Temporary Landscape: James Casebere alla Lisson Gallery

James Casebere, Sea of Ice, Lisson Gallery, Milano. Courtesy ph Daniele Venturelli

Lisson Gallery presenta la prima personale di James Casebere, una serie di lavori il cui punto di partenza è l’opera iconica, il suo mondo naturale. Fotografia, scultura e architettura son qui riunite a formare un’opera unica. Non si tratta di raffigurare, registrare negli scatti monolitici spazi della realtà, ma proporre la sintesi di ricerche plastico-scultoree, modelli realizzati in studio, finemente assemblati e cinematograficamente illuminati, dove in discussione è la veridicità del mezzo, documentando una realtà costruita attraverso l’obbiettivo della macchina.

L’interesse dell’artista non si limita all’architettura ma si spinge nell’urbanistico, per così dire: pignoramenti di aree urbane, devastazioni, degrado, fenomeni naturali, incendi e uragani. La poetica si fa politica, e s’incontrano incalzanti evocazioni d’interni, esterni spesso riconducibili ad abitazioni tipiche degli Stati Uniti e del Medio Oriente. Nella prima sala, una relazione contemporanea che intercorre tra uomo e natura. Frontale, a catturare l’interesse dell’osservatore un lavoro del 2014 dal titolo Sea of Ice, una rivisitazione dell’opera di Caspar David Friedrich, la famosa immagine di desolazione glaciale ora esposta ad Amburgo, dove Casebere indaga sottilmente la crisi climatica del mondo. Ricreata da lui nel suo studio e realizzata con materiali semplici, mostrando come la terribile e sublime perfezione della natura sia stata interamente saccheggiata dall’uomo e come, allo stesso tempo, il suo spirito non possa conservarsi a lungo. Sulla stessa linea la serie Trees and Brushes in the snow dove utilizza materiali trovati nel suo giardino come la vegetazione, rami, fili d’erba e ingredienti da cucina come il bicarbonato di sodio per ricreare il bianco immacolato e puro della neve, dove poi posizionare al centro arbusti reali. Opere di candore, silenziose come della neve a adagiarsi al suolo, a condurre lo sguardo in una astrazione sospesa.

Scendendo le scale e proseguendo nelle altre sale Beach, la riproduzione di una spiaggia deserta, con un filo di mare e una linea di verde, un luogo di possibile catastrofe o di potenziale salvataggio. E infine una serie dedicata alle già citate case in legno. Ambienti disabitati, dove l’artista produce una profonda ambiguità, attirando il visitatore all’interno come un solitario partecipante, attraverso distorsioni che paiono create dalla mente e suscitano un misterioso senso di straniamento. Esterni architettonici suggestivi creati nei minimi dettagli, ben visibili nelle foto, aprono un divario tra astrazione e immagine, pittura e fotografia. Si tratta di spazi senza gente, potenziali catalizzatori di una profonda inquietudine.

James Casabere
Lisson Gallery, Via Zenale, 3 Milano
26 novembre, 2015 – 15 gennaio 2016

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James Casebere, Lisson Gallery, Milano. Courtesy ph Daniele Venturelli

James Casebere, Lisson Gallery, Milano. Courtesy ph Daniele Venturelli (2)

James Casebere, Lisson Gallery, Milano. Courtesy ph Daniele Venturelli 

 
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