Life was created in the valleys. Dora Economou, Ribot

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Dora Economou, artista greca, espone il suo linguaggio eclettico in Naturalist, ospitata nella galleria Milanese Ribot, che fino al 20 Febbraio diventa il nido di collezioni, memoir e scritti. In chiave aristotelica, la Natura concepita come movimento, dove niente muore, ma si evolve: Life was created in the valleys, le foglie dagli alberi ateniesi riproposte in silicone giallo e posate sul pavimento della galleria.

La libertà di donare nuova vita ai materiali, racconta Dora Economou, è nata agli inizi della sua carriera, quando stava frequentando il Master a New York.. “Mi piaceva costruire oggetti. Ho sentito realmente il bisogno di formare qualcosa con le mie mani”. Così é iniziato l’intero discorso sugli svariati caratteri che ogni sostanza può assumere nell’arco della sua esistenza. Oggetti secondari, spesso ritenuti mezzi e semplici strumenti a cui viene assegnato il ruolo di protagonista. “Ancora oggi credo che il nastro adesivo di carta sia uno dei materiali più belli e interessanti al mondo”.

La convivenza con questi strumenti si é evoluta in familiarità nel conoscere esattamente il loro funzionamento e ricercare gli svariati potenziali, valorizzandone le peculiarità: da una semplice pietra pomice raccolta a Nisyros nasce un limone tagliato a metà – The Dark The Dark – e scampoli di gommapiuma assumono la forma di legno bruciato – Do ghosts burn wood? I guess it’s up to them, but the wood was the color of the years. L’evidente processo di trasformazione accompagna sia l’artista che la materia, e insieme subiscono il continuo mutamento che si rispecchia nel risultato: “In qualche modo ambisco a registrare il processo della nostra trasformazione, agendo simultaneamente. Gli stadi della metamorfosi sono visibili sull’oggetto come su di me come persona. We go together”.

Naturalist é una storia, un racconto formato da parti autonome. Funziona come una coreografia. La particolarità dell’installazione nel suo complesso é il determinato e accurato assemblaggio nello spazio della galleria milanese. “Installati in un altro modo le opere potrebbero sembrare spazzatura, questo é spesso molto pericoloso..”. La danza segue il ritmo architettonico dello spazio, in cui anche i titoli sono note di narrazione. Riorganizzando lo spazio, ogni corpo stabilisce l’ambiente circostante, é perciò fondamentale che le opere in mostra rendano propria la scatola che le contiene.

Naturalist é un ciclo che ha effettuato il suo corso, iniziato con un semplice stupore durante la visita al Museo Archeologico di Monaco, seguito da un viaggio a Pompei e successivamente dalla residenza a Nisyros. Il percorso si conclude con il ritorno in territorio italiano: “Avevo pensato ad un lungo tragitto..E ora questa storia é finita. Ho avuto la sensazione che il viaggio dovesse trovare la sua fine nel luogo dov’è partito, in Italia. Probabile che in futuro i frammenti di questa storia si uniranno a nuove storie. Per ora, ho scelto questa sensazione. I materiali che ho trovato, gli oggetti che ho utilizzato e le parole che ho scritto, tutto ciò fa parte del mio raccolto. Che ho scelto di portare con me qui a Milano per chiudere questo capitolo, con questa mostra”.

Naturalist, é quindi il momento magico in cui tutti i frammenti acquisiscono un significato riconosciuto nella totalità dell’intero StoryLand. Il momento delicato e nostalgico in cui ci si rende conto che alla base di questa storia c’é puro umorismo: l’armonica infermità nell’utilizzo del giallo che sovrasta e la ripetizione di ogni elemento in mostra, la comicità nella la creazione di elementi in serie, come. L’opera-chiave è l’aggraziatissimo foulard di seta in edizione limitata, realizzato per l’occasione raffigurante le foglie dei cinque alberi più diffusi ad Atene.

“Vorrei che lo spettatore si accorga dell’umorismo nel presentare ogni cosa ripetuta più volte..Sono stata alla Pinacoteca di Brera e ho notato una cosa molto buffa delle raffigurazioni rinascimentali. Lo stesso modello viene usato per i vari caratteri: guardando attentamente mi sono accorta che lo stesso volto appartiene a quattro o cinque personaggi. Persiste il ritmo e il senso dell’umorismo in ogni cosa.

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Dora Economou, Naturalist, installation view, 2015

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Dora Economou, Naturalist, installation view, 2015

- Dora Economou, The dark, the dark, 2015, pietra pomice, pittura, cm. 35 x 50 x 21

Dora Economou, The dark, the dark, 2015, pietra pomice, pittura, cm. 35 x 50 x 21

- Dora Economou, Little guitars, 2015, tessuto, dimensioni variabili

Dora Economou, Little guitars, 2015, tessuto, dimensioni variabili

- Dora Economou, Do ghosts burn wood? I guess it's up to them, but the wood was the colour of years, 2015, gommapiuma, pittura, dimensioni variabili

 Dora Economou, Do ghosts burn wood? I guess it’s up to them, but the wood was the colour of years, 2015, gommapiuma, pittura, dimensioni variabili

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 Dora Economou, Life was created in the valleys, 2015, silicone, dimensioni variabili

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 Dora Economou, Naturalist, 2015, seta, cm. 120 x 120, edizione n. 7 di 10

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Magdalini Tiamkaris

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