La natura genera se stessa – Roxy Paine & Meg Webster

Natura naturans. Roxy Paine e Meg Webster – veduta della mostra presso Villa Panza, Varese 2015

Interrogata, manipolata, resa viva, a volte distrutta; cattiva, benevola, dispensatrice di vita e di morte, amorevole, dannata: Natura. Spinoza ne scrive nominandola Natura Naturans, e questo diviene ora spunto e titolo per un’esposizione interamente a lei dedicata. A indagare la costante e millenaria relazione tra uomo e natura sono gli artisti Roxy Paine e Meg Webster che con le loro opere ricreano ambienti naturali all’interno di Villa Panza a Varese.

Due generazioni artistiche a confronto, due modi di porsi agli occhi dello spettatore ma con un sentire comune: la natura, protagonista indiscussa, quasi autoreferenziale e generatrice di vita, base fondante di un ecosistema. Ventotto i lavori presenti negli spazi espositivi tra installazioni e opere site-specific, provenienti dai musei e dalle collezioni di tutto il mondo, che ripercorrono il cammino artistico di entrambi gli artisti, dal 1982 a oggi. Lavori che, con la loro presenza creano una fusione armoniosa tra architettura e natura, un ponte che connette la collezione permanente con l’esposizione temporanea. Organizzata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano e curata dalla direttrice di Villa e Collezione Panza Anna Bernardini insieme al critico d’arte Angela Vattese, Natura Naturans propone un momento riflessivo vitale e utile a generare nelle coscienze una maggior consapevolezza di quel ciclo costante di inizio e fine che governa la nostra esistenza.

Materiali sintetici e industriali sono alla base dell’opera di Roxy Paine che, in questa mostra, è presente coi lavori Replicants del 1997, Amanita Virosa Wall del 2001 e Psilocybe Cubensis Field sempre del 1997. Nel suo riprodurre in modo dettagliato e verosimile la natura, Paine inventa un nuovo mondo naturale fatto di lacche, resine, polimeri che si animano creando alghe, funghi velenosi, muffe in cui inserisce, a tratti, anche la presenza velata dell’uomo come in Dinner of the dictators (1993-1995) in cui viene presentata dall’artista, conservata rigorosamente sotto vetro, un’ipotetica cena di dodici personaggi storici, da lui identificati come dittatori, e i relativi piatti. Legata alla terra e a tutti i materiali naturali è invece Meg Webster che attraverso l’uso di sale, acqua, muschio, cera, vetro, rame ha creato e continua a creare opere come Mother Mound (1990), Stick Spiral (1996) qui riprodotte dalla versione originale, e Solar Piece appositamente realizzata per l’esposizione, un vero e proprio ecosistema con colture alternate.

Natura Naturans. Roxy Paine e Meg Webster
Villa e Collezione Panza – Varese
curata da Anna Bernardini e Angela Vattese
organizzata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano
fino al 28 Febbraio 2016
www.naturanaturansvillapanza.it

Roxy Paine,Psilocybe Cubensis Field, 1997 Polimero termoindurente, lacca, pittura ad olio, acciaio The Israel Museum Collection, Jerusalem© Sergio Tenderini

Roxy Paine, Psilocybe Cubensis Field, 1997 Polimero termoindurente, lacca, pittura ad olio, acciaio The Israel Museum Collection, Jerusalem © Sergio Tenderini

Roxy Paine,Crop (Poppy Field), 1997-1998 PVC, resina epossidica, PETG, polimeri, lacca, pittura a olio, acciaio e filo Private collection, New York 91,4 x 243,8 x 182,9 cm © Sergio Tenderini 3

Roxy Paine, Crop (Poppy Field), 1997-1998 PVC, resina epossidica, PETG, polimeri, lacca, pittura a olio, acciaio e filo. Private collection, New York © Sergio Tenderini 

Meg Webster Stick Spiral, 1986 Rami Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Panza Collection, Gift, 1992© Sergio Tenderini 1

Meg Webster, Stick Spiral, 1986 Rami Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Panza Collection, Gift, 1992 © Sergio Tenderini 

Meg WebsterVolume for Lying on Flat, 1989 Torba, muschio e filo di ferro Panza Collection, Mendrisio 78,7 x 61 x 205,7 cm © Sergio Tenderini 1

Meg Webster, Volume for Lying on Flat, 1989 Torba, muschio e filo di ferro Panza Collection, Mendrisio © Sergio Tenderini 

Roxy Paine,Crop (Poppy Field), 1997-1998 PVC, resina epossidica, PETG, polimeri, lacca, pittura a olio, acciaio e filo Private collection, New York 91,4 x 243,8 x 182,9 cm© Sergio Tenderini 2

Roxy Paine, Crop (Poppy Field), 1997-1998 PVC, resina epossidica, PETG, polimeri, lacca, pittura a olio, acciaio e filo Private collection, New York © Sergio Tenderini 

 
 
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Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

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