Luigi Stradella. Una favola sui vetri

Passeggiata lungo la riva, 1964

La nuova sede dei Musei Civici di Monza nella Casa degli Umiliati, ospita una mostra personale dedicata a Luigi Stradella, artista legato indissolubilmente ai colori umidi e freddi del territorio monzese. L’autore ha infatti ricevuto il Premio Nazionale di Pittura Città di Monza nel 1951, è stato chiamato a esporre le sue opere in diverse occasioni, e ha donato alla Sala Maddalena, nel centro storico cittadino, una straordinaria “pala d’altare” contemporanea.La mostra “Luigi Stradella. Una favola sui vetri” segue il percorso di maturità dell’artista, dalle sue prime opere, legate a un’impronta neorealista, fino all’evoluzione verso l’informale. All’ingresso della sala è posto il dipinto simbolo di questa svolta: “Novembre sul Lambro”, in cui il paesaggio monzese comincia a sfaldarsi, ad abbandonare il suo concreto realismo, per perdersi in un limbo tra razionale e irrazionale. Le opere si susseguono facendo immergere lo spettatore in un mondo indistinto, fatto di azzurri, di foschie, di forme eterne e di forme mutevoli, irrimediabilmente legate al tempo, che scorre troppo rapido, o troppo lento. Il colpo d’occhio dato da tutte le tele è come un tuffo in un’altra dimensione: in un mare silenzioso e cupo, che diventa cielo limpido e poi si tramuta in terra primordiale, vacillando tra un senso di pace silenziosa e di stupore intermittente. I colori freddi e brillanti hanno infinite sfaccettature e consistenze, alcuni quadri sono eterei e impalpabili, altri materici e violenti.

Stradella suggerisce ciò che vuole comunicare tramite titoli narrativi, instaurando un’empatia tra spettatore e autore, senza ingabbiare l’interpretazione di chi guarda, lasciandolo libero di volare tra le pieghe del proprio inconscio. I titoli delle opere sono caratterizzati da un costante dialogo con i poeti ermetici italiani: Ungaretti, Montale e Luzi, dai quali eredita un’instancabile ricerca di verità, e un repertorio linguistico efficace, formato da frasi brevi e fulminanti. I luoghi dove ha vissuto la sua vita, la sua casa-studio, i suoi affetti famigliari, sono necessari al suo lavoro pittorico, in quanto rappresentano delle costanti in cui trovare rifugio dal travagliato rapporto con la propria sensibilità. Il suo animo è tormentato da continue domande esistenziali, che cercano risposte nella quotidianità di ciò che lo circonda, nei paesaggi desolati, nei cieli grigi, attraverso i vetri di una finestra. Luigi Stradella nasce a Monza nel 1929, si diploma all’Accademia di Brera nel 1952 e inizia la sua lunga carriera artistica. Negli anni Cinquanta realizza le sue prime esposizioni personali, caratterizzate da uno stile realista e da un uso sperimentale del colore.

Le mostre collettive e personali si susseguono fino agli anni Sessanta, in cui vira verso l’informale, dandosi anche alla grafica e alla pittura con pastelli ad olio. Le due figure fondamentali per la sua formazione artistica sono: il nonno Emilio Parma, pittore della tradizione ottocentesca, e Aldo Carpi, suo professore universitario, che lo indirizza verso la parallela attività d’insegnamento, lunga un ventennio. Dividendosi tra Monza e Urbino frequenta scrittori, critici e intellettuali tra i più significativi del Novecento: De Garda, Carlo Bo e Volponi. Innumerevoli  le mostre personali in tutto il nord e il centro Italia: dal 1956 alla Galleria Schettini a Milano, fino a oggi ai Musei Civici di Monza. A ottantacinque anni continua a dipingere con la stessa bruciante passione che lo ha sempre animato.

Dal 8 febbraio 2015 al 12 aprile 2015.
Sala espositiva temporanea dei Musei Civici (ingresso da Via Teodolinda 4).

Passeggiata lungo la riva, 1964

Passeggiata lungo la riva, 1964

Asfalto chiaro, 1991

Asfalto chiaro, 1991

Nostalgia del mare, 2000-2004

Nostalgia del mare, 2000-2004

 
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