Intervista a Maria Cristina de Zuccato della Noema Gallery

Sardoni, GOLD 7, 120x80

Nata da pochi mesi, la Noema Gallery ha già incantato il mondo culturale milanese. Con l’innovativo progetto Art Rent ha reso fruibile l’arte, in particolare fotografica, ad addetti ai lavori e non, aprendo a un nuovo modo di vedere il collezionismo e di vivere il mondo delle gallerie. Maria Cristina de Zuccato, collezionista e co-fondatrice insieme all’architetto Aldo Sardoni della Noema,  ci parla di questo nuovo spazio dedicato alla fotografia.

Sardoni, GOLD 7, 120x80

Sardoni, GOLD 7

Noema Gallery nasce dal sodalizio artistico-imprenditoriale tra lei e l’architetto Aldo Sardoni… come vi siete conosciuti e com’è nata l’idea di fondare una galleria?
La conoscenza fra me ed Aldo risale a parecchi anni fa, quando lui, in quanto architetto, si è occupato della ristrutturazione della casa dove vivevo in quel periodo in Sardegna.  Da subito è nata una profonda stima reciproca, che negli anni si è anche trasformata in amicizia, fino a scoprire che lui era soprattutto un bravissimo fotografo professionista: m’innamorai a prima vista della sua opera Noema 1 che comprai per me. Da lì cominciammo a condividere la passione per la fotografia, ciascuno dal suo punto di vista, lui con la sua preparazione artistico-culturale-professionale, io con l’interesse del collezionista e agli aspetti commerciali e organizzativi: all’inizio ne parlavamo come di un passatempo, ma ben presto ci venne l’idea del “rent” delle fotografie e decidemmo di trasformare la nostra passione in un’attività vera e propria.

Siete una galleria molto giovane, qual è il bilancio di questo inizio attività?
Siamo una Galleria giovanissima! La nostra inaugurazione è stata l’11 Marzo scorso, ma in meno di 4 mesi siamo riusciti a creare moltissimo interesse intorno al concept della galleria (giornali, televisione, Fabio Castelli in persona che ci ha telefonato per chiederci di partecipare al MIA, galleristi importanti ci hanno chiesto di trovare delle formule di collaborazione…) e noi siamo pieni di entusiasmo e ottimismo.

Porollo,Chiyori, 80x80cm

Porollo, Chiyori
 

Art Rent è un progetto innovativo per le abitudini culturali italiane: può dirci in dettaglio di cosa si tratta e qual è stata la reazione alla vostra proposta?
Il noleggio dell’arte è un concetto già esistente da tempo ma relegato in Italia al mondo istituzionale e dei musei, mentre nel panorama internazionale questa formula è diffusa già da un po’ di anni soprattutto in Inghilterra e Stati Uniti.  Del resto la “sharing economy”, basata su un concetto di utilizzo piuttosto che di proprietà di un bene, sta prendendo piede come modello in diversi settori di attività (un esempio fra tutti il car sharing). Il noleggio viene proposto da Noema Gallery attraverso forme di abbonamento annuali rivolte a un cliente prevalentemente “business” ad esempio alberghi, business center, studi legali e professionali,  cliniche estetiche… per loro natura caratterizzate da un passaggio elevato e privilegiato di clientela.

Quali sono state le difficoltà riscontrate e quali, invece, gli effetti inaspettati?
La nostra storia è cominciata da troppo poco tempo per poter avere dei dati significativi, tuttavia credo di poter dire che la strada, come in tutte le cose che segnano un cambiamento, non sarà ovvia; di sicuro abbiamo riscontrato molto interesse e il nostro primo caso di “rent” l’abbiamo avuto a sorpresa proprio con un rappresentante della categoria che avremmo pensato meno sensibile di altre a questa formula e cioè una clinica estetica.

Rizzi,Theather Translation 2, 1000x70cm

Rizzi,Theather Translation 2
 

Noema Gallery è dedicata totalmente alla fotografia: perché questa scelta?
Prima di tutto per passione, ma siamo anche convinti che questa più nuova forma d’arte debba essere resa “fruibile” a un pubblico quanto più vasto possibile cercando di diminuire la distanza fisica e psicologica che in genere si crea fra la galleria e il possibile acquirente.

Rappresentate soprattutto giovani talenti: quali sono le caratteristiche che cercate in un fotografo?
I nostri fotografi hanno tutti una matrice comune: l’essere europei. Sono legati da costruzioni culturali simili, anche se in alcuni casi vengono da molto lontano. Abbiamo scelto autori apparentemente differenti ma che secondo noi hanno caratteristiche culturali che li accomunano e tutti hanno una precisa attitudine: la lentezza. I lavori che presentiamo sono l’elogio della calma, la voglia di non correre per rubare l’attimo ma viceversa il desiderio di progettare l’immagine con grande attenzione prima di decidere il momento dello scatto.

Siragusa, Piazza Cordusio, 50x66cm

Siragusa, Piazza Cordusio, 2010
 

Avete da poco partecipato alla fiera internazionale Milan Image Art Fair (MIA): quali sono le vostre considerazioni a riguardo?
Partecipare al MIA per noi è stato importante perché ci ha dato modo di presentarci e farci conoscere e, al di là dell’aspetto commerciale, ci ha consentito di avere contatti molto interessanti con operatori consolidati nel settore.

Com’è l’attuale mercato artistico italiano ?
Noi ci occupiamo esclusivamente di fotografia pertanto ci sentiamo di parlare di mercato artistico solo relativamente a essa.Con l’avvento del digitale stiamo vivendo una nuova fase della fotografia che si è allargata a un numero sempre più ampio di autori o aspiranti tali. Il primo problema che stiamo riscontrando è quello di trovare e definire il lavoro dei fotografi “artistico” o comunque con elementi tali da poterlo definire “d’autore”. Tanti fanno fotografie, pochi sono autori, cioè utilizzano il mezzo fotografico per esprimersi, alla stessa stregua di uno scrittore, di uno scultore, o di un pittore. Il mercato risente molto di questa sovraesposizione e l’Italia, rispetto all’Inghilterra o alla Francia, è assai indietro nel concetto di collezionismo, probabilmente, anzi certamente, anche per l’assenza di una politica fiscale adeguata. Le gallerie stanno facendo un lavoro enorme sostenendo costi e difficoltà incredibili, mosse prevalentemente dalla passione e dalla convinzione che la cultura debba comunque anche essere un business e non soltanto un passatempo per il fine settimana. L’augurio è che anche lo Stato si accorga che una Nazione ha necessità di scelte politiche ed economiche importanti se vuole esportare e incentivare la produzione di cultura, non solo in fotografia ma in tutti i campi dell’arte e del sapere. Siamo convinti che nel XXI° secolo questa sia una delle nuove forme d’industria per l’Italia, legata al paesaggio e al turismo culturale.

Vitorovic, reflections of a rainy day, 37x55cm

Vitorovic, reflections of a rainy day
 

Quali sono i vostri progetti futuri?
Per quanto riguarda la parte imprenditoriale, ovviamente stiamo cercando di dedicarci quanto più possibile alla divulgazione del “rent” presso i nostri possibili clienti cercando di trasmettere questo concetto che in Italia è agli albori. Riguardo le iniziative strettamente culturali, fra l’ estate e l’autunno prossimi vorremmo istituire “Walking Camera in Sardinia”, progetto di tipo artist in residence. Alcuni dei fotografi rappresentati da Noema saranno ospitati una settimana a turno per creare un progetto fotografico site-specific sul territorio sardo, cosicché ciascun autore “legga” la Sardegna attraverso il suo stile fotografico. Inoltre nell’anno dell’Expo stiamo programmando la realizzazione di 4 mostre in cui si confronteranno in coppia uno verso l’altro i fotografi che rappresentiamo.

Alessia Cervelli

Noema Gallery – Milano
www.noemagallery.com

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Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

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