Michael Fliri – L’irriducibilità inattuale della purezza

fliri

Torino – In collaborazione con la Galleria Raffaella Cortese di Milano, il Centro Videoinsight®  ospita i video e le fotografie di Michael Fliri. Tra ironia, prove estreme, metafore esistenziali, le creazioni dell’artista, nate a partire da performances, propongono rovesciamenti delle coordinate tradizionali e rituali di passaggio contemporanei.

fliri

Michael Fliri, “Getting to old to die young (hurt)” – 2008 45” Courtesy Raffaella Cortese
 

Il secondo movimento del video-trittico Getting too old to die young, presentato da Michael Fliri al Centro Videoinsight®, mi ricorda la scena del film Per un Pugno di Dollari, in cui Clint Eastwood, dalla lontananza, esorta il nemico a colpirlo, gridando “Spara al cuore, Ramòn!”. Il pistolero solitario si è creato una protezione: possiede una corazza nascosta sotto il mantello. Continuando a cadere e a rialzarsi a ogni colpo esploso, procura nel proprio avversario la paura di trovarsi di fronte a un fantasma, a una concretizzazione di fobie e debolezze, a un castigo per i propri peccati. Il protagonista del video di Fliri, interpretato dall’artista stesso durante una performance, non indossa, come il personaggio del film di Sergio Leone, una lastra d’acciaio per proteggersi dai proiettili, bensì uno strano giubbotto composto da lattine piene di birra. A ogni sparo, una latta esplode. L’anti-eroe arranca, incespica, in slow motion. La bevanda fuoriesce dai contenitori, in spruzzi e schiuma: sangue simulato, mostrato con stupore nella palesata scoperta della finzione, con ironica aggiunta di anidride carbonica. Tentativo di evasione, simbolo di ribellione, sopito desiderio di libertà illimitate e, al tempo stesso, pulsione di morte, l’alcool rappresenta le contraddizioni della giovinezza, l’armatura di difesa contro il mondo esterno. Conscio che il decesso non sarà immediato, ma ripetutamente rimandato, il protagonista finge la propria dipartita, esorcizzando tutte le sue fragilità in un rituale purificatorio.

fliri

Michael Fliri “Early one morning with time to waste”, 2007 video Dvd 5’10” Courtesy the artist and Galleria Raffaella Cortese, Milano
 

Un tale orizzonte western, più che a un esercizio di citazionismo o alla resa di un’atmosfera, sembra fare riferimento a un immacolato luogo della mente, pionieristico limite di purezza a cui tendere, nella sfida individuale alla conquista di spazi incontaminati. Questa sorta di gioco al rialzo si percepisce nella scelta delle colonne sonore, curate, insieme a inquadrature, costumi, suoni e manipolazioni dell’ambiente, dall’artista stesso. Gli accordi di The Man comes around di Johnny Cash scandiscono, ammiccando a un prossimo giorno del giudizio universale in un adeguato scenario apocalittico, le rocambolesche disavventure del personaggio di I’m alone and I’m in hell (2007). Ironica metafora dell’esistenza, il susseguirsi d’incidenti e d’improbabili ostacoli mantiene l’artista intrappolato in un ciclico ripetersi di azioni simboliche, archetipiche per quanto riguarda la percezione della risata che possono scatenare. Le parole e la musica di Black di Bonnie Prince Billy accompagnano il video Let love be eternal, while it lasts (2006) e, nell’avversione al colore nero che propongono, suonano a contrappunto del candore di un paesaggio innevato. Michael Fliri sale faticosamente il fianco di una montagna, utilizzando dei trampoli regolabili in base al livello della neve. Si inerpicherà alle pendici di una vetta che non potrà scalare, perché i supporti avranno ormai raggiunto l’estensione massima. L’amore è il manto bianco da tutelare: il protagonista cerca in tutti i modi di esplorarlo senza calpestarlo, fino a quando la sua durata non sarà annullata in distanza percorsa. Per colmare il tempo con lo spazio, in una natura sublimata, nell’ambientazione di un paesaggio romantico, l’eroe rincorre un traguardo inattuale: la conoscenza come materia e forma, mezzo e fine di se stessa.

fliri

Michael Fliri, “Let love be eternal, while it lasts”, 2006 Video Dvd 3’45”, Courtesy the artist and Galleria Raffaella Cortese, Milano
 

In 0O°°°oo°0Oo°O0 (2010), l’autore, in tenuta da sommozzatore con bombola di ossigeno, percorre, camminando sott’acqua, l’intera lunghezza di una zattera. Apre una porta, sale e scende una scala, compie il tragitto necessario a effettuare un tuffo. Al termine, solleva una botola e si prepara a salire in superficie. Una luce accecante accoglie l’azione impossibile: nuotare nell’aria, dopo aver camminato sul filo dell’acqua a testa in giù! Rovesciamento delle coordinate, l’opera è rito di passaggio e, al tempo stesso, battesimo del fuoco, prova estrema svolta nell’affermazione di un atto di fede irriducibile. Il contrario della nascita non è la morte, ma l’infinito campo dell’eventualità, il luogo in cui ogni azione si equivale, in cui ogni scelta è colma di possibilità e prospettive.

fliri

Michael Fliri, 0O°°°oo°0Oo°O0 , 2010 video dvd 3’55”, Courtesy the artist and Galleria Raffaella Cortese, Milano
 
 
The following two tabs change content below.
Ivan Fassio (Asti, 1979), scrittore, performer, critico d'arte, curatore, organizzatore di manifestazioni letterarie. Il suo primo libro, "Fuori fuoco", è stato pubblicato per le Edizioni Smasher con una prefazione di Ezio Gribaudo. Ha ideato, insieme al compositore Diego Razza, la performance d'interazione poeticomusicale "Mystic Gallery Show". Cura, insieme a Fabrizio Bonci, la rassegna multidisciplinare "Oblom Poesia".

1 Comment

  1. Gingo says: Rispondi

    tristezza, sconforto, cadono veramente le braccia.Se la volete chiamare arte, fate pure. A me sembra un gioco per bambini annoiati e viziati.

Rispondi