La Parete Dimenticata di Franco Guerzoni.

Franco Guerzoni, Grotta in casa, 2012, courtesy Skira

Nel catalogo recentemente pubblicato da Skira, un’indagine sul valore della continuità creativa si alterna con testimonianze puntuali della produzione dell’artista: tra azzurri evanescenti, brecce rivelatrici e superfici consunte…

A partire dai primi anni Settanta, Franco Guerzoni si dedica a una ricerca di riappropriazione del valore dell’immagine attraverso l’utilizzo del mezzo fotografico. Affascinato dall’oggettivazione universalizzante dell’archeologia, nei primi anni Ottanta inizia a impegnarsi nella realizzazione di grandi carte parietali gessose, approdando, di conseguenza, a sperimentazioni sulla superficie intesa come profondità. “La parete dimenticata” è stato il titolo, evocativo e rivelatore, della recente esposizione di Franco Guerzoni, che si è tenuta nelle stanze dell’Andito degli Angiolini a Palazzo Pitti a Firenze – fino ad Aprile 2013 – e della relativa monografia, pubblicata per l’occasione da Skira. Il catalogo, curato da Pier Giovanni Castagnoli e Fabrizio D’Amico, è sviluppato intorno alle prove artistiche dell’ultimo decennio, che hanno aggiunto un corposo capitolo al variegato romanzo per figure ideato sulle tematiche delle rovine, delle archeologie, delle tracce della memoria. Il volume è completato da un’ampia scelta di testi critici – di Ermanno Cavazzoni, Walter Guadagnini, Flaminio Gualdoni, tra gli altri –  e da un omaggio narrativo e poetico di Pietro C. Marani, che indugia liricamente su decori sbrecciati, affreschi sbiaditi dal sole, imposte divelte ed evanescenti azzurri di dipinti murali cinquecenteschi.

I cicli tematici della pratica estetica dell’artista sono puntualmente testimoniati: “Affreschi” (1972), “Carte di viaggio” (1982), “Decorazioni e rovine” (1990),”Sipari” (2001), “Antichi tracciati”(2006), per approdare alle serie presentate alla recente esposizione: “Iconoclastia” (2007) e “Impossibili restauri” (2010). Il catalogo, inoltre, avvicina i dipinti degli anni più recenti a una selezione di opere storiche risalenti agli anni Settanta, quando Guerzoni ricorreva all’utilizzo di fotografie. Da tali accostamenti possono scaturire molteplici suggestioni di lettura per un’indagine della continuità d’ispirazione e della salda identità poetica dell’artista.

Tra le ultime prove, gli “Strappi d’affresco” (2011) rimandano alle pareti sottostanti, arricchendosi d’installazioni di cocci che ne tengono in movimento l’immagine. I “Musei ideali” (2011) mostrano un’applicazione cartacea dialogante in modalità scultorea con labili strutture di scagliola e rame ossidato. In questo senso, Pier Giovanni Castagnoli, nel testo introduttivo, sembra fare riferimento a una sostanziale riappropriazione di memoria, produttrice e garante della vaghezza e dell’inconsistenza del presente. L’esercizio della pittura è, conseguentemente, restituito come scavo e rivelazione della vitalità della superficie, in un’inevitabile inesauribilità delle facoltà generative.

Franco Guerzoni
La Parete Dimenticata
Curatori: Castagnoli Pier Giovanni, D’Amico Fortunato

Franco Guerzoni, Grotta in casa, 2012, courtesy Skira

Franco Guerzoni, Grotta in casa, 2012, courtesy Skira

Franco Guerzoni, Strappo d'Affresco, 2012, courtesy Skira

Franco Guerzoni, Strappo d’Affresco, 2012, courtesy Skira

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Ivan Fassio (Asti, 1979), scrittore, performer, critico d'arte, curatore, organizzatore di manifestazioni letterarie. Il suo primo libro, "Fuori fuoco", è stato pubblicato per le Edizioni Smasher con una prefazione di Ezio Gribaudo. Ha ideato, insieme al compositore Diego Razza, la performance d'interazione poeticomusicale "Mystic Gallery Show". Cura, insieme a Fabrizio Bonci, la rassegna multidisciplinare "Oblom Poesia".

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