Intervista a Paola Buzzini del progetto Soup Opera

SOUP OPERA_ Matisse_ Ricetta TARTARE DI GAMBERONI E RAPANELLI

Soup Opera è il mondo dove l’arte incontra la cucina: è immaginazione, invenzione, interpretazione, ipotesi, fantasia”: così questo interessante e creativo progetto viene definito dalla sua creatrice. Questa zuppa di opere da servire insieme a una buona dose di divertimento e accompagnata da una spolverata di buonumore e poesia, nasce dall’inventiva e dalla grande intraprendenza di Paola Buzzini, giovane milanese che, dopo numerose esperienze lavorative in campo artistico e della comunicazione, ha deciso di lanciarsi in una nuova, e innovativa, esperienza tra arte e cucina e di aggiungere un posto a tavola per i grandi artisti, non solo del passato ma anche del panorama più contemporaneo. L’abbiamo intervista per saperne di più.

Professionista nel settore dell’arte contemporanea, cuoca, addetto stampa, presentatrice, blogger…ma chi è realmente Paola Buzzini, tu come ti presenteresti?
Troppo! Sicuramente amante dell’arte e del buon cibo. Mostre e ristoranti sono per me il piacere più grande, soprattutto se condiviso. Cucinare mi rilassa e mi soddisfa molto; spesso stacco dal lavoro, nel bel mezzo del pomeriggio per cucinare una torta o impostare la cena, mi libera la mente! La logica del blog non mi appartiene, non pubblico post tutti i giorni ma solo quando cucino un piatto o pubblico qualcosa inerente alle mostre.

Attraverso la tua società Doppiozero, della quale sei cofondatrice insieme a Elisa Mogavero, hai avuto modo di intraprendere un percorso professionale nel campo dei servizi per l’arte… qual è la tua opinione riguardo la gestione della cultura in Italia?
Se devo essere sintetica dico un disastro. So che è una frase che diciamo tutti e spesso, ma non siamo in grado di valorizzare tutto quello che abbiamo, potremmo essere un grande paese proprio grazie alla cultura e all’arte. Penso all’America e alla Francia… non potremmo semplicemente imitarli, tanto per iniziare? Per ora non ho ancora capito bene la linea del Ministro Franceschini, staremo vedere.

Da più di un anno ti sei fatta promotrice, oltre che ideatrice, di un nuovo modo di vedere, comprendere e analizzare l’arte unendola al cibo: il progetto Soup Opera. Com’è nata questa idea e come si è evoluta in questi mesi?
L’idea è nel cassetto da molti anni, da quando feci un progetto per la didattica del MART – Museo d’arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto: menu ispirati all’arte per il gruppo cucina della comunità di San Patrignano di Trento. Poi l’ho accantonato e ripreso in mano a Dicembre dell’anno scorso; ne ho parlato un po’ in giro e vedevo che l’idea piaceva, soprattutto era qualcosa di nuovo (so di non aver scoperto l’acqua calda, Alain Ducasse e Gualtiero Marchesi da sempre s’ispirano all’arte concettuale per la creazione dei loro piatti, ma volevo portarla a un livello popolare), quindi mi sono convinta. Pensare che anche chi non è interessato all’arte possa avvicinarsi attraverso una ricetta mi rende orgogliosa. Risultato due rubriche, una omonima su Vanity Fair.it e su Ottagono, mensile di architettura e design.

Quali sono state le difficoltà che hai dovuto affrontare? Proponendo questa nuova iniziativa all’interno di grandi mostre e spazi espositivi come sei stata accolta dagli addetti ai lavori?
Come in tutti i progetti nuovi bisogna acquisire visibilità e credibilità, ma sono stata accolta con entusiasmo soprattutto dai Musei che mi hanno ospitato per cucinare negli spazi espositivi (PAC, MART e Rotonda della Besana).

Anche se si intuisce seguendo il tuo sito, se ne avessi possibilità quali artisti (libera di scegliere in ogni epoca) ti piacerebbe raccogliere intorno a un tavolo per una cena? Quale sarebbe il menu?
Difficile scegliere tra tutti ma sicuramente vorrei i fratelli Chapmann, James Turrel, Vanessa Beecroft, Daniel Buren, Martin Creed…Per il menu il massimo per me sarebbe creare un piatto per ognuno di loro, ispirato alla loro poetica.

Giovane e già una solida carriera alle spalle, cosa ti senti di consigliare alle nuove generazioni che vorrebbero intraprendere un percorso affine al tuo?
È dura, una lotta tutti i giorni, ma io, tornassi indietro, non farei altre scelte, ripeterei tutto: gallerina, ufficio stampa in agenzia, didattica nei musei, visite guidate, tutto mi è servito per capire cosa volevo fare. Per il momento. Perché il bello è poter cambiare, prendere strade affini, parallele ma sempre spinte da una grande passione di fondo.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sto organizzando un tour nei musei, una vera e propria invasione installando una cucina negli spazi espositivi.

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SOUP OPERA_ Matisse_ Ricetta TARTARE DI GAMBERONI E RAPANELLI

Soup Opera, Matisse, Ricetta Tartare di Gamberoni e Rapanelli 

SOUP OPERA@Stella McCartney Into The Forest Salone del Mobile 2014

Soup Opera@Stella McCartney Into The Forest Salone del Mobile 2014

SOUP OPERA_Steve McCurry_Ricetta Frittata di mirtilli, fave e pinoli tostati

Soup Opera, Steve McCurry, Ricetta Frittata di mirtilli, fave e pinoli tostati

soup_opera_ SOUP OPERA - Adrian Paci @PAC

Soup Opera – Adrian Paci @PAC

 
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Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

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