Eugenio Re Rebaudengo

03.Stephen Felton Point A to Point B, 2014 acrylic on canvas

Abbiamo incontrato e intervistato Eugenio Re Rebaudengo fondatore della piattaforma online Artuner, gallerie d’arte virtuale e non solo. Figlio dell’imprenditore Agostino Re Rebaudengo e della mecenate Patrizia Sandretto, i quali danno il nome alla rinomata fondazione d’arte contemporanea, Eugenio ci racconta la sua esperienza con Artuner.

Eugenio Re Rebaudengo, cominciamo con le presentazioni. Per diritto di famiglia sei cresciuto in un ambiente nel quale l’arte contemporanea ha avuto e ha tuttora un ruolo molto importante, nonostante ciò hai scelto di compiere studi di economia presso la LSE, a Londra. Com’è stata l’esperienza di studio all’estero in una realtà così eterogenea e da dove nasce l’idea di questo sodalizio innovativo tra arte ed economia, che è Artuner?
Il mio Master in Management a Londra è stata certamente un’esperienza fantastica, che ha completato il mio percorso di studi, ma soprattutto mi ha dato la possibilità di entrare in contatto con un’ambiente estremamente internazionale e dinamico. È stato proprio durante la mia esperienza alla LSE che ho concepito Artuner. Dovevamo sviluppare una start-up così ho proposto al mio gruppo di lavoro una piattaforma che coniugasse non solo la vendita di opere d’arte on-line, ma che offrisse anche la possibilità a chiunque ne fosse interessato di avvicinarsi al collezionismo in modo consapevole e sicuro, fornendo loro i giusti strumenti. A livello personale è stata quindi una decisione consapevole di coniugare il mio amore per l’arte con i miei studi imprenditoriali.

Artuner, il dispositivo online che hai creato l’Ottobre scorso funziona, non solo come una  galleria virtuale ma è anche spazio di scambi, curiosità e approfondimenti curati da professionisti del settore e rivolti a un pubblico non necessariamente di “addetti ai lavori”. In che modo cerchi di avvicinare il grande pubblico all’arte e perché? Come spiegheresti il valore di possedere un’opera d’arte, al di là dall’aspetto economico?
Credo che il servizio che offriamo sia molto importante. Dare informazioni riguardo non solo agli artisti e ai loro lavori, ma anche a specifiche tematiche concernenti l’arte contemporanea in senso più ampio, è la strada giusta per avvicinare le persone al collezionismo. Sono convinto che ciò che si conosce diventa più desiderabile e l’arte è una passione contagiosa che una volta entrata nel sangue non ti lascia più. Cosi s’impara a conoscere e valutare sia il valore economico di un’opera ma anche una serie di fattori molto personali e intangibili.

Mi pare di capire che a dettare la selezione artistica che proponi, due sono i principi fondamentali. Il primo è il tuo gusto estetico, come collezionista indirizzi la tua scelta verso artisti e opere che t’interessano e che vorresti eventualmente acquistare. Il secondo è il prezzo, un prezzo più accessibile rispetto a quelli che il grande pubblico è abituato ad associare all’arte contemporanea. Vuoi spiegarci meglio come funzionano questi criteri e quale la loro forza?
La scelta delle opere e degli artisti nasce da un mix di fattori. Certamente nutro interesse per le opere che esponiamo sul nostro sito, e se potessi, le acquisterei tutte quante. Ma la scelta non ha direttamente a che fare con il mio gusto estetico personale. Gli artisti e le opere che vendiamo sono stati scelti dopo approfonditi confronti con i curatori che seguono le mostre e con il mio team. Solo quando tutti quanti siamo convinti che l’artista e il suo lavoro entrano nei parametri di qualità che vogliamo esporre su Artuner, una determinata opera viene messa online. Il fatto che i nostri prezzi siano più accessibili è una conseguenza del fatto che cerchiamo d’individuare gli artisti più promettenti prima che compiano il grande salto (spesso è questione di un paio d’anni se non di mesi) e raggiungano quotazioni difficilmente avvicinabili. In questo modo supportiamo anche la pratica dei talenti internazionali emergenti quando ne hanno più bisogno e prima che il grande pubblico si accorga di loro.

Nella tua ricerca, promuovi molti giovani artisti soprattutto focalizzandoti verso una pratica pittorica dalle geometrie pure e dalle tinte eleganti e tenui, come per esempio quella di Dan Rees, Christian Rosa o David Ostrowski (il qual ricordiamo è attualmente in mostra alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo fino al 1 febbraio 2015). Come riassumeresti il tuo interesse e il ruolo oggi di una pittura nel contemporaneo ?
Sono un amante di tutti i generi artistici e i media, ma in questo momento sono particolarmente affascinato dalla pittura, che però spesso si presenta non nella forma più classica di tela e pennello. Ritengo che ci sia a livello internazionale una straordinaria nuova generazione di artisti che stanno realizzando opere di grande interesse, con referenze alla storia dell’arte e capaci di cogliere il presente. In Artuner siamo molto impegnati a individuare i più promettenti talenti internazionali e a poter offrire in esclusiva accesso ad alcune delle loro opere più significative.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di lavorare principalmente online? Immagino che, nonostante la tua attività abbia una sede soprattutto nell’etere, tu sia sempre in viaggio per incontrare clienti o artisti. In che modo stabilisci rapporti duraturi e di collaborazione, ma anche di fiducia, con le persone con le quali ti confronti nel tuo lavoro?

03.Stephen Felton Point A to Point B, 2014 acrylic on canvas

Stephen Felton, point A to point B, acrylic on canvas, 168 x 168 cm, 2014, Courtesy of ARTUNER 

01.Eugenio_Primo_Piano_Bianco_e_Nero

Portrait of Eugenio Re Rebaudengo

Sebastian Lloyd Rees, Untitled, Found object, Budweiser neon sign, hardwood, carpet, paint, metal, 100 x 120 x 26 cm, 2014, Courtesy of ARTUNER

Sebastian Lloyd Rees, Untitled, Found object, Budweiser neon sign, hardwood, carpet, paint, metal, 100 x 120 x 26 cm, 2014, Courtesy of ARTUNER

04.Magreta di Formigine, by Luigi Ghirri (startpage)

Luigi Ghirri, Magreta di Formigine, vintage c-print, 30.4 x 44 cm, 1988, Courtesy of ARTUNER and the Estate of Luigi Ghirri

 Il vantaggio principale di lavorare online è sicuramente il fatto che in questo modo si ha la possibilità di entrare in contatto più facilmente con collezionisti e artisti che vivono in tutto il mondo. Inoltre anche i costi di trasporto e assicurazione si riducono ed è più facile curare collettive con artisti emergenti da tutto il mondo. D’altra parte però continuo fermamente a credere nell’importanza delle relazioni umane. Ecco perché il mio staff e io riteniamo fondamentale dare la possibilità a chiunque di contattarci direttamente in qualsiasi momento.

Artuner sta per compiere un anno, questa è un’occasione per celebrare la sua attività ma anche un momento di bilanci per guardare al futuro. Quali sono gli obiettivi che hai raggiunto durante questo primo anno e quali quelli che ti prospetti per il futuro prossimo?
È stato un anno importante, abbiamo presentato quattro show online di grande rilevanza e con grande risposta da parte di collezionisti, curatori e amanti dell’arte in generale. Con la collaborazione di Filippo Maggia, curatore della Fondazione Fotografia di Modena, siamo riusciti a presentare fotografie rare, e in alcuni casi persino inedite, di Nobuyoshi Araki, Daido Moriyama e Luigi Ghirri. Inoltre, assieme a due tra i più affermati giovani curatori operanti in Gran Bretagna, Adam Carr e Andrew Bonacina, abbiamo elaborato due mostre collettive che, non solo dal punto di vista estetico sono state estremamente ben accolte, ma hanno anche posto nuove domande, dando una più ampia prospettiva alle opere di giovani artisti.  Gli show online hanno aiutato a riconoscere ulteriormente il potenziale di Artuner, aprendoci la strada a molte interessanti collaborazioni che si concretizzeranno nei prossimi mesi, e che sempre più spesso comprenderanno mostre fisiche in luoghi pop-up. A Londra durante il periodo di Frieze presenteremo una mostra dedicata a Gabriele De Santis, uno dei più promettenti artisti italiani. Stiamo inoltre lavorando a una mostra che aprirà in concomitanza con Artissima a Torino, dove presenteremo il lavoro di tre artisti – Sebastian Lloyd Rees, Max Ruf e Adriano Costa – , e abbiamo in programma altri interessanti progetti a Parigi e Berlino la prossima primavera. L’obiettivo è, e sarà sempre, quello di portare opere d’arte di grande qualità nelle case dei collezionisti che le sapranno apprezzare.

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Giulia Bortoluzzi

graduated in contemporary philosophy/aesthetics, has been working in collaboration with various contemporary art galleries, theaters, private foundations, art centers in Italy and France. Is a regular art contributor for L’Officiel, editor assistant for TAR magazine, founder and editor for recto/verso and editor in chief for julietartmagazine.com

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