in una famiglia che mi ha trasmesso l’amore per la terra e per il mare; quand’ero piccolo mio padre mi portava a fare lunghissime camminate per la Murgia in cerca di funghi. In estate invece andavamo tutti insieme a mangiare in campagna o al mare. Il mio vissuto ha chiaramente influenzato quello che rappresento oggi nei miei lavori. Nei disegni o nei murali ritrovo tutto ciò che è parte di me, gli animali, la terra, le rocce, il mare.

Gig, Dal mondo mi rifugio, inchiostro su carta, 2014, 50x35

Gig, Dal mondo mi rifugio, inchiostro su carta, 2014
 

Ultimamente sei stato impegnato in alcuni progetti outdoor… ti definisci più illustratore o street artist?
Non mi definisco né illustratore né street artist. Sono un’artista che ama sperimentare, che non vuole fossilizzarsi in una branca o esprimersi con un linguaggio univoco. Dal 2011 ho cominciato a portare la mia arte anche nel contesto urbano; ciò che sicuramente mi ha stimolato in tal senso è stato il mio trasferimento a Roma nel 2008. Vivevo in una zona (San Lorenzo) dove l’arte si trova a ogni angolo, ed era meraviglioso scoprirla così, semplicemente passeggiando. Quando poi  sono tornato in Puglia, ho portato con me la voglia di esprimermi oltre i confini di un foglio di carta.

Cos’è e da cosa nasce il progetto con Hope?
Il progetto con Hope nasce nel momento in cui è nata un’amicizia; entrambi siamo accomunati dagli stessi interessi e ad un certo punto abbiamo deciso di dipingere insieme unendo i nostri linguaggi, facendoli dialogare insieme.

Hope&Gig, il riccio e la lepre, murale, Trani, 2014, smalto

Hope&Gig, il riccio e la lepre, murale, Trani, 2014
 

Come è stato lavorare su grandi dimensioni?
Lavorare su grandi dimensioni è sempre molto divertente. Il muro porta con sé un’importante possibilità: quella di portare la propria arte in città, d’ingigantirla e renderla clamorosa. Lavorare a contatto con la strada è chiaramente molto più stimolante e divertente rispetto a quando si disegna nel proprio studio.

Una riflessione sul panorama artistico contemporaneo italiano… quali sono le difficoltà per un giovane come te e quali proposte ti senti di fare per far sì che qualcosa cambi?
Secondo me al momento in Italia abbiamo tanti artisti validissimi che stanno avendo il meritato successo anche all’estero; al contempo ci sono altrettanti artisti che hanno un grosso potenziale da esprimere e che vivono un po’ nell’ombra. Più che una proposta un auspicio; mi auguro che il mondo dell’arte sia sempre curioso e che non si fossilizzi troppo sul guadagno, promuovendo sempre nomi diventati altisonanti e che portano guadagni certi. Se così non sarà, un’artista che vive nell’ombra rimarrà sempre un’artista a prescindere da tutto.  Quello che conta  è fare sempre ciò che piace.

Hope&Gig,fare scorta di saperi, murale, Corato, 2014, smalto

Hope&Gig,fare scorta di saperi, murale, Corato, 2014
 

Progetti futuri?
Continuare a fare quello che faccio; questo è il progetto più importante della mia vita.

Alessia Cervelli

GIG (Luigi Loquarto)
luigiloquarto.carbonmade.com

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Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

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