Live Arts Week IV. Bologna

MAMbo bologna by anna fornaciari

Un linguaggio artistico che si pone come obiettivo l’esplorazione della contemporaneità attraverso ogni strumento possibile: dalle performance dal vivo fino alle installazioni sonore. Live Arts Week IV ha raccontato tutto questo, dal 21 al 26 aprile, appropriandosi di due celebri luoghi di Bologna: il Museo di Arte Moderna MAMbo e l’Ex Ospedale dei Bastardini.Il MAMbo è una realtà dinamica, sempre pronta ad accogliere iniziative culturali e così, anche questa volta, la sala delle ciminiere, è diventata lo sfondo ideale per una performance artistica a dir poco epica. La contemporaneità più sfrenata si è fusa al richiamo degli anni Sessanta, reinterpretando una celebre composizione musicale del maestro americano John Cage, in collaborazione con Lejaren Hiller; HPSCHD 1969 >2015 è il titolo di questa esibizione. Il buio si è alternato alle immagini di tre grandi schermi appesi alle pareti, le telecamere hanno riempito la stanza reinventandosi a loro volta come opere d’arte e cinque pianoforti si sono alternati nello spazio, come ricordi imponenti di un passato indimenticabile. HPSCHD infatti non è stata solo una composizione musicale, ma un autentico saggio sulla società dell’abbondanza degli anni Sessanta, nonché una risposta preveggente al ruolo degli strumenti di comunicazione di massa e della tecnologia nella società. Live Arts Week IV ha scelto di proporre una riedizione singolare di quest’opera multimediale, avvalendosi di Philip Corner, pianista e collega di Cage, e di giovani artisti tra cui Anthony Pateras, Luciano Chessa, Salvatore Panu, Marco Dal Pane e Valerio Tricoli.

Dalla struttura moderna del MAMbo si passa poi alle pareti scrostate e all’aria umida dell’Ex Ospedale dei Bastardini, tripudio di eventi; gli artisti si sono riuniti per stabilire il programma della serata durante un meeting pomeridiano aperto al pubblico, raccogliendosi in cerchio e condividendo ognuno la propria idea artistica. Ed è stata sicuramente il differente background geografico, culturale e anche lavorativo, a rendere possibile l’unicità di ogni performance. L’artista svedese Markus Ohrm per esempio ha introdotto una nuova figura che funge da traduttore e speaker all’interno del sistema cinematografico. Il veejay racconta e commenta la trama di un film che viene trasmesso all’interno di una baraccopoli a Kampala, in Uganda; questa prospettiva non nasconde un pizzico d’ironia e sprona a riflettere sul rapporto tra cinema, spettatore e contesto in cui è inserito.

Altrettanto interessante l’installazione sonora del sound artist di Chicago Adrian Rew, che ha voluto affrontare la realtà del gioco d’azzardo. La sua idea è nata dopo aver raccolto, senza autorizzazione, una serie di registrazioni all’interno dei più famosi casinò del Midwest americano. Slot Machine Music for Four Drifters ha l’obiettivo di ricreare una sorta di campo d’azione in cui il giocatore perde qualunque contatto con la dimensione esterna. Questa alienazione umana viene riprodotta dai suoni e dalle luci della macchina, posizionata all’interno di una sala spoglia: l’effetto d’isolamento genera un impatto emozionale di totale immersione all’interno della installazione.

L’opera di Rew non è stata la sola a generare un coinvolgimento emotivo e fisico: Fronterizo, performance realizzata dall’artista italiano Luca Trevisani, dalla coreografa e performer Roberta Mosca e dal duo Sigourney Weaver, ha riunito al suo interno suoni e video, installazioni artistiche e performance dal vivo. La sua caratteristica principale è il fatto che si sia costituita come un ambiente in perenne evoluzione: tutto si trasforma, tutto è votato alla ricerca di una somma interiorità. Tutte queste performance artistiche, così diverse e così uguali, hanno indagato ciò che ci circonda e ciò che ci appartiene, annullando barriere e categorizzazioni. Il linguaggio dell’arte contemporanea non fa sconti: coinvolge tutti e nessuno.

MAMbo bologna by anna fornaciari

MAMbo Bologna, Photo: Anna Fornaciari

MAMbo bologna by anna fornaciari1

MAMbo Bologna, Photo: Anna Fornaciari

Slot Machine Music for four drifters by anna fornaciari

Slot Machine Music for Four Drifters, Photo: Anna Fornaciari

HPSCHD 1969 - 2015 live arts week by anna fornaciari

HPSCHD 1969 – 2015, Live Arts Week, Photo: Anna Fornaciari

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