La Ghost House di Lawrence Carroll al MAMbo

Lawrence Carroll. Ghost House MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna veduta della mostra © antonio maniscalco(5)

La nostra mente è in grado d’incamerare eventi, immagini, esperienze che nel corso della vita siamo portati a fare e che vanno a costruire la memoria personale di ognuno. Come fantasmi, a volte, i ricordi ritornano dal passato e si manifestano a noi come una rivelazione. Il ricordare, dunque, è un processo inscindibile dal vivere che, inaspettatamente, a volte si materializza davanti a noi. Ed è proprio questo l’intento della mostra Ghost House. Organizzata presso il MAMbo di Bologna, l’esposizione regala al visitatore la possibilità di ripercorre il cammino artistico compiuto da Lawrence Carroll, per circa trentanni, presentando non un percorso propriamente cronologico, ma piuttosto un itinerario critico e riflessivo tra le sue opere.

Di origini australiane, Carroll emigra con la famiglia in California a soli 4 anni. I primi passi nel mondo dell’arte li compie dopo aver frequentato l’Art Center College of Design di Los Angeles, come illustratore. Per mancanza di soldi, impara ad assemblare personalmente le tele, esperienza che riporterà, poi, nelle sue opere più note. Alla fine degli anni Ottanta inizia a esporre prima a New York e poi in giro per il mondo, in particolare in Italia, dove tornerà ripetutamente acquisendo notorietà e fama grazie, anche, al felice incontro con il collezionista Giuseppe Panza di Biumo. Numerose le sue partecipazioni internazionali, tra cui Documenta a Kassel nel 1992 e nel 2005 e la presenza presso il Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia nel 2013.

Protagonista di questa antologica è la tela, che acquista una vita indipendente nello spazio; non solo superficie bidimensionale ma materia viva da poter modificare e trasformare quasi in una scultura, attraverso tagli, assemblage e distorsioni del telaio. Il piano si tinge di colori monocromi, per lo più di bianco, steso strato su strato, lasciando al caso la totale copertura, o meno, dell’area sottostante. Non è il bianco assoluto ciò che l’artista cerca, il suo “off white color” più che una tonalità è un non colore, il più possibile somigliante a quello della tela in origine. In queste opere si respira un’aria interrogativa, sospesa, ed è questo ciò a cui aspira Carroll, una sorta d’incertezza, una domanda a cui solo l’osservatore può rispondere. L’intimità che si percepisce, l’immobilità delle cose che caratterizza i suoi lavori, quel respiro sottile e sotteso, traggono ispirazione da uno dei maestri del Novecento italiano, Giorgio Morandi a cui Carroll si dice molto legato artisticamente. Ovviamente, Robert Rauschenberg, Jasper Jones, Marc Rothko, Carl Andre, Donald Judd e Cy Twombly non possono di certo non essere citati in quanto anch’essi ispiratori di molte delle sue opere.

In questa mostra, curata da Gianfranco Maraniello, il vecchio e il nuovo convivono, dialogano costantemente. Se, infatti, attraverso box, cut, table, calendar o page paintings si possono compiere salti temporali verso un tempo già trascorso, le opere realizzate appositamente per Ghost House, tra cui quelle dedicate alla luce (tema anch’esso più volte affrontato) ci riportano al presente e alla conoscenza diretta di questo complesso artista. La poesia, altro elemento che va a comporre il processo creativo e artistico di Carroll, entra a far parte di questo percorso attraverso quello che è il trait d’union dell’intera esposizione; il titolo, Ghost House, è infatti tratto da un componimento poetico di Robert Frost, in cui quella “casa solitaria, svanita molte estati fa” ancora riecheggia tra le pareti del Museo d’Arte Moderna di Bologna.

Ghost House
Lawrence Carroll solo exhibition
a cura di Gianfranco Maraniello
MAMbo, Museo d’Arte Moderna – Bologna
fino al 6 Aprile 2015
www.mambo-bologna.org

Lawrence Carroll. Ghost House MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna veduta della mostra © antonio maniscalco(5)

Lawrence Carroll. Ghost House MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna veduta della mostra © antonio maniscalco

Lawrence Carroll. Ghost House MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna veduta della mostra © antonio maniscalco(4)

Lawrence Carroll. Ghost House MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna veduta della mostra © antonio maniscalco

Lawrence Carroll. Ghost House MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna veduta della mostra © antonio maniscalco

Lawrence Carroll. Ghost House MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna veduta della mostra © antonio maniscalco

Lawrence Carroll. Ghost House MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna veduta della mostra © antonio maniscalco(3)

Lawrence Carroll. Ghost House MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna veduta della mostra © antonio maniscalco

The following two tabs change content below.

Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

Ultimi post di Alessia Cervelli (vedi tutti)

Rispondi