Lo Sfondo

andrea lunardi, lo sfondo

I confini dividono lo spazio; ma non sono pure e semplici barriere. Sono anche interfacce tra i luoghi che separano. In quanto tali, sono soggetti a pressioni contrapposte e sono perciò fonti potenziali di conflitti e tensioni.
Zygmunt Bauman

andrea lunardi, lo sfondoAndrea Lunardi, Lo sfondo, exhibition view, 2014
 

Quante volte, quando visitiamo una mostra, ci troviamo di fronte a un’opera e ci limitiamo a vederla, incapaci di osservarla come meriterebbe. Quando si osserva non ci si trova “davanti” a qualcosa, ma sopra, sotto, attorno. Oltre, forse ovunque. Osservare significa guardare diligentemente, con gli occhi e con il cuore, comprendendo (o perlomeno tentando di farlo) il senso di quel che ci sta a sua volta guardando con curiosità. Vedere è facile. E lo è soprattutto quando si hanno dei confini entro il quale farlo. Nel caso di un’opera d’arte, come un quadro, la cornice o i bordi della tela si frappongono a te e alla comprensione ostacolando un messaggio che vorrebbero invece superarli, andando al di là della fisicità che il quadro impone. Arte è interazione. Rappresentazione, immaginario, realtà: il bordo della tela è ciò che separa queste tre dimensioni del tutto. E se siamo osservatori disattenti, non oltre di esse andrebbe il nostro sguardo. E Andrea Lunardi lo sa. Ecco perché i suoi quadri vanno oltre, scappando quasi dalla tela che li contiene. Sembrano sporgersi verso lo spettatore, invitandolo a seguire quel pezzetto di carta, quello scampolo di tessuto che, in fuga dalla tela, sfida ciò che lo circonda: lo sfondo.

Lo Sfondo - Andrea Lunardi 3

Andrea Lunardi, Lo sfondo, exhibition view, 2014
 

La pittura di Andrea è continua e comunica con l’ambiente che la ospita. Cancella i limiti, si pone come globalità, come un tutto di cui è parte, insieme a chi la osserva. Ritratti e paesaggi, ispirati a vecchie fotografie ritrovate dall’autore qui rievocate, popolano le pareti della galleria, animati da pennellate spesse e impertinenti. Forme non finite appaiono imprecise ma talmente cariche di comunicatività da diventare universali, sempre vere e sempre presenti seppur ispirate a una passato che non c’è più. Instabili, traballanti, effimere e per questo seducenti. Come quel paesaggio comparso sul dorso di una risma di fogli completamente bianca, là dove non te lo aspetti, là dove non puoi fare a meno di notarlo. Fragile, perché esistente solo se il tutto collabora alla sua esistenza. Basterebbe separare quel centinaio di fogli per distruggerlo, impossibilitati a ricomporlo.

andrea lunardi

Andrea Lunardi, Lo sfondo, exhibition view, 2014
 

Andrea Lunardi, classe 1981, è il vincitore del Premio Ora 2012. Formatosi all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, nel 2006 ha fondato a Pistoia lo Studi8, vivace luogo di incontri e manifestazioni artistiche e spazio di lavoro condiviso. “Lo Sfondo”, la sua personale, ha inaugurato il 2014 della Galleria Moitre di Torino, un angolo d’arte in cui si naufraga volentieri.

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Irene Perino è Una, Nessuna, Millemila. Scrive, racconta e condivide. Giornalista, blogger e Guida turistica, si occupa di Marketing e Comunicazione anche se da grande voleva fare la maestra. Laureata in Storia dell'Arte contemporanea ha curato alcune mostre nazionali e collabora con diversi magazine del settore. Fan sfegatata dell'arte contemporanea che fa dire a tutti "Capirai, potevo farlo anche io", passerà tuttavia alla storia per aver dato vita a "Le Millemila cose da fare a Torino", il primo e unico blog turistico-letterario sulla sua città.

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