La breve storia del resto del mondo di Pietro Ruffo

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Cogito ergo sum sosteneva Cartesio, perché il pensare rende l’uomo certo del proprio essere. Il pensare, però, porta a interrogarsi sulle questioni della vita. Il futuro e le sue incognite hanno coinvolto i processi cognitivi di storici ed economisti come Jacques Attali (di cui abbiamo parlato nell’articolo 2050: Breve storia del futuro) ma anche il presente e il passato sono, da sempre, al centro dell’attenzione degli esperti. Dalla storia hanno tratto, e traggono tutt’ora, ispirazione, gli artisti che attraverso il loro lavoro esprimono la propria opinione, il proprio dissenso o il pensiero generale, divenendo portavoce di eventi e sentimenti spesso seppelliti sotto i pesanti strati del caos mediatico che si viene a generare.

L’artista romano Pietro Ruffo è uno di questi; con Breve storia del resto del mondo, propone i suoi lavori, realizzati dal 2005 a oggi, presso la Fondazione Puglisi Cosentino di Catania. L’esposizione, visitabile fino al 10 Luglio, è realizzata in collaborazione con la Fondazione Terzo Pilastro e curata da Laura Barreca. Il percorso è suggestivo ed è scandito dalla presenza di numerose grandi opere tridimensionali che, in questo modo, s’impongono allo spettatore non lasciando che il messaggio dell’artista cada nel vuoto ma venga gridato a gran voce. Sono lavori imponenti che parlano di tematiche forti, attuali e che vanno incontro, scontrandosi, alle grandi contraddizioni dell’evoluzione geopolitica del mondo attuale: le divisioni culturali, la libertà individuale e collettiva, le divergenze religiose, la conflittualità tra i popoli. Opere di grandi dimensioni ma realizzate con materiali, come la carta, che le rendono leggere, delicate e pervase da una strana poetica della caducità. Durante la visita s’incontrano ritratti di personaggi chiave della storia del pensiero liberale come Isaiah Berlin a cui è dedicata la serie I sei traditori della libertà, ma anche poeti come Khalil Gibran rappresentato in modo ideale in Liberty House. L’immigrazione e l’accoglienza sono al centro di Madri del Mare di Sicilia che, in questo contesto, ritrovano un forte senso di appartenenza svolgendosi l’esposizione nella città di Catania.

L’artista connota i suoi lavori con simboli e allegorie che, unite a un percorso di ricerca svolto in diverse fasi, portano alla realizzazione di opere come SPADSVII, commissionato dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, temporaneamente esposto alla Fondazione Puglisi Cosentino, che rappresenta, a dimensioni reali, un biplano risalente alla I Guerra Mondiale e interamente costruito con materiale cartaceo. Con questa opera lo sguardo di un bambino che vede in un aeroplano di carta il proprio gioco, si trasforma in qualcosa di più concreto, carico di un significato specifico ma generalizzato. Guardare con occhi nuovi e, forse più semplici, può portare a nuove visioni, a nuovi pensieri che l’artista Pietro Ruffo, proprio con quel suo tocco leggero e mai claustrofobico, cerca d’instillare nella mente dell’osservatore dando, sì, una veloce e breve storia del mondo, ma lasciando una persistente necessità di conoscenza che innesca nuovi interrogativi da approfondire.

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Pietro Ruffo, Arab Spring, Breve storia del resto del mondo, exhibition view, photo by Giacomo D’Aguanno

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Pietro Ruffo, Arab Spring, Breve storia del resto del mondo, exhibition view, photo by Giacomo D’Aguanno

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Pietro Ruffo, Arab Spring, Breve storia del resto del mondo, exhibition view, photo by Giacomo D’Aguanno

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Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

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