La pelle scorticata di Emilio Isgrò

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Passo in mezzo a questa folla e nessuno mi vede, da tutti costoro sono vinto e solo questa è la mia vittoria.
Boris Pasternak

Tanti hanno parlato di quest’anno come quello della consacrazione dell’opera di Emilio Isgrò, completata con la grande rassegna milanese nelle sale di Palazzo Reale, delle Gallerie d’Italia e della Casa del Manzoni. Tra queste iniziative più istituzionali, s’inseriscono quelle di gallerie come la M77 che ha dedicato a Isgrò la sua programmazione autunnale, inaugurata nelle serate d’onore del 4 e 5 Ottobre con la presentazione dal vivo dell’azione teatrale La pelle scorticata, presentata per la prima volta nel 2014 al Teatro Metastasio di Prato per la mostra a Palazzo Pretorio Ritratti incancellabili.

Visibile in galleria fino al 3 dicembre in una registrazione video, il progetto scenico, ideato da Massimo Luconi, ha un sapore ancestrale e classicamente teatrale sotto diversi punti di vista, per la scelta della scrittura, del linguaggio e l’uso dei dialetti, ma anche per la temporalità linearmente definita che l’azione rispetta, la disposizione con palcoscenico e pubblico separati ma attraversati dall’azione e soprattutto per la presenza del coro, emblema della Storia del Teatro. L’artista, al contempo autore e attore del testo, riveste i panni del poeta Curzio Malaparte il quale, durante il regima fascista, vive il suo esilio nell’isola siciliana di Lipari.

Parte della Trilogia dei censurati, ciclo di opere dedicato a tre intellettuali scomodi, Giovanni Testori, Pico della Mirandola e Curzio Malaparte, La pelle scorticata è una sorta di reinterpretazione della tragedia greca con temi e codici linguistici del contemporaneo, nella quale il testo stesso viene assunto a protagonista assoluto del dramma. Nel monologo, un Emilio Isgrò vestito di bianco e con una valigetta alla mano, davanti a un cielo blu alternato a sciami di api e alle onde del mare, confonde la trinacria con la terra del volgare e cancella la propria identità obliterando le parole dello scrittore. Tempi, luoghi e personaggi sono sospesi nel vuoto, solo Ulisse è capace di prender possesso della scena, l’unico che conosce la pesantezza dell’attesa e il desiderio di ritornare…

Alla corte di Eolo, mitico re dei venti, si confessa la solitudine di chi, accompagnato solo dalla sua voce e da quella della sua coscienza, resta fedele al proprio confine. Nella cancellatura la parola è udibile, pregna di senso laddove la saturazione visiva e uditiva del contemporaneo hanno instillato il dubbio della sua significazione. Resta un linguaggio di “ripensamenti, rimozioni, ricordi e gesti cancellati”.

Emilio Isgrò – La pelle scorticata
Fino al 3 Dicembre
M77 Gallery, via Mecenate 77
20138 Milano

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Emilio Isgrò, La pelle scorticata, Performance @ M77 Gallery, Milano. Photo Lorenzo Palmieri

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Emilio Isgrò, La pelle scorticata, Performance @ M77 Gallery, Milano. Photo Lorenzo Palmieri

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Emilio Isgrò, La pelle scorticata, Performance @ M77 Gallery, Milano. Photo Lorenzo Palmieri

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Giulia Bortoluzzi

graduated in contemporary philosophy/aesthetics, has been working in collaboration with various contemporary art galleries, theaters, private foundations, art centers in Italy and France. Is a regular art contributor for L’Officiel, editor assistant for TAR magazine, founder and editor for recto/verso and editor in chief for julietartmagazine.com

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