Intervista a Giacomo Rizzo

Giacomo   Rizzo, Respiro#2,  silicone    patinato,    misure   variabili,   2014    2015 (2)

La scultura site specific di Giacomo Rizzo. L’artista palermitano sta realizzando da anni una continua ricerca estetica e di linguaggio a contatto diretto con i vari territori che incontra dai quali ama trarre forti sensazioni. Emozioni e suggestioni che rivivono nelle sue opere attraverso un’attenta analisi della nostra società contemporanea che racconta con messaggi chiari e precisi.Negli ultimi mesi sono molte infatti le sculture e istallazioni nate in diversi luoghi come le residenze a Casa Sponge di Pergola e al Museo Lucio Piccolo di Ficarra. A questi interventi ha alternato mostre in gallerie, l’ultima alla Andrea Ingenito Contemporary Art di Milano, e importanti esperienze all’estero come la Biennale di Molhouse in Francia, la Unesco Bioethics Art Competition di Mexico City, New York e Hong Kong, e le fiere dell’arte di Budapest e Strasburgo. L’attività di Giacomo Rizzo non si limita alla scultura e trova il suo proseguo come scenografo in molti famosi teatri e come docente presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo.

Sei sempre alla ricerca di un contatto particolare con ciò che ti circonda, si tratti di un ambiente naturale che di un pullman?
La scultura, per sua ontologia, si relaziona con lo spazio circostante, sia esso naturale o artificiale. Potremmo addirittura sostenere che il raggiungimento dell’armonia di un’opera scultorea si misuri anche nel modo in cui si compenetra con l’intorno. Ciò è valido tanto per le opere di piccole dimensioni, ideate e realizzate in studio, quanto per le grandi installazioni site specific. Lo spazio è per me sempre fonte di suggestioni, trepida scoperta, rigenerazione.

I materiali che utilizzi sono vari: dalla resina, alla cera, al gesso, al marmo; come avviene ogni volta questa scelta?
La mia formazione di scultore mi ha permesso il raggiungimento della conoscenza e della padronanza delle tecniche che trovo consustanziale per un artista. Amo utilizzare materiali e tecniche eterogenee: gesso, resina, marmo…. la scelta è sempre strettamente contingente al progetto che sto portando avanti e alla resa estetica che voglio ottenere.

C’è un messaggio in particolare che, come artista, devi assolutamente rivolgere alla società?
Sin dagli esordi della mia attività, l’impegno sociale mi ha accompagnato: tematiche come le tragedie dei clandestini e il traffico degli organi sono sempre state a me particolarmente care. L’arte ha da secoli una funzione propedeutica ed educativa. Non pretendo di offrire soluzioni ma, sicuramente, di proporre input e suggestioni.

Dedichi molto tempo anche all’insegnamento, come vedi il futuro dei nuovi artisti?
In quanto docente dell’Accademia di Belle Arti ho l’onore e l’onere di forgiare gli artisti del futuro. Ardua responsabilità, soprattutto in un momento socialmente difficile come il nostro che vede uno svuotamento di valori etici fondamentali in primis per l’uomo, poi per l’artista. Ma sono estremamente fiducioso nei confronti del talento e dello spessore umano e artistico di tanti giovani che incontro quotidianamente.

Giacomo Rizzo, Respiro#2, silicone patinato, misure variabili, 2014 2015 (2)

Giacomo Rizzo, Respiro#2,  silicone patinato, misure variabili, 2014-2015

Giacomo Rizzo, Respiro, 300x200 cm, gesso, 2014 (2)

Giacomo Rizzo, Respiro, gesso, 2014 

specchio di cielo (2)

Giacomo Rizzo, Specchio di cielo, 2014  

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Giornalista dal 1993, si laurea in Cinema e Immagine Elettronica all'Università di Pisa e si specializza in Net Art e Culture Digitali all'Accademia di Belle Arti di Carrara. Da anni cura mostre d'arte contemporanea con particolare attenzione alla media art.

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