Lumen & Aether

Lumen # 2 dark from night, Installation view. Courtesy the artists. Photo Credits: John Annett

Accade a Londra che due mostre, intenzionalmente avvolte dal silenzio e dal mistero, facciano emergere realtà artistiche di alta qualità che ruotano intorno a due network – Lumen e Super-Collider, entrambi interessati a investigare il rapporto tra Arte e Scienza mediato da visioni cosmologiche, in cui la Luce riveste un ruolo fondamentale ai fini della conoscenza. Curiosità è infatti, il fattore determinante che ci conduce a osservare le costellazioni d’immagini in mostra, al limite e oltre la soglia del visibile.

Le mostre Lumen # 2 dark from night e Aether sono due progetti paralleli, mirati a investigare il rapporto tra arte e astronomia attraverso disegno, fotografia, video e installazione. A cura di Melanie King, Louise Beer e Raymond Hemson, artisti e curatori, le collettive sono un’occasione per riflettere su nuovi modi di conoscere e classificare l’Universo, attraverso l’avanzare delle scoperte tecniche, tecnologiche e artistiche. Particolare attenzione infatti, è data alla ricerca delle tecniche fotografiche che sin dalle origini, sono state utilizzate per questi propositi. Il raffinato allestimento comune a entrambe le mostre, sottolinea inoltre il legame che sottende Terra e Cielo, riflettendo della condizione esistenziale dell’uomo secondo riferimenti minimalisti.

Lo spazio dedicato a # 2 dark from night, ovvero la cripta-studio della chiesa di St Johns a Bethanl Green, Londra, spiega molto bene la visione di Lumen, inserendosi in più ampio progetto itinerante che vede una serie esposizioni in chiese londinesi di maggiore importanza. La visione complessiva è tesa a investigare i modi in cui l’uomo concepisce l’esistenza, e il progetto artistico si offre come spunto di dialogo per connettere la realtà dell’uomo e il cosmo attraverso le immagini. Lo spiega bene Melanie King, nel catalogo che accompagna la mostra: “Siamo anche ispirati dalle rappresentazioni storiche della luce che si concentrano sulle contemplazioni del sublime e del metafisico, sia nell’immaginario astronomico che religioso” accompagnata dalla dichiarazione dell’astronomo Bill Bryson: “C’è qualcosa di soddisfacente, io credo, nell’idea che la luce viaggi per milioni di anni attraverso lo spazio e che nel momento esatto in cui incontra la terra, qualcuno guardi al cielo e la possa vedere”. La collettiva – composta da Louise Beer, Robert Bell, Doug Benfors, Anthony Carr, Jaden Hastings, Raymond Hemson, Melanie King, Costanza Izaza Martinez, Lara Morrell, Rob Olins, artisti – affascina per la capacità d’instaurare connessioni impercettibili tra natura e artificio, mimesi di natura e rappresentazione artistica. Come immersi nelle viscere della terra (la cripta), riscopriamo attraverso le immagini l’ordine cosmico che regola e influenza l’agire umano: una serie attenta di video e proiezioni, evidenzia questa connessioni fluide, una circolarità di energie, che ci riportano alle origini della materia stellare.

Simile è il tema che sottende la mostra Aether, negli spazi Showroom di Holbron, legati all’Università delle Arti di Londra, presentando opere di artisti alumni e membri accademici; una collettiva rivolta a esplorare la fragilità e la ricchezza dell’esistenza umana e della Terra in relazione alla grandezza incommensurabile dell’Universo, prendendo spunto dal documentario The Overview Effect a cura di The Planetary Collective, narrando del cambiamento percettivo subito da astronauti nel vedere il globo terrestre circondato dall’oscurità del nulla. Ad aprire la mostra, la scintilla di Louise Beer che emerge dall’oscurità, quale unico punto di riferimento oltre lo spazio-tempo, impresso sulla lastra fotografica. Lo stesso slittamento percettivo appartiene alle fotografie di di Jane Grisewood – I see black light – che documentano l’eclisse del 2012, e alle immagini mutlimediali di Lauren Franklin, secondo diverse coordinate spazio-temporali. La visione si concentra sulle fasi lunari nelle immagini fotografiche di Melanie King, come per la serie First light, e continua nelle riprese notturne di Sophie Rickett in forte contrasto tra fonti luminose e oscurità, così come per le micro-macro superfici di Robert Bell, e l’affascinante installazione del suolo lunare di Lara Morell. Altri lavori in mostra, riflettono delle connessioni tra uomo e cosmo, al centro della ricerca scientifica e tecnologica: è così per la fotografia di David Moore che guarda alle prime esplorazioni dello spazio, e per il video di Jaden Hastings con riferimenti a una certa idea di sublime tecnologico. La mostra avanza ipotesi di nuove esplorazioni attraverso le immagini spaziali di Jon Clair e le surreali creature meccaniche di Sarah Fortais.

E’ sicuramente interessante notare come temi centrali quali Luce, Terra, Cosmo, e più ampiamente Arte, Astronomia e Scienza, siano costantemente al centro della ricerca per ri-pensare le categorie che definiscono i limiti possibili della conoscenza. Ancora più stimolante è pensare questi progetti se inseriti nel corso del 2015, Anno Internazionale della Luce. Lumen persegue l’approfondimento con una residenza artistica ad Atina, Frosinone nel Settembre 2015, scenario ideale per l’osservazione dei fenomeni lunari e astronomici, grazie al favorevole contesto naturale. Rivolta ad artisti, critici e curatori interessati a queste tematiche, la residenza sarà l’occasione per definire collettivamente progetti futuri.

Lumen: artists: Louise Beer, Robert Bell, Doug Benford, Anthony Carr, Jaden Hastings, Raymond Hemson, Melanie King, Costanza Izaz Martinez, Lara Morrell, Rob Olins

Aether: curators: Melanie King, Loiuse Beer; artists: Sophy Rickett, Sarah Fortais, Lauren Franklin, Jared Davis, Lara Morrell, Louise Beer, Jaden Hastings, Rober Bell, Jane Grisewood, David Moore, Melanie King, Jon Clair

Lumen # 2 dark from night, Installation view. Courtesy the artists. Photo Credits: John Annett

Lumen # 2 dark from night, Installation view. Courtesy the artists. Photo Credits: John Annett

Lumen # 2 dark from night, Installation view. Courtesy the artists. Photo Credits: John Annett

Lumen # 2 dark from night, Installation view. Courtesy the artists. Photo Credits: John Annett

Lumen # 2 dark from night, Installation view. Courtesy the artists. Photo Credits: John Annett

Lumen # 2 dark from night, Installation view. Courtesy the artists. Photo Credits: John Annett

Lumen # 2 dark from night, Installation view. Courtesy the artists. Photo Credits: John Annett

Lumen # 2 dark from night, Installation view. Courtesy the artists. Photo Credits: John Annett

Lumen # 2 dark from night, Installation view. Courtesy the artists. Photo Credits: John Annett

Lumen # 2 dark from night, Installation view. Courtesy the artists. Photo Credits: John Annett

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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