Landon Metz: silenzio e note musicali

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La Galleria Francesca Minini di Milano presenta, assieme alla Galleria Massimo Minini di Brescia, la doppia personale di Landon Metz. Artista di Brooklyn, Landon Metz espone una pittura sulla pittura, dall’approccio concettuale con fine lirico e sensuale. Sin dalla prima sala lo spettatore s’imbatte e fa conoscenza con monoliti blu scuro, posti a terra e altri appesi al soffitto in dimensioni ridotte. L’incontro con le opere è un momento poetico durante il quale il visitatore passa del tempo in loro compagnia, per guardarle e notare che lo spazio è stato modificato attraverso campionature reali che portano a diventare parte della creazione stessa. “Smetti di pensare, inizia a vivere”, dice Landon Metz. “Non molto tempo fa sono tornato agli Uffizi e alla National Gallery di Londra, per l’ennesima volta e credo di poter dire che ho iniziato solo ora a capire l’arte antica.” 

Nella seconda sala tre tele bianche, provenienti dall’india, presentano centralmente sia verticalmente che orizzontalmente, la dilatazione di sagome scure che Landon Metz fa crescere fin quando non raggiungono la forma desiderata. “La tela bianca è occupata da segni, serpenti piatti e larghi, o grosse note musicali. Tra una campitura e l’altra c’è un silenzio, come tra le note di John Cage.” Vi è un intervallo, uno spazio di silenzio per poi riprendere con il colore che fa muovere fino a esaurire la conformazione. Le forme di questi dipinti emergono dall’accostamento di più parti, sono realizzate come a incastro, avvicinando i bordi delle tele; come quando si ha un disegno geometrico su delle piastrelle industriali la cui decorazione, si realizza per la somma dei singoli elementi, spesso componibili in maniera infinita.

I lavori di Landon Metz risultano coinvolgenti e attraenti proprio grazie alla loro estrema essenza formale. Il suo mezzo d’espressione è dunque la pittura basata su un processo meticoloso per puntare all’azzardo, fondata su un metodo mentale, per una poesia che porti a un risultato efficace ai sensi. La sua arte affonda le radici nella tradizione minimalista degli anni Sessanta ma appartiene anche alla contemporaneità, cinica e consapevole che il quadro può essere considerato niente più che un qualsiasi oggetto nello spazio, nonostante il desiderio di  allontanarsi da questo pensiero.

Francesca Minini
Via Massimiano 25, Milano
20 gennaio – 10 marzo 2016

LANDON METZ &, 2016 Installation view at Massimo Minini, Brescia

LANDON METZ &, 2016 Installation view at Massimo Minini, Brescia


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LANDON METZ &, 2016 Installation view at Francesca Minini, Milan

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LANDON METZ &, 2016 Installation view at Francesca Minini, Milan

LANDON METZ &, 2016 Installation view at Francesca Minini, Milan

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