KA – Da Kounellis ad Acconci. Arte materia concetto 1960-1975

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Riproposizione del linguaggio verbale e figurativo in una chiave di contestazione dei sistemi produttivi e comunicativi: così i testi di Mario Diacono rispondevano reattivamente agli autori degli Anni Sessanta.

vito-acconci-al-castello-di-rivoli-di-torinoVito Acconci al Castello di Rivoli, Torino
 

All’interno del sistema sociale contemporaneo, gli oggetti vengono consumati non tanto per il loro valore strumentale, ma in quanto capaci di comunicare e di rendere visibili determinate distinzioni. Il passaggio da una logica dello scambio simbolico a una pratica dello scambio dei segni contraddistingue l’età moderna. In un sistema autoreferenziale, le cose sono scelte per ciò che rappresentano in un contesto culturale: per la differenza che i fruitori attribuiscono loro in quanto portatori di significato, indicatori d’identità, demarcazione e separazione. Ogni produzione è, in questo senso, paragonabile a un feticcio: un sostituto improprio di qualcosa di assente.

postmedia

La recente pubblicazione di Postmedia Books, che riunisce una serie di scritti di Mario Diacono sull’arte degli Anni Sessanta e Settanta, indaga le apparenze e i meccanismi di creazione delle opere che, proprio in quel periodo, si sono confrontate dialetticamente con una concezione iper-consumistica della realtà e dell’informazione. Significativamente caratterizzato da un titolo che si apre su una sigla, KA – Da Kounellis ad Acconci traccia un percorso che riesce a delineare similitudini e contraddizioni del panorama artistico italiano e internazionale fino al 1975. Raccogliendo articoli, recensioni, testi creativi realizzati negli stessi anni e pubblicati su libri a tiratura limitata, cataloghi e riviste quasi introvabili, il volume si pone come testimonianza di un’adesione contemporanea, immediata e reattiva da parte dell’autore nei confronti di operazioni estetiche contestatarie. Ricerche d’avanguardia si organizzavano come scettiche obiezioni proprio nei confronti del prodotto finito, della stabilità della rappresentazione storicamente giustificata.

Di Vito Acconci viene esemplarmente descritta la tensione tra testo scritto e azione corporea. La parola poetica è intesa nella sua fisicità, nella sua essenza biologica di conformazione fisiologica. Questa accezione materialistica renderà coerente il passaggio dell’artista dalla scrittura all’attività performativa. L’articolazione semantica verrà esplorata per ridurre il testo alla dimensione comportamentale dell’atto di scriverlo, emarginando ogni pretesa di analisi psicologica, in una proposta di evoluzione verso una forma totalizzante di realismo linguistico. Il discorso, poiché declinato in termini di praticità dei procedimenti compositivi, verrà svuotato di ogni flusso di coscienza e privato di ogni intenzionalità. Alieno di fronte alla volontà di comprensione e portato a livelli massimi di arbitrarietà, l’enunciato supererà le convenzioni comunicative per raggiungere un livello plastico di fruibilità: l’atto verbale diventerà irriconoscibile, svelerà tutti i meccanismi sociali e politici del linguaggio condiviso.

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Jannis Kounellis e Mario Diacono, courtesy Postmedia Books, photo by Clive Russ
 

Le opere di Joe Tilson, George Brecht e Jannis Kounellis sono analizzate, allo stesso modo, per comprendere le caratteristiche di una possibile metafisica oggettiva. Un’instaurazione di rapporti segreti tra brani del mondo, colti nella loro apparenza obiettiva, è presentata come se si trattasse di una macroscopica apertura dei sensi di fronte all’universo. Accentuando l’ambiguità tra aspetto naturale e livello simbolico della percezione di un’opera o di una performance, questi artisti tralasciano ogni tratto autobiografico ed emozionale per approdare a forme grafiche esterne, tautologicamente destinate a impressionare l’occhio. Il risultato è una regressione a partire dai significati industriali e pubblicitari per giungere a una riformulazione dell’immagine oggettivata, liberata da ogni valore aggiunto della società dei consumi, allontanata dalla meccanicità produttiva e accattivante dei soggettivismi e degli individualismi contemporanei.

KA
Da Kounellis ad Acconci
Arte materia concetto 1960-1975

postmedia books 2013
isbn 9788874900923
240 pp.
euro 19,00
http://www.postmediabooks.it/

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Ivan Fassio (Asti, 1979), scrittore, performer, critico d'arte, curatore, organizzatore di manifestazioni letterarie. Il suo primo libro, "Fuori fuoco", è stato pubblicato per le Edizioni Smasher con una prefazione di Ezio Gribaudo. Ha ideato, insieme al compositore Diego Razza, la performance d'interazione poeticomusicale "Mystic Gallery Show". Cura, insieme a Fabrizio Bonci, la rassegna multidisciplinare "Oblom Poesia".

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