Kammer Klang: come programmare una serie di musica contemporanea indipendente e sostenibile – part 1

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Kammer Klang è una serie di eventi di musica dal vivo con sede a Cafe Oto, a Dalston: presenta programmi di musica contemporanea, sperimentale, improvvisazione e musica elettronica. Fondata da Lucy Railton nel 2008, è passata nelle mani di Serge Vuille, come direttore musicale. E’ supportata da PRS Music Fondation, Arts Council England,  Hinrichsen Foundation, RVW Trust ed altri. Incontro Serge per una chiacchierata su Skype.

Parliamo di queste quattro categorie: classica contemporanea, sperimentale, improvvisazione e musica elettronica. Le etichette non sono così importanti per me: quello che m’interessa è trovare i punti di contatto. Cosa si intende per musica classica contemporanea?
La musica legata alla tradizione classica probabilmente include strumenti acustici, è scritta su una partitura, da compositori e suonata da esecutori. Nella maggior parte dei casi queste sono due figure differenti.

Quindi quando parliamo di musica improvvisata, stiamo parlando di una categoria diversa?
Certa la musica elettronica è scritta, l’altra è improvvisata. Quello che conta riguardo a Kammer Klang è piuttosto il pubblico: mettiamo insieme persone attratte da entrambe le pratiche.

Per quanto riguarda la commissione di nuove opere e invitare gruppi emergenti?
Sono favorevole a invitare gruppi emergenti, ma per lo più mi interessa il programma che mi propongono

Pensi sia più importante cosa ti offre l’artista, piuttosto che il suo nome…
Non accetto di solito proposte senza una forte raccomandazione esterna. Abbiamo solo otto eventi all’anno. Ci sono abbastanza artisti che conosco e di solito non accetto altre proposte. Invito persone che hanno un pratica specifica e un repertorio specifico, poi discuto il repertorio con gli artisti. C’è un equilibrio nella stagione tra gruppi più vecchi come Ictus, Plus Minus, We Spoke e altri più giovani come Asamisimasa Distractfold, Soundinitiative e Perks Ensemble.

Due nomi emergono dagli altri che hai messo in lista: Martin Creed e Chicks on Speed. Io conosco Martin come artista e le Chicks on Speed come band electroclash. In questo caso, come li combini con un altro gruppo? In che modo un gruppo influenza l’altro, o meglio, in che modo il pubblico è influenzato da una differenza così contrastante nello stile?
Per me, le cose interessanti messe a fianco solitamente si riflettono una sull’altra e generano un layer in più. Cerco di dare un tema a ogni serata, ma anche di lasciare le porte aperte così che il pubblico possa fare connessioni da solo. Impossibile influenzare completamente il pubblico. Per quanto riguarda le Chick on Speed, per esempio, considerando che tengono performance molto forti, con luci e proiezioni, non c’era modo di mantenere quel livello per tutta la serata, cosicché ho completato andando nella direzione opposta con un nuovo lavoro di Christian Wolff, che è molto tenue, lavora sul suono, senza amplificazione e assolutamente non ad alto volume. Quella serata sarà sul contrasto. In Aprile Perks Ensemble suonerà un pezzo di Michael Finnissy, un concerto per violino solista ed ensemble e nella seconda metà avremo John Wall con un pezzo di elettronica sola. Mi piace questa idea: quando andai a un concerto noise l’anno scorso avevo avuto l’impressione che le persone stessero ascoltando come se fosse un Concerto. C’era la stessa attenzione che verso un solista: pochissima azione e movimento, ma dato l’alto volume, la tensione nella stanza era simile al livello che percepiamo quando un solista suona un Concerto. Questo è un tipo di connessione che mi piace fare. Potrebbe venire dalla mia esperienza personale e non voglio necessariamente che le persone sappiano perché, dato che sono sicuro che faranno le loro connessioni da sole. Il loro ragionamento può essere simile a quello che io ho fatto, o no. Non mi interessa.

Credo sia simile a quello che Debussy fa con i suoi Preludes, evitando di intitolare i lavori ma scrivendo alla fine delle parole evocative in calce alla partitura. Nel tuo caso, lo stati dicendo a me invece che scrivere le fonti d’ispirazione sul retro dei programmi di sala… Cosa mi dici sul cambio di direzione artistica negli ultimi anni, con la serie che passa dalle mani di Lucy Railton’s nelle tue? Stai seguendo lo stesso cammino, o c’è un approccio totalmente diverso?
Ho provato a non cambiare il concept e ho invitato Lucy a far parte della squadra per la prossima stagione: ha una buona conoscenza di quello che accade nelle diverse scene e penso che lavoreremo bene insieme. La struttura è cambiata: abbiamo organizzato la stagione in modo che sia annuale, con gli spettacoli programmati in anticipo, prima invece era di mese in mese, più flessibile, ma rendeva difficile l’organizzazione di produzioni complesse. In questo modo è anche più facile raccogliere fondi. Penso che non fosse nelle intenzioni di Lucy avere una serie di concerti finanziata, ma con il tempo la situazione non era più gestibile, perché c’era troppo lavoro e nessun guadagno. L’ho riformata per renderla sostenibile economicamente. Faccio sempre il mio lavoro gratuitamente, ma posso pagare un manager di produzione, Emily Moore. Questo è stato un grande passo in avanti: la qualità della produzione è di gran lunga più alta e possiamo permetterci di trattare meglio artisti.

Continua…

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KMsoloplay, Portugal, 2013

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Martin Creed

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KAMMER KLANG – SEASON 6 – 8 March 2016

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