Intervista a Paola Colombari

1.copertina

Paola Colombari, figlia della più longeva dinastia di antiquari del nord Italia, ha fondato con la sorella Rossella la sua prima galleria nel 1981 a Torino. Per circa 10 anni, la galleria ha svolto un’attività di ricerca sul design del 20° secolo, partecipando attivamente allo sviluppo del collezionismo contemporaneo, e con particolare attenzione allo studio e la promozione del famoso architetto torinese Carlo Mollino. Nel 2003 Paola Colombari ha anche aperto una galleria dedicata all’arte contemporanea, trattando sia artisti italiani che internazionali.

Ci parli del suo modo di essere Gallerista ed Editore di Design d’avanguardia.
Sono nata gallerista giovanissima per DNA e per genetica dinastica, con un carattere misto romagnolo ed ebraico – piemontese con un nonno Giovanni Colombari che ha fondato l’Alto Antiquariato nel Nord Italia e un padre che è stato un grande antiquario e ha continuato la tradizione di famiglia. Mia sorella e io siamo state subito due galleriste indisciplinate, in quanto abbiamo sovvertito e rivoluzionato le nostre radici di famiglia, traghettandole nel contemporaneo postmoderno, fondando nel 1981 il Modernariato e a seguire l’Art design. La mia prima Galleria, fondata a Torino con mia sorella Rossella, ebbe l’intuizione di incominciare a interessarsi del collezionismo Post-war e soprattutto con particolare attenzione alle opere dei grandi Architetti italiani e in particolare del grande Architetto Carlo Mollino. Il battesimo del nostro successo, ancora giovanissime a 22 anni, fu l’Asta che organizzammo nel 1985 a Venezia che segnò non solo il debutto delle prime opere all’incanto di Carlo Mollino, ma segnò ufficialmente nel mondo la nascita del Modernariato. Mia sorella e io ormai Direttori Culturali della Semenzato organizzammo a Milano un’altra Asta che anticipò i nuovi fenomeni culturali mettendo all’incanto la grande mostra “The New Domestic Landscape” curata da Emilio Ambazs per la Triennale di Milano. La mia Galleria, dopo aver vissuto tutta l’esperienza del passaggio verso le avanguardie postmoderne, iniziò a occuparsi di nuovi movimenti culturali che stavano nascendo alla fine degli anni ’80. Nel 1989 la nostra Galleria si trasferì a Milano diventando un riferimento internazionale insieme alle poche Gallerie che si occupavano di Design, come a Parigi la Galleria Denis Bosselet e Marc Huben, Neotù, Clara Scremini, Dow Town ; a Londra David Gill, a Colonia la Galleria Gabrielle Amman, a New York la Galleria Fifty & Fifty, Barry Friedman, Moss.

Nel 1991 fondai la mia prima Galleria di Design a Milano, lasciando a mia sorella la continuità del collezionismo internazionale del Modernariato, con il marchio Edizioni Galleria Colombari  e fu per me una grande sfida in quanto all’epoca non esisteva ancora il collezionismo del design e per anni ho prodotto cultura di tendenza e ho fatto parte attiva della nascita delle poche gallerie europee che iniziavano a guardare oltre lo storico. Il mio modo di essere Gallerista è sempre lo stesso e cioè da vera Talent Scout che avviene attraverso un processo simbiotico tra lo sviluppo culturale e quello imprenditoriale, prima bisogna scoprire gli artisti che reputo adatti al mio linguaggio e che è dettato alla base di un mio processo personale e cognitivo, una volta che il mio “Transfer artistico” è avvenuto con l’opera artistica si attua per me un secondo processo che è soprattutto energetico e di forte appartenenza all’opera, e questo è fondamentale perché mi permette d’iniziare a divulgarla nella sua crescita.  L’artista e il Gallerista devono collaborare in team e con grande fiducia, il solo sospetto di non essere parte integrante e unica porta allo squilibrio del rapporto e spesso come vediamo si creano delle gelosie o conflitti che portano a volte a grandi colpi di scena. Se le prime due fasi sono in sintonia allora si passa alla terza fase di sviluppo imprenditoriale dove il gallerista, come un vero e proprio manager, incomincia a investire e a finanziare mostre, fiere, progetti, contatti, determinandone la dinamica di evoluzione dell’opera nel mercato in collaborazione con la volontà di appartenenza dell’artista a questa metamorfosi. Spesso le tre fasi hanno dinamiche e tempi molto lunghi, per cui mi comporta a scegliere pochi artisti e designer che collaborano con la mia galleria ma a seguirli nel tempo!

Qual é il significato della sua continua ricerca di nuovi linguaggi estetici? Come si fondono Arte Contemporanea e Design?
L’Art Design nasce sia come processo storico-culturale e sia come nuovo approccio del linguaggio sempre più stretto tra Design e Arte. Il cambiamento del rapporto nel segno artistico del design, sempre più stretto nella sua espressività diretta e materica e più lontana dal linguaggio del costruttivismo funzionale dell’oggetto – opera, ha creato una simbiosi tra Design e Arte che ha partorito una nuova Fusion-Art che prende oggi il nome di Art Design. Ovviamente la nascita dell’Art Design ha comportato l’inizio di una nuova gestione imprenditoriale dell’opera che assumendo una sua duplicità di linguaggio ha iniziato a essere esposta anche in Fiere di Arte Contemporanea, la mia Galleria infatti è stata tra le prime a partecipare alle Fiere di Arte Contemporanea con le opere di Art Design come alla Fiera Bologna, MiArt, PAD London ecc. Proprio per questa nuova dimensione bivalente quattordici anni fa ho aperto la sezione di Arte Contemporanea dandomi così la possibilità di operare culturalmente nei due mondi: l’Arte e il Design. Anche il rapporto editoriale è completamente cambiato, negli anni ’90 le Limited Edition erano molto più alte di oggi o a volte non numerate, mentre con la nascita dell’Art Design oggi siamo sotto l’egida dell’Arte Contemporanea con short Edition di sei esemplari, opere uniche, installazioni o Site-specific. Sono pochissime le Gallerie che sanno veramente fare Art Design nella sua essenzialità culturale, ma la parola oggi appartiene a una realtà e i giovani che iniziano ad aprire le Gallerie parlano di Art Design. Questo mi fa un immenso piacere perché la nostra esperienza di noi pionieri del Design abbiamo lasciato una traccia di “Going to Future” che io chiamo le nuove tendenze del post-postmoderno. 

Ritratto di Paola Colombari, Francesco Dolfo. Courtesy Photo F.Dolfo

Ritratto di Paola Colombari, Francesco Dolfo. Courtesy Photo F.Dolfo

Pawel Grunert, Chair SIE29, 2002, Galleria Paola Colombari

Pawel Grunert, Chair SIE29, 2002, Galleria Paola Colombari

Antonio Cagianelli, Transvital Mother, 2014, Galleria Paola Colombari

Antonio Cagianelli, Transvital Mother, 2014, Galleria Paola Colombari

.Marisa Laurito, Quotidiani Eterni, 2014, Galleria Paola Colombari

Marisa Laurito, Quotidiani Eterni, 2014, Galleria Paola Colombari

La maggior parte dei suoi progetti più recenti si basa sulla sperimentazione di ricerca. Quali sono le caratteristiche degli artisti che esprimono meglio questo concetto?
In qualità di artista di Art Design divido sempre i due linguaggi: quando affronto gli artisti guardo la loro forza solo puramente materica di unicità alla loro circolarità del transfer emozionale del messaggio mistico dell’opera, quando affronto i designer guardo i confini dell’opera tra  Design e Arte e soprattutto sento se il Border-Line è equilibrato nella sua verità di espressione, soltanto lo sbandamento di uno dei due mi sposta il linguaggio del segno. Per intenderci l’opera di Art Design deve partire dal segno del design che dilaga verso la matrice artistica, se non ha questa forza rimane solo un’opera di Design.

Quali sono le tendenze verso le quali si stanno muovendo le espressioni più attuali? E quali, secondo lei, sono quelle che meritano interesse?
L’Art Design è una concreta evoluzione dell’espressione sociale delle tendenze contemporanee e ne sono testimonianza, non solo le mostre, ma anche le Fiere. Nel 2002 sono stata curatore per la Fiera di Novegro a Milano del primo format fieristico di collezionismo di Modernism e Art Design in Italia con 300 espositori e nel 2004 con Ente Fiera Milano. Negli anni a seguire si sono sviluppate poi molte Fiere internazionali come Miami Art Basel, Pavilion Art & Design a Parigi e Londra, Design Days Dubai. Tuttavia manca ancora un format innovativo, molto avveniristico a cui sto lavorando da alcuni anni per realizzare in futuro la prima Fiera di tendenza di Art Design che con tutta probabilità riuscirò a realizzare nel 2016. Sembrano ormai lontani e quasi archeologia postmoderna alcune Star-designer come Philip Starck, Tom Dixon, James Irvine, Marc Newson e altri che ne sono stati il riferimento, oggi viviamo una nuova dimensione “dell’Open Design” con una libertà creativa che si esprime attraverso diverse tendenze dal New Baroc olandese con la scuola di Maarten Baas, al design tropicalista brasiliano con designer famosi come i Fratelli Fernando e Humberto Campana, Rodrigo Almeida, alle tendenze del digital craft, al neo-organico con Karim Rashid, i fratelli Bouroullec, Ross Lovegrove…l’arte non morirà mai ma cambierà solo il linguaggio dell’espressione, della percettività e dell’intuizione progettuale. Dunque oggi l’Art design vive la libertà della forma come espressione di una società fluida e in continuo divenire e questo ha prodotto anche l’autoproduzione dei giovani designer emergenti.

Qual é la carta vincente per un giovane artista/designer? Che possibilità s’incontrano in un paese come l’Italia?
La carta vincente per un giovane  designer è oggi essere creativi byself, fare delle scuole di preparazione ottime in Italia come la Naba, la Bovisa del Politecnico, il Dams, l’Istituto Europeo oppure vincere una borsa di studio alla Central Saint Martins College of Art and Design – Londra o alla Design Academy Eindhoven o l’Accademia di Anversa, insomma sviluppare una buona piattaforma su cui poi decidere in futuro come muoversi e quale indirizzo scegliere. Sicuramente oggi fare il designer indipendente è molto difficile in quanto sono poche le Gallerie che possono supportare la quantità di bravi designer emergenti, quindi se un designer deve partire da solo dovrà sviluppare dei nuovi modelli come: i Blog, i sistemi di vendita attraverso Gallerie virtuali proprie creandosi dei portali collettivi… E’ la canalizzazione dell’opera che sta cambiando e anche noi Galleristi stiamo invecchiando e stiamo valutando delle nuove strade da percorrere come le vendite sui Web internazionali da Artnet ad Arcobaleno e a molte piattaforme intercontinentali. Il futuro sarà caratterizzato dalla de-fisicizzazione del mercato artistico, il collezionista comprerà senza più vedere l’opera nella sua realtà ma percependone la qualità ed il valore attraverso i nuovi modelli telematici.

Milano. Ci parli della città nel mirino di tutti per il 2015. Quali sono i suoi programmi? 
Per l’Expo Milano accoglierà visitatori da tutto il mondo che si riverseranno non solo nell’area di Rho ma anche nella città e, in qualità di Presidente della Maroncelli District sto organizzando una serie di eventi collettivi a partire dal Salone del Mobile che inaugureremo il 14 aprile con N.23 mostre nel nostro quadrilatero Maroncelli / Quadrio / Farini/ Baiamonti/ Pasubio  e in anteprima le posso anticipare che ci sarà una bellissima mostra del noto designer francese Jean-Michel Wilmotte mentre la mia Galleria farà una personale di Marisa Laurito “Casa Laurito MI-TO” con opere di Art Design, una vera sorpresa con opere di design surrealiste in silicone e dipinti ad olio di sapore latino-americano, un feticcio Dadaista in un mondo teatrale. Marisa Laurito parteciperà all’Expo con la “Colonna d’Arte” al Palazzo della Regione e alla Biennale di Venezia nel Padiglione Italia e Guatemala.

The following two tabs change content below.

Magdalini Tiamkaris

Rispondi