Jorinde Voigt: Salt, Sugar, Sex

Jorinde Voigt Installation view

Lisson Gallery ospita tra le sue pareti la prima personale italiana dell’artista tedesca Jorinde Voigt. Nata a Francoforte sul Meno, vive e lavora a Berlino. Molte le esposizioni in tutto il mondo, nel 2014 è stata anche nominata professoressa di disegno e pittura concettuale presso l’Accademia di Belle Arti di Monaco.Intrecci di decisioni e percorsi si sviluppano nei disegni di grandi e medie dimensioni, il titolo della mostra Salt, Sugar, Sex, che ricorda quasi parole di un’insegna al led, si riferiscono velatamente alle funzioni corporee che cooperano nella produzione fisiologica di ormoni. La carta su cui Voigt disegna diventa spazio immaginativo, mappa visiva di movimenti dei vari elementi del tempo. Fiori rosa che sbocciano, seducenti, passionali, energici, allusivi all’organo femminile. Delicati all’occhio che rimane incantato di fronte a tanta cura nei dettagli, linee nere sottili tracciate non a caso ma attraverso algoritmi di direzione sono interconnesse e mostrano un viaggio tra la scienza e la cultura. Agli angoli citazioni scientifiche o letterarie, come un diario su cui si appunta ogni scoperta, unite all’arte e alla filosofia, l’agire e il pensare. Arterie rosso vivo scorrono tra l’inchiostro e il pastello, sono l’esperienza del “Now”, vocabolo ripetuto su ogni tratto color sangue. (Salt, Sugar sex- 2015)

Incommunicabily opera che racconta del desiderio dell’artista di tradurre, trascrivere e registrare fenomeni essenzialmente incomunicabili, personali monologhi interiori, emozioni private, dinamiche musicali e nozioni filosofiche. L’utilizzo di foglia d’oro e d’argento fanno brillare di luce propria questo lavoro. Forme sinuose, parole, pensieri e linee congiunte in un unico momento. E poi giù, lungo una scala che apre a sale minori, accoglienti e intime che accompagnano a un Kimono, prodotto in collaborazione con il fashion designer di origine danese Mads Dinesen. Spesso nelle sue creazioni lo stilista combina con la moda sfumature artistiche, spirituali e politiche. Thinghs to wear è il titolo di queste co-creazioni dove Voigt applica schizzi di pittura e cuciture su modelli da lui disegnati.

Oggetti estetici multifunzionali, “pitture indossabili” è il termine più corretto. Things to wear IV (2015) è un kimono con un interno oceano azzurrino che non nasconde le sue profondità più scure, con frecce di filo ricamate; intorno idilliaca la lana color della sabbia abbellita da isole di perline che portano l’esploratore a scrutare da vicino i particolari, infine un cordone rosso lucente legato in vita che si unisce in armonia. Silenziosa la Sequence of solidification II (2014) che vive sdraiata su un parallelepipedo rettangolare minimal. Sculture bronzee articolate che sembrano quasi morbide e soffici anche un po’ snob, paiono in attesa come corteggiatrici che attendono il loro turno per essere guardate e scelte. Concetti, pensieri ed emozioni che Jorinde Voigt rende concreti attraverso la composizione visiva e scultorea chiamando l’osservatore a indagare con lei le cesure tra la conoscenza e la percezione, la forma e la dissoluzione.

23 gennaio -13 marzo 2015
Via Zenale 3, Milano

lissongallery.com
jorindevoigt.com

Jorinde Voigt Installation view

Mads Dinesen & Jorinde Voigt, Thing to Wear IV, 2015. Courtesy the artist and the Lisson Gallery

Jorinde Voigt Installation view

Jorinde Voigt, Installation View at Lisson Gallery, Milan. Courtesy the artist and the Lisson Gallery

Jorinde Voigt Salt, Sugar, Sex, 2015 Courtesy Lisson Gallery

Jorinde Voigt Salt, Sugar, Sex, 2015 . Courtesy Lisson Gallery

Courtesy the artist and the Lisson Gallery

Jorinde Voigt Sequence of Solidification II, Solidification 10, 2014.  Courtesy the artist and the Lisson Gallery

Jorinde Voigt 4 Anchors: Observations in the Now III, 2015 Ink, paint, pastel, gold leaf, pencil on paper

Jorinde Voigt, 4 Anchors: Observations in the Now III, 2015. Courtesy the artist and the Lisson Gallery

 
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