Liquida. La materia di cui sono fatti i sogni

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I sogni, le emozioni, come i ricordi sgorgano dalla sorgente della nostra psiche, nella profondità della nostra anima, fanno capolino attraverso i pensieri e fluiscono velocemente come un liquido impalpabile capace di nutrire il cuore. Ma che forma può assumere questo liquido magico? Annalù Boeretto, alchimista moderna dell’arte contemporanea, recentemente in mostra presso la Galleria Davico di Torino, è riuscita a creare una materia capace di “giocare” con le forme e le emozioni, dando luce ad un’elaborazione plastica di forte impatto poetico.

Un percorso ventennale questo di Annalù, che riesce a conquistarsi uno spazio tra gli artisti della Biennale di Venezia nel 2001, per poi esporre nelle maggiori fiere e gallerie d’arte contemporanea in Italia e nel mondo, la cui poetica si è affinata per diventare eterea come le sua meravigliose farfalle. “Un’attenta osservatrice delle ‘cose del mondo’ – la definisce Carlotta Canton, curatrice della Galleria Davico – le guarda, le studia, le fa sue, il suo animo le elabora, attraverso le proprie emozioni per restituirle al mondo con un nuovo e personale linguaggio”. Ogni sua opera è una personale poesia, un inno alla trasformazione, alla vita che si evolve, alla metamorfosi dell’animo; un cambiamento perpetuo spoglio di angosce e turbamenti, capace di sciogliere i nodi alla gola e accogliere il “movimento dell’esistenza”. I soggetti sono scelti e studiati con cura, fiori, alberi, radici e farfalle sono simboli e metafore che nascondo, nella loro semplice perfezione artistica, una ricerca accurata nella profondità del significato: ogni opera racconta una piccola storia in grado di liberare le emozioni e alleggerire il cuore di chi osserva. La sua opera è un tuffo nel liquido creativo e primordiale della vita e della storia, una sorta di rappresentazione allegorica dei turbamenti umani attraverso lo stato liquido.

Un’orchidea gigante con le sue trasparenze acquose, rappresenta infatti un elisir di amore e passione, un simbolo benefico e di buon auspicio, che elargisce sensualità e bellezza al primo sguardo. Un vortice di farfalle poste come foglie su di una radice lucidata dalla resina, emana vita e rinascita, fisica e mentale, si aggrappa alle emozioni più intime e le porta in superficie per illuminarle di poesia. Vi è nelle opere in mostra un percorso personale e d’ispirazione su temi di rilievo culturale come ad esempio “Sagitta”, una freccia che trafigge tre libri da cui sembra fuoriuscire un liquido di conoscenza, il simbolo della freccia verso il basso – spiega l’Artista – era infatti il simbolo che contraddistingueva i libri messi all’indice, questi tre libri proibiti dunque trafitti da una freccia inquisitoria, sebbene feriti, spruzzano fuori il loro sapere, vanificando così la proibizione. Suggestivo è poi “Sestante”, una teca contenente un libro-scrigno di pergamene da cui a loro volta fuoriescono farfalle, che come parole leggere volano fuori a diffondere la forza della metamorfosi. Di impatto è poi “il libro della tempesta”, un libro aperto quasi a sfondarsi le cui pagine si trasformano in un tempestoso mare in miniatura e alcune barchette di carta cercano di cavalcare le onde, le emozioni, il futuro e i passato: governare la vita.

Ogni farfalla esposta è il riflesso dell’anima e osservandole non si può far altro che cercare la propria vita attraverso la lucida trasparenza delle loro ali.

Annalù Boeretto, Il libro della Tempesta, resina, inchiostro, carta, 2014

Annalù Boeretto, Sagitta, resina, carta, ferro, inchiostro, plexiglas, 2013

Annalù Boeretto, Dalla Pioggi che Danza, carta, resina, inchiostro, 2011

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Noemi Eva Cotterchio, vive e lavora a Torino, laureata in Culture Moderne Comparate presso l’università degli studi di Torino, si dedica alla critica e alla “comparazione” delle arti in quanto frutto della passione umana. Attratta da ogni forma d’arte possibile, dalla pittura alle installazioni moderne, dal balletto classico alle performance di improvvisazione, è sempre alla ricerca di quella sottile impronta lirica e personale che rende unica e sublime un’opera artistica.

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