Darren Almond. To Leave a Light Impression

a-Fullmoon@Cape Verde

So there I lie on the plateu,
under me the central core of fire
from which was thurst this grumbling.
Grinding mass of plutonic rock,
over me blue air and
between the fire of the rock and the fire of the sun,
scree, soil and water,
moss, grass, flower and tree,
insect, bird and beast,
rain and the snow-the total mountain.
Slowly I have found my way in.fran 

          Darren Almond

a-Fullmoon@Cape Verde

Darren Almond, Fullmoon@Cape Verde, 2013. C-print, 70 7/8 x 70 7/8 in. © Darren Almond. Courtesy White Cube


To Leave a Light Impression si presenta come un elogio della bellezza del paesaggio, attraverso la lente di Darren Almond che alla galleria White Cube, la quale segue l’artista fin dagli esordi, espone i nuovi lavori delle serie in progress Fullmoon Present Form, al centro dell’interesse negli ultimi tredici anni e che hanno condotto l’artista verso splendidi scenari del continente. Se memorabili sono le fotografie delle isole britanniche (dal 1998), in quest’occasione l’orizzonte si apre a territori esotici come Patagonia, Tasmania, Capo Verde e Outer Hebrides, che riflettono l’incanto della natura, mediato dall’oggettività del mezzo fotografico. L’idea che la natura e il cosmo siano una rappresentazione perfetta in sé, pervade l’intera mostra e l’allestimento enfatizza questa dimensione contemplativa attraverso targhe in bronzo in cui sono impresse frasi poetiche che si susseguono secondo le tre sale.

20v2.tif

Darren Almond, Fullmoon@Cerro Chaltén, 2013. C-print, 70 7/8 x 70 7/8 in. © Darren Almond. Courtesy White Cube
 

La prima è dedicata alle fotografie datate 2013, appartenenti a Fullmoon: visioni sublimi del paesaggio, riprese alla luce del plenilunio attraverso la tecnica di lunga esposizione, rivelando dettagli diversamente impercettibili all’occhio umano. Un approccio romantico sottende la rappresentazione di oceani, scogliere, coste e della natura, in cui si fonde un approfondito interesse per la geologia, il mito e la storia, capace di suggerire una doppia interpretazione dei luoghi, ovvero quando la percezione estetica si accompagna alla considerazione di contesti storici e culturali. Il viaggio prosegue con la veduta di massicci rocciosi di considerevole importanza, situati nelle Isole di Lewis, Outer Hebrides: oltre a essere oggetto di ricerca scientifica da Charles Darwin, in L’Origine della Specie 1859, sono inoltre, ritenute il sito di un antico osservatorio astronomico fin dal 3.000 a.c., dove vennero anticamente codificate le fasi lunari. La peculiarità di questo circolo archeologico di rocce laviche, consente all’artista di stabilire un’analogia tra natura e artificio secondo il mezzo fotografico, in cui la forma si compone di stratificazioni e sedimentazioni, e si erige autonomamente per la sua imponenza e rilevanza.

07.tif

Darren Almond, Present Form: Ceithir, 2013. C-print, 108 1/2 x 70 7/8 in. © Darren Almond. Courtesy White Cube
 

Guardando oltre, il tentativo di Darren Almond è di congiungere in un unico complesso scultoreo, l’atto di misurazione e classificazione dell’universo dalla preistoria al tempo presente: la metafora prende letteralmente forma in Present Forms, 2013, in cui colonne bronzee di piccole dimensioni, ripetono le iniziali dei primi astronauti arrivati sulla Luna. E’ una riflessione sui modi di percepire lo spazio visibile e invisibile, come suggerito da Laurentia, 2012. Il terzo atto di To Leave a Light Impression si apre a scenari in cui l’uomo ha impresso la sua traccia con interventi mirati al fine di utilizzare risorse disponibili nel rispetto del paesaggio, come per fiumi, terreni, valli, e vie di comunicazione. Tra tutte, l’immagine che emerge per bellezza di forma e stupore è il trittico  Foolmoon@ Glacial Crossing, 2013 (dal ghiacciaio Perito Moreno: uno tra gli unici ambienti in grado di rilevare assenza di inquinamento) in cui Darren Almond raggiunge l’apice della pura, assoluta astrazione.

Darren Almond
To Leave a Light Impression
White Cube, Bermonsdey, London
22 Gennaio – 13 Aprile 2014

Sara Buoso

The following two tabs change content below.
è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

Rispondi