Lo scintillante universo di Murakami a Bologna

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Si è conclusa da pochi giorni la 41esima edizione di Arte Fiera, il più importante appuntamento a livello nazionale per gli operatori e gli appassionati di arte moderna e contemporanea, e lo ha fatto all’insegna del successo, con la presenza di oltre 48.000 visitatori. È stata un’edizione che si è distinta per qualità e prestigio, grazie alla mirata selezione messa in atto dal nuovo Direttore Artistico, Angela Vettese, attenta osservatrice del mercato dell’arte e delle nuove forme di curatela. Anche quest’anno, la manifestazione ha superato i confini del quartiere fieristico e ha coinvolto tutta la città con il progetto Art City Bologna: esposizioni, rassegne e interventi di artisti contemporanei hanno animato il capoluogo emiliano durante i giorni della kermesse e non solo.

Tra gli eventi proposti la mostra intitolata “KIRAKIRÀ: lo scintillante mondo di Murakami Takashi” allestita negli spazi rinnovati della prestigiosa Galleria Cavour e visibile fino al 25 febbraio 2017. Curata da Alessia Marchi e organizzata da Contemporary Concept, la mostra è inserita nelle celebrazioni per il 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, e porta per la prima volta a Bologna il lavoro del più acclamato artista pop del Sol Levante, con una selezione di 40 opere accompagnate da pezzi unici realizzati dall’artista per la maison francese Louis Vuitton.

La sperimentazione artistica di Takashi Murakami (Tokyo, 1962) comincia nei primi anni 90′ quando, da studente di Nihon-ga (pittura tradizionale giapponese) alla Tokyo National University of Fine Arts and Music, si avvicina alla cultura popolare giapponese fatta di manga (fumetti), anime (cartoni/film d’animazione) e videogiochi, da cui trae ispirazione per la creazione dei suoi personaggi, senza dimenticare però la forme artistiche della tradizione. È stato definito da molti l’Andy Warhol giapponese per le forti influenze pop che ha esercitato nel suo lavoro, e per la creazione della Hiropon Factory (oggi Kaikai Kiki Co.) sul modello della celebre Factory newyorkese; eppure, rispetto a Warhol, l’anima “commerciale” nelle opere del maestro giapponese è sempre stata accompagnata da una matrice spirituale. Nel corso della sua carriera in perenne ascesa, Murakami è riuscito a creare uno straordinario universo colorato e fiabesco, solo in apparenza disimpegnato e leggero, in cui convivono e si intersecano la tradizione e il pop della cultura moderna.

Sua è l’elaborazione della teoria del “Superflat” (Superpiatto), una rilettura della pittura tradizionale giapponese priva di profondità prospettica, da lui riproposta in chiave occidentale e contaminata dalla subcultura otaku, termine giapponese usato per indicare chi si dedica quasi ossessivamente ai manga e videogiochi. La teoria non è solo il manifesto di una rivoluzione artistica, ma anche una forte critica mossa dall’artista nei confronti della società nipponica, accusata di aver sviluppato un ‘appiattimento’ emotivo nel periodo successivo alla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale e accentuato, in tempi più recenti, dall’avvento del consumismo e della globalizzazione. Sotto questa luce, i coloratissimi e sorridenti fiori stilizzati in opere in mostra come An homage to monopink e Flowerball lots of colors, possono celare un’inquietudine di fondo, quasi fossero portatori di un cattivo presagio. Il tema della tragedia, del resto, non abbandona mai l’opera di questo maestro, la cui generazione è cresciuta avvolta dalle eco della bomba atomica, e il cui variopinto universo immaginario sembra essere l’unica via d’uscita possibile da un mondo privo di senso.

La mostra KIRAKIRÀ offre una panoramica sull’incredibile opera di questo artista-imprenditore che ha saputo imporre uno stile unico e immediatamente riconoscibile, cambiando per sempre il volto dell’arte contemporanea giapponese.

KIRAKIRÀ: lo scintillante mondo di Murakami Takashi
25 gennaio – 25 febbraio 2017
Galleria Cavour, Bologna

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Kansei, abstraction, 2010 Mixed media print, 71 cm

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MCRST, 1962- 2011, 2012 Mixed media print, cm 73,5×58

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Murakami-kun, quel surprise et quel dommage, 2009 Mixed media print, cm 68×68

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Magalì Cappellaro

Da sempre appassionata di arte contemporanea e design, si diploma presso il Liceo Artistico Giovanni Sello di Udine e successivamente ottiene la laurea in Tecnologie per la Conservazione e il Restauro presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Particolarmente interessata allo sviluppo delle realtà non-profit in ambito artistico, collabora da anni con varie associazioni culturali di Udine, dove vive e lavora.

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