Un progetto Life-time: LUMEN by Michael Taylor

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Siamo lieti d’introdurre i lavori di Michael Taylor, fotografo che esplora le potenzialità della luce attraverso la fotografia. Nella sua ultima serie, Quanta, le fotografie sono state ottenute utilizzando la lunga esposizione, in un sito nel sud della Francia,  attraverso movimenti di macchina fotografica coreografati, registrando l’energia della luce in movimento. Siamo lieti di entrare in un dialogo con Michael per conoscere gli aspetti unici del suo lavoro.

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Michael Taylor, Quanta, 2014
 

Caro Michael, grazie per questa conversazione. Il tuo lavoro fotografico è assolutamente interessante in termini di soggetto, tecnica e impatto visivo. Puoi dirci perché ti sei avvicinato alla luce quale medium, e qual è la tua riflessione su questo argomento?
Grazie Sara per avermi invitato a parlare del mio lavoro. Ci sono diverse ragioni per le quali mi sono avvicinato alla luce come tema principale. La luce è fondamentale per l’universo; era presente proprio all’inizio di tutto. È anche alla base di tutta la fotografia: “La fotografia è l’architettura della luce” (Moholy-Nagy, Fotografie ist Lichtgestaltung, Bauhaus, 2/1, 1928, p.1). Per impostazione, io esploro sempre i paradossi all’interno del complesso della luce: la dualità onda-particella. La Luce, per natura ha proprietà sia di onda che di particella. Questi attributi apparentemente contrastanti sono unificati nella luce. Infine, vi è qualcosa d’insito nella luce che è piacevole e armonioso: nelle parole di Grossatesta: “La luce è bella per sé; per sua natura è semplice e tutto è subito là. Per questo, è inclusa nel più alto e più armoniosamente proporzionato grado, sempre uguale a se stessa: per bellezza e armonia delle proporzioni”. (Da:. Eco, Umberto l’estetica di Tommaso d’Aquino, Cambridge, Massachusetts:. Harvard University Press 1988, p.109.). La Fotografia è stata tradizionalmente classificata in base al genere (ad esempio, paesaggio, ritratti, ecc.). Nella mia pratica ho adottato un approccio astratto al mezzo, in cui la luce stessa è il soggetto principale.

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Michael Taylor, Quanta, 2014
 

Il vocabolario artistico che si utilizza per definire la luce, è molto articolato, e riflette sia aspetti artistici, scientifici e tecnologici di questo fenomeno. Potresti spiegare la tua considerazione per proprietà quali: rifrazione, onda, traccia, luminescenza e visioni in bianco e nero?
Le proprietà della luce mi hanno affascinato fin dall’infanzia. Mi concentro su ogni attributo (rifrazione, ecc.) per restringere un vasto campo di ricerca. Tuttavia, non sono un riduzionista: sono consapevole del fatto che tutti gli aspetti della luce interagiscono simultaneamente. Goethe ha sempre considerato ogni fenomeno nel suo complesso, anche quando indagò aspetti particolari. Il bianco e il nero comportano la sottrazione di tutte le proprietà, lasciando le qualità puramente formali tonali. Inoltre, è un riferimento alla storia della fotografia e riflette il mio amore per le caratteristiche uniche della fotografia come medium.

La pratica fotografica che utilizzi è sofisticata e innovativa. Qual è il tuo metodo di lavoro? Per quanto riguarda la meccanica delle immagini, quanti componenti sono regolamentati, e quanti sono lasciati al caso?
La creazione è un mix equilibrato di pianificazione e di possibilità: le immagini inaspettate sono doni di grazia. La mia metodologia comporta mesi di ricerca, disegno, pianificazione, organizzazione per quanto riguarda anche la realizzazione di dispositivi e modulatori luminosi; questo è solo il punto di partenza mentre in ultima analisi, rimango aperto a ciò che la luce rivela. Il paradosso di controllo spontaneità è essenziale per tutti nell’arte. Questo fattore sottolinea la spontaneità nel processo creativo.

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Michael Taylor, Quanta, 2014
 

Nella serie Quanta, il tuo lavoro sembra raggiungere gradualmente l’astrazione, il movimento e l’energia, derivata dalla fotocamera coreografia. Come sei arrivato a questo punto, e come consideri il tuo lavoro fotografico, in questa fase del tuo percorso artistico?
Indagini di luce spesso avvengono parallelamente: esploro diversi aspetti della luce durante lo stesso anno. Dopo  aver raffinato e selezionato le immagini, sono arrivato al punto di comunicare una serie. L’astrazione è sempre stato un interesse fondamentale nella mia fotografia e questo fa da sfondo a tutto il lavoro. Il movimento e l’energia della luce sono insiti nella maggior parte delle mie immagini; questi aspetti sono semplicemente più concentrati e in primo piano in Quanta. A questo punto ( a 50 anni) mi sento come un bambino che ha appena iniziato l’esplorazione – anche se probabilmente sia ha sempre questa sensazione!

Infine, qual è l’aspetto più affascinante del lavorare con la luce e la fotografia?
L’aspetto rivelatore. Le proprietà e le qualità della luce emergono in modi imprevisti. C’è una dichiarazione perspicace sulla luce, dell’artista James Turrell: “La luce non è tanto qualcosa che rivela, in quanto essa stessa è la rivelazione.” (Da: Zajonc, Arthur Catching The Light. L’intrecciate storia di luce e Mente Londra. Bantam Press, 1993, p.324). Viviamo in un mondo (e dell’universo) saturo di luce, così tanti aspetti sorprendenti rimangono “invisibili”. Mi piace guardare più in profondità e catturare fenomeni luminosi che emergono dalle tenebre.

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Michael Taylor, Quanta, 2014
 

Michael Taylor, fotografo ( 1963, Vive e Lavora a Belfast, Irlanda del Nord, UK)
http://www.michaeltaylorphoto.com
https://www.facebook.com/michaeltaylorphoto

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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