IOCOSE: la cospirazione ai tempi del web 2.0

Courtesy of IOCOSE

In bilico tra il paradossale e il surreale, il lavoro del collettivo IOCOSE può scatenare nell’osservatore le più diverse reazioni. Incredulità, divertimento, ansia sono alcune delle sensazioni che IOCOSE riesce a suscitare grazie ad azioni e operazioni più o meno reali, ma in grado di sovvertire le ordinarie logiche di valore e di pensiero.

IoCose
 

Ed è nel verosimile e falsificabile mondo del web, dove il criterio di attendibilità è messo al limite dal suo stesso carattere di apertura e condivisibilità, che il collettivo dal nome quasi esotico – un avverbio latino che può corrispondere a “giocosamente” – progetta e organizza le sue “trappole semantiche”.
Dal 2006 IOCOSE ha lavorato mimetizzandosi ed entrando nella realtà immateriale dei Nuovi Media, proponendo argute riflessioni su diverse tematiche che condizionano, in maniera più o meno esplicita, il vivere contemporaneo.
Ad esempio, durante l’ultima campagna elettorale per le elezioni politiche del 2008 sono state inviate migliaia di e-mail a nome del Partito Democratico, dimostrando, grazie alle numerosissime risposte ricevute, come l’utilizzo dello spam potesse essere considerato una verosimile modalità di propaganda politica, al pari delle più bieche prassi di pubblicità martellante – Yes We Spam!
Del 2010 è invece In The Long Run, video-narrazione prodotta per la piattaforma RE:akt!, ovvero la ri-costruzione di un possibile evento di vasta portata mediatica: un’edizione speciale mandata in onda da un autorevole network televisivo per la morte di una pop star. L’ultimo lavoro presentato dal collettivo IOCOSE è A Crowded Apocalypse, web project commissionato da AND Festival e Furtherfield Galley e recentemente ospitato ad Augmented Place. L’arte aumenta la realtà, mostra tenutasi a Padova.

IOCOSE, A Crowded Apocalypse, 2012. Courtesy of IOCOSE
 

Che cos’è A Crowded Apocalypse? Come funziona?
Come IOCOSE ci siamo sempre occupati di tematiche riguardanti i New Media e l’influenza che essi hanno sugli aspetti sociali, politici e di conseguenza culturali. Partendo da ciò abbiamo voluto mettere assieme alcune cose che ci hanno sempre affascinato molto: da una parte le teorie complottiste, fenomeno che ha avuto un nuovo boom con il web, e dall’altra una modalità di sfruttamento del potere della massa, come il crowdsourcing, un sistema di piattaforme on-line che utilizzano migliaia di persone sparse per il mondo per compiere piccoli compiti, come ad esempio mettere dei “like” su Facebook o condividere post o link per aumentare il traffico di un determinato sito sulla rete, dietro pagamento di una bassissima compensa.
Abbiamo quindi fatto creare a questi “lavoratori”, inconsapevoli di quello che sarebbe stato il piano finale, una serie di teorie cospirazioniste che rispecchiano quelle che sono le paranoie e le paure delle persone che vivono un po’ in tutto il mondo.

IOCOSE, A Crowded Apocalypse, 2012. Courtesy of IOCOSE
 

Come sono state formulate queste teorie?
Abbiamo studiato quali sono gli elementi di base che identificano una teoria del complotto, un po’ come se si trattasse di un genere letterario. Ovvero ci son dei protagonisti, degli oggetti che ricorrono e che sono necessari e determinanti. Quindi, abbiamo suddiviso la creazione della teoria cospirazionista in piccoli task e abbiamo richiesto tramite crowdsourcing di realizzare queste piccole parti, senza però comunicare il fine ultimo che ogni piccolo compito andava a costituire.
Come prima cosa abbiamo chiesto di creare un simbolo, slegato da qualsiasi riferimento a entità già esistenti, e in seguito abbiamo fatto scegliere il logo più efficace. Ad altre persone abbiamo domandato di segnalare tre entità –industrie, stati o gruppi religiosi – che verosimilmente avrebbero potuto avere degli interessi politici o economici occulti. Infine abbiamo fatto raccontare ad altre persone delle vere e proprie teorie del complotto, basate sui dati che avevamo precedentemente raccolto.
L’ultimo passo è stato quello d’invitare, sempre dietro compenso di qualche centesimo o al massimo uno o due dollari, altre persone a scrivere uno slogan di protesta e d’inviarci una foto di loro stessi mentre manifestavano contro queste presunte lobby. Il risultato son tantissime teorie di possibili complotti che probabilmente non esistono, ma che qualcuno ha raccontato e alle quali qualcuno ha creduto.

IOCOSE, Yes We Spam!, 2008. Courtesy of IOCOSE
 

Elena Squizzato

The following two tabs change content below.

Elena Squizzato

Ultimi post di Elena Squizzato (vedi tutti)

Rispondi