Marco Gastini in duetti: dialogo tra pittura e azione

Marco Gastini

Fino al 10 maggio la mostra di Marco Gastini Duetti presso la nuovissima sede di Nicola Pedana Arte Contemporanea di Caserta. In occasione del vernissage è stato presentato il catalogo con i testi di Valeria D’Urso. Nei lavori di Marco Gastini è costante il dialogo, la tensione tra supporto e pittura (spazio virtuale e spazio reale), così come la poetica del frammento. Gastini utilizza vernice a spray, stock fiber (sostanza che ha la consistenza del velluto), piombo e antimonio, in macchie o sottili tracciati su superfici trasparenti, sul muro, e ancora su carta o su tela, superfici in un rapporto dialettico anche con il suolo, con la parete, con il vuoto nel quale sono sospese.

Il progetto espositivo Duetti coinvolge lo spettatore con un pensiero artistico incentrato su elementi archetipici del gesto, del segno e della materia, verso lo spazio sia fisico che mentale come luogo d’azione della pittura. Le opere si attirano in tensione con rimandi ed echi di colore e di materia, coinvolgendo tutti i lavori in un percorso ambientale. Accomunano tutte le opere i materiali eterogenei tradizionalmente non pittoriciche con la loro fisicità espressiva rendono partecipe l’attenzione percettiva dello spettatore attraverso una forte tensione sensoriale. Ed è ancora Gastini a definire la ragione d’essere della sua ricerca artistica: “La mia pittura aspira alla trasparenza e alla sospensione, vibra e si libra all’interno, non è mai data una volta per tutte e non è mai dichiarata esplicitamente”.

Marco Gastini è nato nel 1938 a Torino, città dove attualmente vive e lavora. La sua prima formazione avviene nel laboratorio del padre marmista. È nel capoluogo piemontese che inizia il suo percorso espositivo muovendo dall’esigenza di superare la stagnazione tardo-informale, per approda­re, in un primo tempo, alla definizione di una pittura fatta di tracce e gesti minimi, prossima ai territori praticati dalla contemporanea minimal art, e successivamente dalla pittura analitica; per poi giungere, verso la metà degli anni ’70, a una visione non più classificabile entro le tendenze codificate del momento. All’inizio degli anni ’70 avviene infatti la svolta radicale, per l’uso di materiali che sembrano apparentemente allontanarlo dalla pittura ma che in realtà ne contraddistinguono un nuovo modo d’intenderla. La problematicità e il rapporto stretto della pittura con lo spazio, sia mentale che fisico, diviene da allora una costante del suo linguaggio. Di questo periodo sono le prime fusioni in piombo e antimo­nio su parete, presentate già nel 1970 a Modena nella rassegna Arte e Critica ’70. Sono sempre primarie ed essenziali, nel suo lavoro, le nozioni di spazio, energia, tensione, il coinvolgimento, l’attrazione e la repulsione nei confronti del contesto in cui si collocano le opere.

Dopo una lunga stagione priva di note timbriche, imperniata su bianchi, neri, graffiti su superfici trasparenti, subentra ora prepotentemente l’uso del colore insie­me ai materiali più disparati, scelti anche per le loro valenze cromatiche: dai legni alle pietre, dalla pergamena al ferro, dal gesso alla terracotta. All’inizio degli anni ’80 intraprende un fitto percorso espositivo scandito dalle personali al Lenbachhaus di Monaco di Baviera nel 1982, alla Galleria Civica di Modena nel 1983, al PAC di Milano nel 1984 a cura di Paolo Fossati, critico che sin dagli esordi è stato il principale interprete del suo lavoro, autore peraltro nel 1988 della monografia uscita per le Edizioni Essegi. Seguono nel 1992 la personale alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, in Villa delle Rose, e l’anno successivo alla Galleria Civica di Trento. Sempre del 1993 è la gran­de antologica al Kunstverein – Steinernes Haus am Römerberg a Francoforte, poi trasferita al Kunstmuseum St. Gallen. “Respiro, aria, luce” – der Atem, die Luft, das Licht – divengono significativamente il titolo con cui l’artista figura all’Orangerie im Schlosspark Belvedere a Weimar nell’estate del 1998, in una personale dominata da Partitura per otto tempi, imponente installazione lunga oltre diciotto metri, composta da una fitta sequenza di tele, vetri, piani trattati a gesso, uniti trasversalmente da tracciati filiformi in ferro.

Nel 2001 la sua città, Torino, gli dedica una ricca antologica a cura di Pier Giovanni Castagnoli presso la Galleria d’Arte Moderna negli spazi della Promotrice, poi trasferita al Lenbachhaus di Monaco di Baviera. Nell’autunno del 2005 nella mostra Echi a cura di Bruno Corà e Werner Meyer, Gastini riunisce alla Kunsthalle di Göppingen una selezione di lavori che documentano la sua ricerca dagli anni ’80 sino agli più recenti. Marco Gastini infine ci dice : “Questa è la pittura, la mia pittura, una pittura che non vuole essere facile, che non deve essere catalogabile, che deve sbilanciare, che deve sfuggire anche alle intenzioni dell’artista. Questo determina la sorpresa sia nello spettatore che nell’artista. Ancora, la pittura non deve essere mai finita, deve galleggiare “sempre viva”: unico lavoro, unica espressione dell’uomo, che vive di continuo, sempre”.

Nicola Pedana Arte Contemporanea
piazza Matteotti 60, Caserta
Marco Gastini in Duetti
dal 22 marzo al 10 maggio
gallerianicolapedana@gmail.com
www.nicolapedana.com

Marco Gastini

 Marco Gastini, Duetti, Installation view, Nicola Pedana Arte Contemporanea.

2012_001 Galleggia tremulo foto Robi 2011-12

 Marco Gastini, Duetti, Installation view, Nicola Pedana Arte Contemporanea.

 Marco Gastini, Duetti, Installation view, Nicola Pedana Arte Contemporanea.

 Marco Gastini, Duetti, Installation view, Nicola Pedana Arte Contemporanea.

2008_014 Gesto sospeso, 2008 foto Claudio Abate da cd Scudo

Marco Gastini, Gesto sospeso, 2008. Photo Claudio Abate

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