La forma dell’industria. Gianni Piacentino alla Fondazione Prada

4. Gianni Piacentino

Il Podium della Fondazione Prada ospita, fino al 10 gennaio 2016, una mostra antologica dedicata a Gianni Piacentino (Torino, 1945), a cura di Germano Celant. Affascinato dalla tecnica, dai processi manuali, l’artista comincia dalla moto, come passeggero di sidecar, o come restauratore di motociclette d’epoca, fino a esordire nei Settanta realizzando prototipi di veicoli con materiali industriali, o essenziali sculture geometriche verniciate. Era un continuo smontare e rimontare, costruire modellini con riferimenti intimi di vita, sempre con l’incessante obbiettivo della ricerca, delle forme, della perfezione…

La mostra presenta lavori che vanno dal 2015 e ritornano al 1965, un percorso dalle opere recenti a quelle degli anni formativi. Nelle prime quattro sale, opere ispirate ai fratelli Wright, barre e ali, strutture metalliche che rimandano alla velocità, interrotte da feritoie rettangolari ad anticipare e presentare quello che attende nella sala accanto. Veicoli da corsa con due o tre ruote, eliche, ali, biplani e idrovolanti negati nella loro funzione ma entità lineari destinati a essere osservati per la loro energia formale e cromatica. Un’estetica industriale precisa e perfettibile, a partire dallo studio della struttura sino alle finiture in vernice. Un’indagine visiva che colloca le opere di Piacentino in una via alternativa tra pop e minimal art, un territorio di possibile osmosi tra l’universo popolare e il cosmo primario, iconico e aniconico, manuale e industriale.

Quella di Piacentino è una ricerca isolata, indipendente che ha immesso nell’arte forme, materiali e processi in relazione allo sviluppo industriale in fieri, insistendo sulla visione estetica degli oggetti come prodotti culturali. Ci si colloca tra precisione meccanica, alta ingegneria, esperienza artigianale ed entità industriale decorativa. Con azzurri e blu, viola e grigi, in completa armonia con le strutture intense: la sensazione è quella di movimento immobile, di una velocità lenta, di una manualità industriale, così dai cieli azzurri ci si precipita adrenalinici verso una corsa di veicoli. Nel piano superiore invece, opere dei suoi esordi, forme geometriche lineari, primarie che ci raccontano il quotidiano. Un percorso fresco e luminoso, assieme coinvolgente e avvolgente.

Maggiori foto della mostra QUI.

FONDAZIONE PRADA, Largo Isarco 2, 20139 Milano
Gianni Piacentino 7/11/2015- 10/01/2015

Gianni Piacentino Veduta della mostra Fondazione Prada – Milano Dall’alto: PEARL WALL WING WITH SIGNED NICKEL PLATE, 1971 Fibra di vetro epossidica verniciata su tela su legno, ottone nichelato verniciato 43 × 340 cm AMARANTH AND PEARL DECORATED AND INITIALED RECTANGULAR BAR, 1971 Legno verniciato con sottofondo in poliestere, bronzo dorato 16 × 300 × 8 cm TURQUOISE-GRAY PEARL PROPELLER-WING WITH INITIALED NICKEL PLATE I, 1971 Fibra di vetro epossidica verniciata su tela su legno, ottone nichelato verniciato 32 × 340 × 5.5 cm RACE (F.H.W.) 3, 1991 Materiali vari 32 × 360 × 17.3 cm Foto Delfino Sisto Legnani Courtesy Fondazione Prada

Gianni Piacentino, Veduta della mostra Fondazione Prada – Milano. Foto Delfino Sisto Legnani Courtesy Fondazione Prada

6. Gianni Piacentino

Gianni Piacentino, Veduta della mostra Fondazione Prada – Milano Foto Delfino Sisto Legnani Courtesy Fondazione Prada 

13. Gianni Piacentino

Gianni Piacentino, Veduta della mostra Fondazione Prada – Milano Foto Delfino Sisto Legnani Courtesy Fondazione Prada 

 

 

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