Joel Meyerowitz – Gli oggetti di Morandi

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«Mi sono seduto al tavolo di Giorgio Morandi esattamente nello stesso posto in cui lui si è seduto per più di 40 anni. La stessa inclinazione della luce brillava su quel tavolo per me come allora per lui. L’ho guardata crescere e irradiarsi poco alla volta per due giorni nella primavera del 2015. Ad uno ad uno, sono passati tra le mie mani più di 260 oggetti che lui aveva raccolto. La polvere di cui sono ricoperti è parte integrante di quel mistero che Morandi ci ha tramandato intatto. Come in un nuovo carosello, gli oggetti sono tornati a sfilare sul tavolo. Mi chiedo: qual è il segreto di questi oggetti che hanno tenuto Morandi sotto il loro potere per tutta la sua vita?»

L’interesse di Joel Meyerowitz per Giorgio Morandi nasce più di sedici anni fa, consolidandosi nel tempo e spingendo il grande fotografo americano sino a Bologna, alle porte di quella che fu la casa-studio dell’artista, divenuta oggi museo. Ed è proprio da questo interesse e dalla voglia di carpirne l’essenza, che nasce Morandi’s objects: più di 700 scatti che raccontano un inedito Giorgio Morandi attraverso un sguardo approfondito e intimista sui suoi oggetti, veri protagonisti assoluti nelle nature morte. Circa 270 tra vasi, pigmenti colorati, brocche, fiori secchi, conchiglie e oggetti di recupero, sfilano singolarmente negli scatti di Meyerowitz. Fotografie che rivelano la forza espressiva dei singoli oggetti morandiani ritratti, affinché sia il singolo a raccontarsi nello spazio rivelando tutta la sua corporeità. Come afferma Maggie Barrett “entrare nello studio di un artista così importante, significa esplorarne l’anima in profondità; un luogo che invita il visitatore a tradurre questi oggetti in un significativo ritratto dell’artista”. Ed è proprio quanto ha fatto Meyerowitz posizionando gli oggetti su quello che fu il tavolo del pittore illuminati dalla luce naturale e sfruttando come sfondo una quinta di carta su cui Morandi aveva disegnato schizzi di colore.

Joel Meyerowitz, nato a New York nel 1938, è uno dei più rappresentativi esponenti della New Color Photography degli anni ‘60 e ’70 al pari di William Eggleston e Stephen Shore. Dagli anni Sessanta iniziò a collaborare con diversi importanti fotografi come Garry Winogrand, Tony Ray-Jones, Lee Friedlander, Tod Papageorge e Diane Arbus. Meyerowitz è noto anche come street photographer, celebri sono gli scatti di New York per un racconto a immagini fatto di eventi casuali, dettagli minimi e rivelatori, volti e paesaggi urbani. Dalla collaborazione con William Eggleston e Stephen Shore, Meyerowitz si avvicinò al grande formato che lo portò al lavoro realizzato dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, raccolti nel volume Aftermath: World Trade Center Archive. Egli fu l’unico autorizzato a fotografare da vicino Ground Zero subito dopo gli attentati. Una carriera da sempre in costante evoluzione, ultimamente ha condotto il fotografo verso un confronto diretto con i grandi pittori come nel caso di Morandi e ancora di Paul Cézanne, sul quale ha realizzato una serie di fotografie degli oggetti dell’artista francese.

In occasione della mostra Damiani editore, oltre alla pubblicazione del libro Morandi’s Objects contenente un’ampia selezione degli scatti realizzati nello studio di Morandi e arricchita da un testo dell’artista e da un’introduzione di Maggie Barrett, è stata realizzata e pubblicata un’edizione speciale, in tiratura limitata di sole 25 copie, che include una fotografia firmata e numerata da Joel Meyerowitz.

Morandi’s Objects by Joel Meyerowitz
23 ottobre 2015 – 1 febbraio 2016
Spazio Damiani, Via dello Scalo 3/2 abc, 40131, Bologna
www.damianieditore.com

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Morandi’s Objects di Joel Meyerowitz

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Morandi’s Objects di Joel Meyerowitz

 

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Sara Benuzzi

Laureata in Italianistica, Culture letterarie europee e scienze linguistiche a Bologna con una tesi in Fenomenologia dell'arte contemporanea sui libri d'artista, attualmente si occupa di comunicazione e organizzazione di eventi. Interessata a tutto ciò che orbita attorno all'arte contemporanea ha un interesse particolare verso le arti digitali, la grafica, la street art e i gli artisti emergenti.

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