Le radici di un sogno nelle sculture di Paloma Varga Weisz

Paloma Varga Weisz Lady of Naumburg (Signora di Naumburg), 2014, legno di tiglio - limewood 44 x 54 x 25 cm Courtesy l’artista e - the artist and Gladstone Gallery, New York, Brussels

Siamo fatti anche noi della materia di cui sono fatti i sogni, scriveva Shakespeare ne La tempesta. Essi seppur evanescenti, sono reali nel momento in cui vengono prodotti dalla mente e come l’esistenza di ogni individuo, sono vivi e presenti fino allo svanire della notte. Spesso anche oltre. Mettono radici e restano ancorati a noi. É in quel mondo sospeso che la poesia si genera, avvolgendo tutte le cose così come accade in Root of a Dream dell’artista tedesca Paloma Varga Weisz, alla sua prima esposizione in un museo italiano. E’ proprio la poesia, quella di Paul Celan da cui è tratto il titolo della mostra curata da Marianna Vecellio, che diviene trait d’union dei lavori presenti al Castello di Rivoli di Torino, in un percorso che dai primi esordi va fino alle ultime sculture realizzate dall’artista. Si entra in un mondo antico, fatto di silenzi contemplativi, di frasi spezzate nell’aria che aleggiano sopra ogni opera fino a quando l’osservatore, persosi in questa atmosfera rarefatta, non ne carpisce la chiave di lettura cogliendone il vero e profondo significato.

Colpisce in Varga Weisz quel rimando a una cultura di altri tempi, al florido periodo rinascimentale, presente nel suo lavoro, unito a una reinterpretazione simbolista a tratti favolistica del soggetto rappresentato. Donne, uomini, bambini, corpi raffigurati a metà che danno un’idea di completezza, una sensazione di presenze intere ma che svaniscono nell’istante in cui si cerca di fermarle. Come in un sogno. Ma il sogno, pur se apparentemente svanito, riemerge nella memoria, si fa presenza discreta fino a quando non viene portato alla luce dai complessi meccanismi della mente, d’improvviso, così come, in un terreno smosso, radici immerse in profondità, vengono riportate a vista. Colpiscono, inoltre, le tecniche e i materiali usati quali l’intaglio del legno e la ceramica in cui la manualità, la base di realizzazione dell’opera, diviene segno tangibile della presenza materiale dell’artista che si unisce a quella immateriale, fatta di rappresentazioni simboliche che rinviano a esperienze personali; esperienze che, pur rimanendo intrise di un’essenza autobiografica, divengono espressione di concetti più generali appartenenti anche alla vita dell’osservatore.

L’atto che Varga Weisz compie nel creare le sue sculture, quello smussare, modellare, intagliare eliminando il materiale in eccesso, riproduce il modo esperienziale che la vita impone a ogni individuo nel suo percorso, obbligando ciascuno di noi a smussare, eliminare ciò che non è utile, rimodellare l’io per costruire la nostra esistenza. Oltre che nella componente scultoria, l’artista tedesca, indaga tutto questo anche con una serie di acquerelli su carta e un’opera a video, intitolata Deux Artists, in cui è il suo lato più intimo a emergere attraverso la figura del padre. Nella monumentalità dei lavori, sculture-installazioni, e non solo, che animano, integrandosi, le sale ricche di storia del Castello di Rivoli, si riscoprono valori e problematiche universali percepibili soprattutto nella scultura di più recente realizzazione, Lying man, in cui un uomo disteso e “interrotto” tra la testa e il corpo diviene simbolo di una discontinuità, interiore e fisica non solo individuale ma d’intere generazioni.

Root of a dream. Paloma Varga Weisz solo ehibition
Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea – Torino
Curata da Marianna Vecellio. Fino al 10 Gennaio 2016
www.castellodirivoli.org

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Paloma Varga Weisz, Beulenmann (Uomo con bolle), 2003, legno di tiglio, ceramic, legno, Collezione privata

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Paloma Varga Weisz, Birth (Nascita), 2014, legno di tiglio, Collezione privata, Courtesy Hauser & Wirth

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Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

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