Michele Parisi. La nostalgia del presente

Michele Parisi - Oblio-6

La natura semantica delle rovine si colloca esattamente a metà tra l’oblio e il ricordo: se il primo è causa della loro stessa esistenza, esse permangono nel paesaggio, rassicurando la mente che la morte non sia la fine di tutto. Per il loro legame privilegiato con lo scorrere del tempo, le rovine hanno nei secoli esercitato un’immensa fascinazione sugli artisti, a cui va il merito di aver bloccato l’avanzamento del degrado di cui sono vittima nell’attimo in cui le hanno dipinte, cantate, fotografate, descritte.

Michele Parisi, artista trentino nato nel 1983, si è posto molteplici interrogativi sul senso della memoria in riferimento non tanto alle testimonianze del passato glorioso – seguendo quindi un’attitudine cara ai “rovinisti” settecenteschi – quanto alle rovine che il presente genera con processi di distruzione immediata, che, al di là di un decadimento lungo e graduale, hanno spazzato in poco tempo intere città, quali Palmira, Hatra e Nimrud. Proseguendo un discorso cominciato con il progetto Irae, inserito nella mostra collettiva “Arte Forte”, l’artista ha realizzato per la sua personale presso la Paolo Maria Deanesi Gallery di Trento, “Oblio”, a cura di Gabriele Salvaterra, un nuovo corpus di lavori che ci pongono di fronte alle stesse domande e contraddizioni. Operando con la sapiente fusione di fotografia e pittura che caratterizza il suo percorso artistico, Parisi accosta immagini di recenti guerre e distruzioni, tratte talvolta dal web e da Google Earth, altre direttamente dai frame televisivi dei notiziari o dai reportage fotografici dei quotidiani, a seducenti vedute a volo d’uccello di Roma e Parigi. Queste “città ideali”, meta nel passato di leggendari grand tour, sono colte da Parisi in un fotogramma “da cartolina”, che racchiude in un’apparentemente imperturbabile perfezione architettonica un senso di vaga nostalgia del presente, come se l’istante fermato dall’opera non fosse destinato a durare. Gli stessi monumenti, che delineano l’identità della città, non sono altro che un tentativo tutto umano di aspirazione all’immortalità, la cui vacuità è rimarcata dall’assenza di qualsiasi riferimento alla quotidianità: nessuna automobile, nessun volto, nessun animale percorre gli Champs Elisées, al Colosseo non c’è l’ombra di un turista.

In questa dimensione a-temporale il percorso espositivo di “Oblio” prosegue con una serie di lavori apparentemente indipendente, allestiti in una sorta di “project room” della galleria, ispirati alla storia di Giuditta e Oloferne; il focus di queste opere si gioca su una delicata sineddoche rappresentativa, in cui le mani di molte persone, fotografate dall’artista, si identificano con le mani assassine – eppure eroiche / erotiche – di Giuditta. Mani che compiono azioni casuali, colte in pose delicate e sensuali, mani dimenticate, immobilizzate nell’attimo inerte che precede un gesto folle. Il dispositivo narrativo legato alla leggenda biblica è più esplicitamente descritto nella citazione scultorea che funge da trait-d’union per tutti i lavori in mostra: l’insolito dettaglio della testa dell’Oloferne di Donatello svela con distacco compositivo l’enigma delle mani senza corpo, e delle vedute paesaggistiche. Tutti i soggetti sono posti sullo stesso piano interpretativo dalla monocromia dominante, il cui effetto delicatamente opaco costringe lo sguardo a una visione filtrata e liberamente interpretabile. Il velo dell’oblio incombe sulla nitidezza del ricordo.

Michele Parisi - Oblio, 2017 exhibition view - Courtesy Paolo Maria Deanesi Gallery-31

Michele Parisi – Oblio, 2017 exhibition view – Courtesy Paolo Maria Deanesi Gallery

Michele Parisi - Oblio, 2017 exhibition view - Courtesy Paolo Maria Deanesi Gallery-5

Michele Parisi – Oblio, 2017 exhibition view – Courtesy Paolo Maria Deanesi Gallery

Michele Parisi - Oblio, 2017 exhibition view - Courtesy Paolo Maria Deanesi Gallery-7

Michele Parisi – Oblio, 2017 exhibition view – Courtesy Paolo Maria Deanesi Gallery

Michele Parisi - Oblio, 2017 exhibition view - Courtesy Paolo Maria Deanesi Gallery-15

Michele Parisi – Oblio, 2017 exhibition view – Courtesy Paolo Maria Deanesi Gallery

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