La catalogazione dell’universo secondo Camille Henrot

1 Gucci Museo_Camille Henrot Grosse Fatigue_1_Photos by Alessandro Moggi - -® Gucci

«In principio non c’era la terra, non c’era l’ acqua – niente. C’era una sola collina chiamata Nunne Chaha. In principio tutto era morto. In principio non c’era nulla; completamente nulla. Nessuna luce, nessuna vita, nessun movimento nessun respiro. In principio ci fu un gruppo immenso di energia. In principio non c’era nulla, ma l’ombra e solo il buio e l’acqua e il grande dio Bumba. In principio c’erano fluttuazioni quantistiche.» Estratto da Grosse Fatigue, Camille HenrotCon queste parole, interpretate dal cantante Akwetey Orraca-Tetteh, si apre il video Grosse Fatigue di Camille Henrot, attualmente in mostra al museo Gucci di Firenze fino all’8 febbraio 2015. L’opera è stata presentata per la prima volta a Venezia nel 2013, all’interno della rassegna “Palazzo Enciclopedico” a cura di Massimiliano Gioni, in occasione della 55° Biennale d’Arte dove si è aggiudicata il Leone d’Argento suscitando grande interesse da parte della critica internazionale. Esposto in numerosi musei di tutto il mondo, da allora Grosse Fatigue non era mai più stato visto in Italia. Dopo la mostra dedicata a opere storiche degli anni 1960-1970 di Lee Lozano, Alina Szapocznicow e Evelyne Axell, il Museo Gucci punta ora l’obiettivo su Camille Henrot, artista francese nata nel 1978, la cui ricerca artistica si avvale di un’ampia varietà di mezzi espressivi come film, video, disegno, fotografia, scultura e installazioni.

«Grosse Fatigue, il film che noi stiamo presentando qui a Firenze – dichiara Martin Bethenod curatore della mostra e direttore di Palazzo Grassi e Punta della Dogana – è un film del 2013 che ha avuto un grandissimo impatto nel mondo dell’arte perché con questo film Camille Henrot ha vinto il leone d’argento alla Biennale di Venezia e questo ha dato un incredibile slancio alla sua carriera. Grosse Fatigue è un’utopia, una sfida impossibile. In 13 minuti il film prova a mettere insieme tutte le narrazioni della storia della creazione del mondo».

Basato su un importante lavoro di ricerca svolto allo Smithsonian Institute di Washington, Grosse Fatigue risulta dunque una sorta di documentario, ritmato dalla musica del compositore Joakim e come si è detto dalla voce di Orraca-Tetteh, che declama in “spoken word” una lunga poesia nata dalla collaborazione tra Henrot e lo scrittore Jacob Bromberg. Dal video emerge una immensa e utopica ambizione: quella di sovrapporre tutti i racconti scientifici, storici, mitologici, artistici e antropologici legati alla Genesi e all’evoluzione del mondo attraverso una struttura divisa in più parti, come sostiene la stessa artista «la prima parte è il vuoto, il niente. La seconda parte è Dio, la nascita di Dio, la terza parte è l’emergere della terra , la terra che cresce formando le montagne, la comparsa dell’ossigeno, degli animali, degli esseri umani e del sapere, della solitudine, della fatica e della morte. Nel mio video – continua l’artista – la volontà di universalizzare le conoscenze si accompagna alla coscienza che ho di questo atto. Vale a dire che nel momento stesso in cui aspiro a rendere il mondo abitabile mediante una totalizzazione soggettiva, sono anche consapevole della follia di questo tentativo e dei suoi limiti intrinseci, alla fine il titolo è proprio “Grosse Fatigue”, la fatica che c’è dopo l’azione, dopo la creazione».

Insieme al video, il Museo Gucci presenta anche un’altra opera dal titolo Tevau (2009), che deriva dal lavoro di scultrice di Camille Henrot in cui sono presenti materiali industriali di recupero, prende il nome e la forma da un oggetto simbolico e rituale della Malesia. Il lavoro evoca la natura delle relazioni tra il passato, presente e futuro in cui la forma del tempo appare come un continuum ideale.

Camille Henrot. Grosse Fatigue
A cura di Martin Bethenod  
Museo Gucci, Piazza della Signoria, Firenze
Fino all’8 febbraio 2015
www.guccimuseo.com;  guccimuseo@it.gucci.com
http://www.camillehenrot.fr

1 Gucci Museo_Camille Henrot Grosse Fatigue_1_Photos by Alessandro Moggi - -® Gucci

Gucci Museo_Camille Henrot Grosse Fatigue © ADAGP Camille Henrot – Courtesy the artist, Silex Films and kamel mennour, Paris Photo by Alessandro Moggi – © Gucci

3 Still from Grosse Fatigue

Still from Grosse Fatigue © ADAGP Camille Henrot Courtesy the artist, Silex Films and kamel mennour, Paris  

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Gucci Museo_Camille Henrot Tevau © Camille Henrot  Courtesy the Artist and kamel mennour, Paris Photo Alessio Cocchi

4 Still from Grosse Fatigue

Still from Grosse Fatigue © ADAGP Camille Henrot Courtesy the artist, Silex Films and kamel mennour, Paris 

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Camille Henrot, Courtesy the artist

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Davide Mariani

Dottorando in storia dell’arte contemporanea presso la Scuola di Dottorato in scienze dei sistemi culturali del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università degli Studi di Sassari. Parallelamente svolge l’attività di curatore indipendente attraverso la realizzazione di progetti espositivi in spazi pubblici e privati. I suoi interessi di ricerca sono principalmente la commistione tra le arti, in particolare gli sconfinamenti tra arte, moda e design, e la scultura italiana del XX secolo. Si è occupato inoltre di ceramica artistica e artigianato del Novecento.

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