La co-creazione dello spazio – Nikolaus Gansterer e Monika Grzymala

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Dal 9 dicembre al 6 febbraio ha aperto i battenti Proxemia, l’esposizione allestita alla Galleria Marie-Laure Fleisch. La disciplina della prossemica corrisponde all’indagine semiologica di tutto ciò che compare come una risultante dell’interazione sociale considerata nella sua collocazione spaziale. Tale studio valica chiaramente la dimensione culturale e contingente aumentando di volta in volta le varianti annesse ad ogni gruppo sociale, etnico o di altra specifica natura. La sensazione che si ha, una volta immersi nell’allestimento è che, però, ci si trovi a un livello decisamente più remoto del rapporto triangolare tra uomo, ambiente e rappresentazione, dove le varianti culturali non sembrano ancora intervenire. Non è un caso in effetti che la coppia di artisti abbia fatto il suo primo incontro in occasione della mostra “Drawing Now”, tenutasi all’Albertine Museum di Vienna.

Monika Grzymala agisce sull’ambiente tramite interventi fortemente grafici, operati talvolta con nastro adesivo dispiegantisi per vaste superfici. Questi sono solo esempi delle multiformi coordinate che l’artista suole proporre per la costruzione di uno spazio che si rinnova ininterrottamente. Questa riflessione sulla natura della connessione permette al fruitore di trovarsi come parte cognitiva e integrante di un meccanismo sensibile, innescato dai due poli: l’artista e l’ospite. Le relazioni primeggiano sulle sembianze degli oggetti che talvolta vengono recuperati dalla Grzymala per la conversione in sempre nuovi schemi, nuove interazioni, nuovi segni.

Il disegno in quanto rappresentazione è al centro del percorso di Nicolaus Gansterer, niente di mimetico quanto, nuovamente, di semiologico. Questa volta indagante le strutture diagrammatiche, i modelli chimici e tutte le figure che affollano gli studi scientifici. L’indagine si sofferma, dunque, sulla morfologia degli schemi di trasmissione dei dati più disparati che, svuotati del loro fine di trasporto di informazioni, ottengono visibilità in una condizione di ipertrofia come quella espositiva.

Se in effetti possiamo pensare a Monika Grzymala come a colei che ci fornisce le coordinate nelle tre dimensioni per la costruzione di un ambiente, di un segno trasmissibile in un ideale spazio piano e diagrammatico potremmo identificare, altrimenti, Nicolaus Ganstereer come colui che ne contesta la convenzione, ripercorrendo la prassi a ritroso fino a ricongiungersi all’azione primaria dell’immissione della coordinata.

Un percorso interessante quello alla Marie- Laure Fleisch in cui si fa presto a passare dalle due dimensioni del segno grafico alle tre dell’oggetto del processo cognitivo, ma entrambi sondanti le nostre strutture trascendentali.

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Nikolaus Gansterer & Monika Grzymala – Proxemia – Galleria Marie-Laure Fleisch, Roma 2015 

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Nikolaus Gansterer & Monika Grzymala – Proxemia – Galleria Marie-Laure Fleisch, Roma 2015 

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Nikolaus Gansterer & Monika Grzymala – Proxemia – Galleria Marie-Laure Fleisch, Roma 2015 

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Nikolaus Gansterer & Monika Grzymala – Proxemia – Galleria Marie-Laure Fleisch, Roma 2015 

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Nikolaus Gansterer & Monika Grzymala – Proxemia – Galleria Marie-Laure Fleisch, Roma 2015 

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