Leander Schwazer esplode al White Cube

Tela e carrelli

Com’è noto, il primo modello di costume a due pezzi venne soprannominato Bikini dal suo inventore, il sarto parigino Louis Réard, che intendeva così sottolineare l’esplosiva rivoluzione che tale capo avrebbe portato nel mondo della moda estiva. Fu infatti proprio l’atollo di Bikini, nel cuore dell’oceano Pacifico, a essere scelto dalla difesa americana per condurre ben 67 esperimenti nucleari nell’arco di 12 anni a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Lo scopo di queste operazioni doveva essere quello di testare la potenza delle bombe nucleari in ambiente marittimo; nel 1956, durante l’operazione Castel Bravo, venne sganciata una bomba a idrogeno dalla potenza di 15 megatoni, pari a 1000 volte la bomba di Hiroshima.

Tela e carrelli

Panoramica Project Room con vista sulla facciata mediale – Bikini Exhibition. Museion – Museo di arte moderna e contemporanea, Bolzano. Di Giorgio S., 2014
 

Schwazer riprende la duplicità del termine Bikini nel titolo della sua nuova personale, ospitata da Museion a Bolzano nello spazio Project Room, solitamente dedicato all’allestimento di progetti site-specific. Schwazer è un’artista di origini altoatesine che attualmente vive e lavora a Los Angeles, completando i suoi studi presso il California Institute of the Arts; tra i suoi lavori si ricorda l’interesse per i materiali tessili dimostrato in The Rape of Europe e The Alphabet i got dry with (1989-2010).
Schwazer ricostruisce una storia di morte e distruzione attraverso i singoli racconti di diversi oggetti installati nello spazio espositivo, utilizzando una tecnica che lui chiama “archeologia del futuro”. Una delle storie sicuramente più coinvolgenti è quella della portaerei USS Independence, la cui fotografia è riportata in un’enorme tela, messa simbolicamente a sbarramento dell’ingresso della sala. La nave venne utilizzata come test subject per due esplosioni dell’operazione Crossroads a Bikini; i suoi resti vennero successivamente trascinati prima a Pearl Harbor, e poi a San Francisco, dove la nave venne fatta oggetto di ulteriori sperimentazioni e infine affondata – probabilmente carica di barili di rifiuti radioattivi – nelle vicinanze delle isole Farallon, a poca distanza dalla costa californiana. Si ritiene che questa operazione, insieme ad altri affondamenti mirati, abbia causato profondi danni alla fauna marina del luogo.

Atollo

Riproduzione dell’atollo di Bikini in plastilina colorata e installazione video – Exhibition. Museion – Museo di arte moderna e contemporanea, Bolzano. Di Giorgio S., 2014
 

La foto che Leander ci propone fu una delle primissime immagini ottenute dalla stampa dopo i test nucleari, quando la nave venne ancorata nella baia di S.Francisco. Trasmessa via telegramma e successivamente ritoccata a inchiostro dall’operatore nel 1947, guardando l’enorme tela su cui la foto è riportata si ha l’impressione di entrare in un terrificante mondo post-apocalittico, dove rimangono solo grandi carcasse metalliche arrugginite e ogni forma di vita ha ormai cessato di esistere. Dietro la tela sono stati allestiti alcuni carrelli metallici, i cui scaffali ospitano altri oggetti “parlanti”. Per l’installazione Schwazer ha recuperato 200 vecchie lampadine a incandescenza dal bulbo tondeggiante, che ha svuotato del filamento elettrico e riempito di vernice multicolore. L’effetto finale, sempre sulla doppia scia interpretativa che anima l’intera esibizione, è quello di trovarsi davanti a uno schieramento di gioiose, seppur letali, bombe a mano.

Teli mare

Riproduzione del Cross Spikes Club su teli da mare – Bikini Exhibition. Museion – Museo di arte moderna e contemporanea, Bolzano. Di Giorgio S., 2014
 

Sempre coloratissima, a sottolinearne l’esplosività, è la riproduzione in frammenti di plastilina dell’atollo Bikini sul muro di fondo della sala. Altre immagini di spensieratezza e vita da spiaggia ricorrono nella presenza di alcuni teli da mare; su questi la riproduzione del Cross Spikes Club, una sorta di pub allestito sull’atollo da militari e soldati, come a sottolineare dunque un’ineluttabile necessità di svago e divertimento anche in un simile contesto.

lampadine

Installazione con lampadine – Bikini Exhibition. Museion – Museo di arte moderna e contemporanea, Bolzano. Di Giorgio S., 2014
 

La mostra è stata curata da Frida Carazzato ed è visitabile fino al 25 maggio 2014 a ingresso libero al piano terra del museo (spazio Project Room), dal martedì alla domenica, in orario 10-18 (il giovedì 10-22).

Silvia Di Giorgio

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1 Comment

  1. This exhibition is very much worthwhile to go: it opens your eyes and guides them towards ongoing wars in the world which we are all too much used to ignore.
    The way Leander Schwazer visualizes his arguments is highly aesthetic in its verve, but simultaneously also resistant to an easy looking at. He demands your thought and your thoughtful action.

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