Jules Julien. Anatomy of Identity

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All’Archiginnasio di Bologna va in scena, sino al 18 ottobre, Anatomy of Identity, mostra personale dell’artista e grafico francese Jules Julien. In mostra la serie Français! realizzata in occasione di una mostra collettiva commissionata dalla città di Metz (FR) per la Nuit Blanche del 2011. Français! è una serie di 130 manifesti che rielaborano antichi stemmi provenienti dalla tradizione francese e dal resto del mondo, realizzati in risposta al dibattito sull’identità nazionale e suoi valori sollevato, nel 2009, dall’allora Primo ministro francese Nicolas Sarkozy. Il lavoro di Julien rappresenta un’indagine sull’identità dell’uomo e la sua natura, tra nazionalismo e globalizzazione. Un viaggio all’interno della società contemporanea divisa tra le sue radici e le influenze interculturali che la circondano.

Un tema complesso e attuale che Julien sintetizza sfruttando appieno la forza di una palette di colori essenziali e brillanti che, uniti all’utilizzo di un tratto forte ed essenziale permette di esaltarne la leggibilità e la chiarezza espressiva. Julien è un artista le cui opere illustrative esplorano e interrogano la realtà del mondo che ci circonda attraverso l’utilizzo di un’estetica semplice e astratta ma anche estremamente espressiva che rende il suo lavoro immediatamente riconoscibile. La mostra si snoda tra i corridoi della Biblioteca dell’Archiginnasio in uno spazio fortemente caratterizzato le cui pareti, ricoperte nel corso sei secoli dagli stemmi della cittadinanza bolognese, offrono alla mostra un esaltante cornice in un inedito confronto nel quale antico e contemporaneo si fondono appieno. Un parallelismo esaltato ancora di più dall’allestimento delle opere di Julien che discendono dal soffitto proprio come gli antichi arazzi nobiliari nei castelli medievali. Jules Julien che oggi risiede ad Amsterdam, divide il suo tempo lavorando per una vasta gamma di clienti internazionali e ai suoi progetti personali. Ha collaborato con aziende d’importanza internazionale quali Diesel, Lancôme, Cartier, Acer computer, Grazia magazine e Sony. L’artista è inoltre stato presentato all’interno di diverse pubblicazioni in tutto il mondo e ha esposto le sue opere a Berlino, Parigi, Zurigo, New York, Londra Valencia, Madrid, Montreal, Hollywood, San Diego e Tokyo, dove nel 2008 si è tenuta la sua prima mostra personale. Lo abbiamo intervistato.

La tua mostra è stata realizzata in risposta al dibattito di Nicolas Sarkozy sull’identità francese. Cosa pensi che sia l’identità nazionale, anche in risposta ai recenti eventi mondiali?
In realtà, questo è esattamente lo scopo della mostra presentata all’Archiginnasio sotto il titolo Anatomy of Identity. Questa si basa sulla diversità, su un’identità sempre mutevole e sempre in progressione. Perché avere paura oggi di qualcosa che è sempre esistito? Dovremmo solo gettare uno sguardo ai nostri alberi genealogici. Il mio ad esempio ha origini francesi, ma anche italiane e spagnole. In ogni caso, se l’identità nazionale esiste dentro ognuno di noi, è in arrivo una nuova identità globale, ma non tanto per l’arrivo di migranti come credono molti, ma soprattutto per la diffusione di Internet. La mia visione in proposito è di lavorare con questo movimento e non cercare di fermarlo, c’è una frase che mi piace ma non mi ricordo la provenienza: “La società che si muove in avanti è una società senza lo specchietto retrovisore”.

Uno degli stemmi in mostra (3)

Anatomy of Identity

Uno-degli-stemmi-in-mostra-(1)

Anatomy of Identity

Uno

Anatomy of Identity

Perché hai deciso di utilizzare gli stemmi come elemento?
L’idea era quella di dire che anche in un piccolo posto come la Francia esiste la diversità. Così ho raccolto stemmi provenienti da ogni luogo della Francia, che non rappresentassero famiglie. Ho incluso anche quelli provenienti da regioni, dipartimenti e città, grandi e piccole. Ho raccolto anche gli stemmi di tutti i paesi del mondo e li ho mescolati nei 150 manifesti. Pezzi di blasoni uniti per creare nuove forme e nuovi territori mentali.

Come hai condotto la ricerca iconografica? E come hai interpretato tutte le influenze raccolte? Quali elementi ti hanno maggiormente ispirato per le tue illustrazioni?
Lavoro molto su uno stock di elementi iconografici che possono essere pezzi di corpi, abiti, paesaggi o stemmi; mi piace giocare con temi collettivi come l’amore, la moda, la religione, la nazionalità e la Storia che permettono di fare molte cose. Ogni volta cerco di andare in un nuovo universo. In questo modo riesco a sorprende anche me stesso con il mio lavoro.

Nel tuo lavoro troviamo una gamma di colori molto efficace e un’esecuzione chiara ma, l’idea alla base e il messaggio che vi è dietro sono molto forti. Come operi per trovare il giusto equilibrio tra tutti questi elementi?
Vengo dalla pubblicità, ho lavorato come direttore artistico per 10 anni. È un lavoro che educa gli occhi a potenziare l’immagine e per renderla leggibile velocemente. A oggi mantengo il gusto per questo tipo di immagini. Più che la mano, è l’occhio lavora. Mi piace l’idea di lavorare su un opera con la forza di un pittogramma e la delicatezza del fatto a mano. D’altra parte stare lontano dalle mode mi tiene singolare.

Sei un graphic designer, un illustratore e un designer. Quale pensi che sia la tua identità artistica?
Io vivo nel movimento. Non potrei essere una cosa sola. Un mondo alimenta l’altro. Non mi piace l’idea di essere racchiuso in una disciplina, mi fa sentire morto. Credo nell’identità personale come a qualcosa di evasivo per se stessi.

Mi piace molto il contrasto tra le opere d’arte e lo spazio antico dell’Archiginnasio. Ti piace come location?
I contrasti e i legami tra la Biblioteca comunale dell’Archiginnasio e l’installazione sembrano strani. Sono opposti e simili al tempo stesso. Mi è piaciuto molto essere all’Archiginnasio, ho sentito qualcosa di speciale all’interno, tutte queste persone da tutti i continenti giunte qui per imparare dai loro insegnanti e anche dagli altri. La diversità è stata una grande parte di questo luogo.

Infine, quale sarà il tuo prossimo progetto?
Al momento sto lavorando a diversi progetti da una fanzine per un prossimo spettacolo in Giappone a delle illustrazioni per una rivista di filosofia, un lavoro collettivo chiamato Chapelle Fifteen che partirà in Francia nel mese di novembre.

Anatomy of Identity rientra nel ricco programma di eventi e iniziative promosse da Fruit, che culminerà con la quarta edizione di Fruit Exhibition, il festival rivolto alle autoproduzioni editoriali diventato il contenitore dedicato all’editoria d’arte di Bologna, in programma dal 29 al 31 gennaio 2016 in concomitanza con Artefiera.

Anatomy of Identity – Jules Julien solo show
18 settembre — 18 ottobre 2015
Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio | p.zza Galvani 1, Bologna
www.fruitexhibition.com
www.julesjulien.com

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Sara Benuzzi

Laureata in Italianistica, Culture letterarie europee e scienze linguistiche a Bologna con una tesi in Fenomenologia dell'arte contemporanea sui libri d'artista, attualmente si occupa di comunicazione e organizzazione di eventi. Interessata a tutto ciò che orbita attorno all'arte contemporanea ha un interesse particolare verso le arti digitali, la grafica, la street art e i gli artisti emergenti.

1 Comment

  1. Silvia says: Rispondi

    articolo bellissimo!

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