Lotta Poetica al MART: The medium is

Fotografia relativa alla performance Madrid public poem, 1969 Mart, Archivio del ë900, Fondo Denza, Den.I.4

L’Archivio del ‘900 del MART di Rovereto coglie l’occasione per mostrare al pubblico uno spiraglio di una delle più interessanti e significative collezioni di Poesia visiva e poesia Concreta dell’Archivio Denza, caratterizzato da una nuova idea di ‘abitare il sociale’ e nuove metodologie comunicative. Queste attuazioni hanno trovato fulgida espressione negli anni Sessanta e Settanta: un campo di lotte sociali, cambiamenti, nuove sperimentazioni (derive di un certo processo tecnologico in fieri), nuove misure e valori stabilizzati nella società. Un periodo nel quale l’artista partecipa all’evoluzione tramite gli stessi parametri che percepirono i nuovi cambiamenti, teorici e pratici dell’arte: dal nuovo approccio verso l’opera d’arte fino al medium stesso. Ecco che il titolo diventa quindi fondamentale per percepire quello che nel dato evento diviene basilare comprendere, citando per l’appunto uno degli slogan che più hanno determinato il pensiero del Novecento relativo alla relazione e allo sviluppo della tecnologia sempre radicata nella vita quotidiana dell’essere umano. Marshall McLuhan, nel saggio “The medium is the message”, spiega come la struttura e la grammatica del pensiero siano influenzate e perciò determinate dai meccanismi costruttivi di logica e pensiero della tecnologia. L’idea analizza come i mezzi di comunicazione – i nuovi media ma ma anche la tipografia stessa– sono diventati importanti luoghi d’analisi, non soltanto per la loro natura, ma per il modo in cui influenzano (in base a certi criteri strutturali e organizzazioni interne) la comunicazione. Il contenuto trasmesso diviene sì valore valido, ma di natura secondaria, e il medium, non più strumento neutrale, forgia e piega le sue implicazioni logiche.

I canonici usi dei mezzi di comunicazione assunsero diverse modalità d’implicazione, nonostante il contenuto continuasse a mantenere una sua autonomia e importanza, ove espressioni d’attivismo, denuncia sociale, testimonianza, verità e dichiarazione sfociavano in un’arte di contenuto ‘messaggistico’, nella quale la parola nel suo significato e forma assumeva essa stessa una posizione centrale. La nuove funzioni della parola venivano dettate dalle ricerche ed esperienze verbo-visuali nate dai rapporti strutturali e sociali tra politica, cultura e letteratura, dal rinnovamento della linguistica, dalla relazione della vita quotidiana con l’industrializzazione, dalla contestazione sociale fino al progresso tecnologico. Esempi fondamentali si sono le pubblicazioni della rivista ‘Lotta Poetica’ a opera di Serenco, nella quale l’arte assumeva il ruolo di mediatrice d’informazione e scambio, nonché promotrice di una critica profonda verso meccanismi del mercato stesso dell’arte. E ancora le nuove relazioni che si aprivano all’interno di ‘Fluxus’ o del ‘Lettrismo’, canalizzate in un esperienza sempre più radicata di fusione tra concetto e tecnologia.

La raccolta esposta si presenta nel suo carattere diversificato dal punto di vista contenutistico e formale e percepita in una ‘genuinità formale’ che subito, per l’appunto, viene a contrapporsi con i temi e le intenzioni di cui è portatrice. Dalla moltitudine di oggetti quali cartoline, telegrammi, poster, riviste, raccolte, contenitori, libri d’artista, fotografie, e insieme filmati, registrazioni sonore od oggetti materici, emerge l’inclinazione grazie alla quale questi maestri dell’elaborato verbo-visuale rispecchiano l’atmosfera culturale e storica del periodo. Il linguaggio è il più diretto, il supporto è il più inaspettato e la tecnica viene investita in ulteriori funzionalità. L’opera d’arte esplode in un capovolgimento strutturale, per la quale le logiche processuali venivano innovate. La radio e la pellicola vengono applicate a nuovi sfondi diventando traduttori di testi scritti, la fotografia racchiude l’azione di una performance sociale o documenta il processo tecnicistico di un nuovo approccio all’opera d’arte. Ironia, denuncia, sarcasmo, spiazzamento, coscienza, l’idea stessa di rendere il mezzo povero braccio dell’arte di trasmissione erano alcune delle modalità con le quali gli artisti operavano, alcuni impiegando come ‘tela’ la strada, chi i nuovi mezzi di comunicazione di massa, chi invece in maniera più ‘concettuale’.

La parola in relazione ai suoi segni e ai suoi significati assumeva un ruolo importante, la sua identità e utilizzo godevano di una visione innovativa, dettata dalle nuove tendenze dell’arte concreta di fine anni Cinquanta. Veniva esaltato un utilizzo giocoso della parola, fusa nell’uso dei suoi elementi costituitivi, quali sillabe, fonemi e così via, per assumere una posizione quasi autonoma del linguaggio al fine di decostruirlo e riproporlo sotto vari punti di vista, adeguati alla propria destinazione concreta. La mostra, offre un opportunità di cogliere parte dell’atmosfera del periodo artistico del quale l’Archivio Denza ha cercato di mantenere e preservare oltre 350 ‘opere’ in deposito al Mart di Rovereto dal 2008; ed è proprio in questa sede che il fondo librario Denza raccoglie più di 600 volumi comprendenti libri d’artista legati all’esoeditoria degli anni Sessanta e Settanta, oltre a monografie, cataloghi e riviste d’artista di origine internazionale. La collezione è stata possibile grazie alla collezionista Tullia Denza la quale l’acquistò direttamente dall’artista Ugo Carrega, uno dei principali artisti italiani legati alla Poesia Visiva e il cui completo archivio di produzione personale risiede nell’archivio stesso.

Vanessa Ignoti

Jochen Gerz Attenzione líarte corrompe, etichette adesive da applicare ai monumenti, 1968 Mart, Archivio del ë900, Fondo Denza, Den.I.45

Jochen Gerz, Attenzione l’arte corrompe, etichette adesive da applicare ai monumenti, 1968 Mart, Archivio del ë900, Fondo Denza, Den.I.45

Luciano Ori Fotografie relative alla performance Intervento visivo sullo spazio urbano ñ comunicazione alternativa murale, Zafferana Etnea, 1970 Mart, Archivio del ë900, Fondo Denza, Den.I.79

LucianoOri, Fotografie relative alla performance Intervento visivo sullo spazio urbano in comunicazione alternativa murale, Zafferana Etnea, 1970 Mart, Archivio del ‘900, Fondo Denza, Den.I.79

Sarenco, Licenza Poetica, 1971

Sarenco, Licenza Poetica, 1971

Jiří Valoch, Fotografie relative alla performance White line, 1970

Jiří Valoch, Fotografie relative alla performance White line, 1970

Jochen Gerz Rechtschreibung, Göttingen, ego. & cetera, 1970

Jochen Gerz Rechtschreibung, Göttingen, ego. & cetera, 1970

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