Lipadusa:Lampedusa

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Un triangolo di terra, circondato dal Mar Mediterraneo, ponte tra Italia e Nord Africa: questa è Lampedusa, il sud più sud d’Italia, praticamente Africa. Conosciuta dagli antichi, tra i suoi tanti nomi, come Lipadosa, questa piccola isola italiana è divenuta una delle più note delle Pelagie per i ripetuti e tragici sbarchi che negli ultimi anni hanno riempito notiziari e quotidiani di tutto il mondo. Giornalisti nazionali e internazionali hanno affollato la sua, già piccola, superficie per raccogliere testimonianze, fare reportage e narrare, attimo per attimo, molti dei drammatici momenti vissuti dall’isola e dai migranti che su di essa hanno cercato rifugio.

Ma Lampedusa non è solo un luogo di approdi disperati. La vita scorre lenta, i ritmi non sono sincopati come quelli delle grandi città, il mare e la terra sono le più grandi risorse, i mestieri antichi sono tramandati di generazione in generazione. La tradizione e la vita di “paese” sono state offuscate, o meglio, sovrastate dalla cronaca allontanando dagli occhi di milioni di spettatori la realtà rurale e marittima di questo posto. L’esposizione del giovane fotografo italo-tedesco Calogero Cammalleri ha come scopo, invece, quello di riportare al centro dell’attenzione i gesti quotidiani e la semplicità della vita di un’isola italiana.

Lipadusa, luminosa e assolata, è, dunque, il fulcro attorno a cui ruota il progetto promosso da Fabrica, centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton Group e che, in poco tempo, si è trasformato prima in una pubblicazione, poi nell’esposizione italiana svoltasi presso il Museo Civico di Castelbuono e ora in un nuova mostra visitabile fino al 19 Giugno, presso il Museo Kunst der Westküste sull’isola di Föhr nella Germania Settentrionale.

Emigrato a soli tre anni con la famiglia in Germania, a vent’anni l’esigenza di ritrovare le proprie radici si fa pressante tanto da farlo trasferire per nove mesi nella sua terra d’origine, per poter sviluppare un progetto che avesse, appunto, come soggetto questa appendice di Sicilia. Entrato, in modo graduale, in confidenza con i lampedusani, Cammalleri è riuscito a far superare all’intera popolazione quella diffidenza sviluppata nei confronti di chi porta con sé una macchina fotografica, divenendo, invece, parte integrante del contesto e riuscendo, così, a cogliere attimi ordinari e intimi. In queste foto l’aria che si respira è ruvida, il bianco e nero usato coglie l’impeto e la passione siciliana, la fatica e il sudore del lavoro, la brezza che spira a sera. A fuoco o pervasi da un tremolio volutamente sfocante, questi scatti custodiscono in sé l’attimo fugace della normalità di una vita sospesa tra l’ultima emergenza umanitaria e la prossima.

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Calogero Cammalleri, Fabrica, Lipadusa, Museo Kunst der Westküste

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Calogero Cammalleri, Fabrica, Lipadusa, Museo Kunst der Westküste

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Calogero Cammalleri, Fabrica, Lipadusa, Museo Kunst der Westküste


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Calogero Cammalleri, Fabrica, Lipadusa, Museo Kunst der Westküste

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Calogero Cammalleri, Fabrica, Lipadusa, Museo Kunst der Westküste

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Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

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