L’eternità è d’argento: intervista a Giosetta Fioroni

Frame film Coppie

Giosetta Fioroni torna in mostra a Milano presso la Galleria MarcoRossi. E torna raccontando la sua vita tangente di frammenti storici e proiezioni affettive. La sua poetica tesse un’estetica di sguardi, di corpi sociali incrociati, un universo semantico che ricorda, pensa e sente l’identità storica dei 60. Si delinea e si assiste all’estensione del passato che si riforma fertilizzando nuove mutazioni d’immaginario. Una sequenza di figurazioni armoniche, di apparizioni, una ricerca che si apre con la necessità del ricordo, una cartografia di affetti e avvolgimenti in forma d’immagine, un eterno in progressione.

L’esposizione dispiega un insieme di bozzetti, carte d’argento realizzate dal 1963 al 1973 mixate con un ritratto del 2009 dedicato al musicista Manson, scrive la Fioroni, “un quadro vagamente anomalo nel mio percorso quasi tutto improntato ai sentimenti, perché molto esplicito, illustrativo”. In proiezione anche tre filmati inediti in super 8 realizzati tra il 1960 e il 1967, Gioco, girato in 16mm. e interpretato da Pino Pascali e amici in una villa sull’Appia Antica, Coppie, una serie di note su due coppie di amici dell’artista: Silvia e Umberto Bignardi e Talita e Paul Getty in un attico in Piazza Ara Coeli, Solitudine femminile è invece interpretato dalla poetessa Rosanna Tofanelli, e infine un breve video dedicato a Goffredo Parise, suo grande amore. Alla vigila dell’inaugurazione presso la galleria milanese, abbiamo chiacchierato con lei su piccoli ricordi e progetti, e sull’idea che diffonde e muove il suo ultimo lavoro.

Com’è nata l’idea di proporre in una nuova mostra il percorso delle carte d’argento sviluppate fino al ’73? E i lavori video in super 8, quale l’approccio? E quali i prossimi progetti e interventi?
Sono sempre stata molto interessata al mio antico lavoro con il colore argento degli anni dal 1960 al 1972. Qui alcune carte, tra le quali sei rarità che raccontano la mia partecipazione alla Biennale del 1964 (le tele originali andranno distrutte). Circa i video, agli inizi degli anni 60 molti artisti cominciarono a usare la cinepresa, come altro mezzo espressivo… al posto dei vecchi strumenti come spatole, pennelli e così via. Allora non c’era il digitale, erano disponibili le piccole cineprese a 8 e mezzo, oppure le quasi professionali, cineprese a 16mm…. si tratta di piccoli filmati che ho girato in super 8 nel 67, un’idea espressiva personale legata quindi all’uso della macchina da presa: in quel periodo c’erano molti artisti… Schifano stesso, ad esempio, ha fatto delle cose bellissime, fu il primo e il più bravo a fare lunghi e brevi cortometraggi, ma anche Angeli, Festa, Baruchello e molti altri si cimentarono. E tra questi anche io. Prossimamente sarò a Napoli nel mese di dicembre 2015 per una mostra di 5 Presepi in Ceramica… ispirati agli Antichi Presepi napoletani del ‘600, mostra ideata da Piero Mascitti.

Riferendoci in particolare a uno dei lavori inediti, anomali, presentati alla Galleria MarcoRossi, il termine Apparizione pare riferirsi alla tela intitolata Marilyn Manson. È un collegamento specifico col musicista (forse per la sua energia libidico-performativa) o un’occasione per evocare un sentimento che ne deriverebbe?
Marilyn Manson mi ha interessato, oltre che per la sua mutevole musica, per la connotazione specialmente “trasformistica” della personalità, soprattutto dedicata al suo volto e al suo sguardo (con alterazione degli occhi per inserimento di protesi oculari). Io l’ho indagato come performer e anche direi come reale trasformista, ha fatto delle operazioni su sé stesso molto brillanti di cambiamenti… il cambiamento del sé.

Ricordo che in un video ha raccontato della difficoltà di essere stata una delle poche artiste donne nei 60, e dell’episodio di un gallerista milanese e del suo sdegno a proposito della firma femminile nel retro di un quadro… come ha affrontato quell’episodio, e come nel tempo invece lei pensa sia modificato l’approccio verso la donna, la donna artista in questo caso, a partire da lei?
Sì, inizialmente nella galleria Naviglio di Renato Cardazzo accadde l’episodio che lei ricorda. Ma oggi… nel lungo tempo passato le donne hanno “conquistato” un posto preminente e tutto sembra appartenere alla preistoria… io poi, per fortuna, con i tanti anni che ho, ho sempre lavorato, e soprattutto lavoro ancora molto… con molto slancio, molta gioia e molte idee. Ho sempre avuto una forte vocazione nella vita, di fare l’artista intendo, la pittrice, non ho mai avuto dubbi: dopo la terza media, subito il liceo artistico e poi l’Accademia di belle arti.

Per concludere, su George Bataille, e la mostra a lui interamente dedicata il maggio scorso… perché questo tributo?
Sono stata una sua grande lettrice, e quella sua resta un’opera molto ampia… Lo conobbi attraverso Le bleu du ciel, che allora era appena uscito in Francia, un libro che creò molto rumore, lessi L’histoire de l’oeil, L’erotismo… e poi l’avevo incontrato. Mi interessava il mondo francese di tutto quel periodo, ero amica di Pier Klossowski che aveva collaborato per la rivista Acèphal, la mia attenzione era stata catturata da quei pochi numeri. Un interesse legato a Bataille, a quel periodo, a queste grandi figure, come André Masson…

Giosetta Fioroni Frammenti d’argento con apparizione
MarcoRossi ArteContemporanea
Corso Venezia, 29 20121 Milano
milano@marcorossiartecontemporanea.com
opening 13/10/2015 ends 28/11/2015

giosetta-02

Giosetta Fioroni, Ph. Enrico Minasso

Fioroni Giosetta, Ragazza TV, 1964 2,100x70

Giosetta Fioroni, Ragazza TV, 1964 

Frame Film Gioco (2)

Giosetta Fioroni, Gioco, Frammenti d’argento e un’apparizione, Galleria MarcoRossi Frame Film Gioco

Giosetta Fioroni, Gioco, Frammenti d’argento e un’apparizione, Galleria MarcoRossi

Fioroni-Ritorno-Liberty,-vernice-argento-su-carta,-1970-cm-70x100--Giosetta Fioroni, Ritorno Liberty, Galleria MarcoRossi

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Valentina Dell'Aquila

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