La Scorribanda di Sargentini alla Galleria Nazionale

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Scorribanda è il racconto di una forza incontenibile, di una tensione visiva ed emozionale sprigionata in un ambiente, il Salone Centrale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, che ne amplifica la potenza. È anche il racconto di uno spirito avventuriero – quello di Fabio Sargentini – di sconvolgimenti artistici e di rovesciamenti culturali.  Scorribanda è la storia de L’Attico e del suo intrepido capitano, degli artisti che vi hanno esposto e dei “pirati” che hanno sciolto gli ormeggi e preso il largo.

Fondata a Piazza di Spagna nel 1957 da Bruno Sargentini e dal figlio Fabio, L’Attico è la storica galleria romana che si distinse per coraggio, dinamismo e sperimentazione: non ha mai gettato l’ancora e ha costituito, senza dubbio, uno degli spazi più innovativi e vitali del panorama artistico italiano e internazionale.

La svolta c’è stata proprio quando Fabio Sargentini smette di cavalcare l’onda del successo di alcune tendenze artistiche sostenute dal padre Bruno, per solcare nuovi mari e scoprire quei nomi che sono stati in grado di indirizzare la maggior parte delle ricerche artistiche immediatamente successive. Il giovane gallerista, infatti, con straordinario slancio avanguardistico, allestisce mostre indimenticabili, spostando l’orizzonte dell’arte sempre oltre il conosciuto: Pascali, Kounellis, Pistoletto, Mattiacci, per fare alcuni esempi. Pittura e scultura deflagrano, si disarticolano e cedono alle nuove spinte dell’installazione: Sargentini ha saputo espandere le arti nello spazio facendole diventare cose, corpi, oggetti. E prima di spostarsi in un garage in Via Beccaria, l’intrepido gallerista trasforma L’Attico di Piazza di Spagna in una palestra di ginnastica, anticipando quell’aspetto performativo che caratterizzerà, in seguito, la rimessa nei pressi di Piazza del Popolo.

Insomma, contrastando i venti favorevoli del pensiero contemporaneo, l’animo corsaro di Sargentini inizia a costruire spazi unconventional che rompono completamente con la concezione tipicamente borghese della galleria come vetrina o come luogo di contemplazione. L’Attico di Via Beccaria, in particolare, è un campo d’azione, una location inedita che accoglie artisti, animali, musicisti e danzatori. Questo luogo, irruento e sovversivo, viene, poi, affiancato da un altro spazio, quello in Via del Paradiso che coinciderà con un ritorno alla pittura e una nuova riconciliazione con la storia dell’arte.

Proprio la pittura torna a essere protagonista nella mostra di Sargentini alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Si tratta, però, di qualcosa di molto lontano da qualsiasi idea di bidimensionalismo, staticità o di opera da contemplare: i dipinti esposti, infatti, si impongono, conquistano le quattro pareti del Salone Centrale e stringono i visitatori in un abbraccio insostenibile dal quale escono irrimediabilmente sconfitti. Ciò accade perché la ciurma de L’Attico li assale con una vera e propria “scorribanda”, sferrando quaranta colpi uno dopo l’altro: le opere disposte senza soluzione di continuità.

Il rapporto contemplativo tra l’osservatore e i lavori esposti, è, poi, completamente annientato dall’invito a “scorrere” e ad andare dell’allestimento: questo perché ogni operazione comunicativa e di espressione da parte di Sargentini è pensata come una narrazione visiva di storie in rapida successione. Annullata, infatti, la canonica distanza tra un’opera e l’altra, quello che emerge è un racconto unico e plurale, una sorta di gigantesco condensatore in cui si raccolgono tutte le correnti energetiche che hanno animato e che rendono ancora vivida la memoria de L’Attico.

In quell’ambiente così importante del Salone Centrale, tutto sembra avvenire: l’allestimento di Scorribanda è come la vita, “orizzontale”, un’opera dopo l’altra, un avvenimento che segue l’altro, una storia che succede all’altra.

Così, L’Attico, lontano da sempre dal prototipo dell’istituzione d’arte elitaria e autoreferenziale, ha riconfermato nuovamente la sua natura di galleria eversiva, che si caratterizza nella creazione di spazi allestitivi effervescenti e mai meri e statici contenitori di opere. Scorribanda conferma che Sargentini ha saputo costruire l’ennesimo spazio di libertà, un nuovo territorio di affezione e scompiglio emozionale che regala al visitatore un’esperienza straordinaria oltre il guardare. Si salvi chi può!

Francesca Mattozzi

 

Info:

Scorribanda
a cura di Fabio Sargentini
22 gennaio – 4 marzo 2018
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Viale delle Belle Arti 131 – 00197 Roma

Scorribanda_Installation_view_01Scorribanda. A cura di Fabio Sargentini. Installation view at Galleria Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma 2018. © Mattia Panunzio

Scorribanda_Installation_view_02Scorribanda. A cura di Fabio Sargentini. Installation view at Galleria Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma 2018. © Mattia Panunzio

Scorribanda_Installation_view_03Scorribanda. A cura di Fabio Sargentini. Installation view at Galleria Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma 2018. © Mattia Panunzio

Scorribanda_Installation_view_05Scorribanda. A cura di Fabio Sargentini. Installation view at Galleria Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma 2018. © Mattia Panunzio

Scorribanda_Installation_view_07Scorribanda. A cura di Fabio Sargentini. Installation view at Galleria Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma 2018. © Mattia Panunzio

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