Micol Assaël all’Hangar Bicocca

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Cinque istallazioni, cinque microcosmi legati tra di loro da una componente importante e sottile: la musica. Hangar Bicocca, lo spazio milanese di Pirelli ospita, dal 31 gennaio al 4 maggio, la mostra dell’artista Micol Assaël, il cui titolo ILIOKATAKINIOMUMASTILOPSARODIMAKOPIOTITA è misterioso e sembra uno scioglilingua.

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Micol Assaël, Untitled 2004
 

Micol Assaël nasce a Roma nel 1979 ma dopo la laurea in filosofia è sempre vissuta all’estero, spostandosi tra l’Islanda, la Germania, la Russa e la Grecia e oggi è una tra le figure più originali dell’arte internazionale, con presenze nelle più importanti biennali e in numerose istituzioni tra cui il Palais de Tokio di Parigi e la Kunstalle di Basilea. La sua ricerca si è da sempre concentrata sui fenomeni fisici, termostatici ed elettrici, che permettono di mettere in gioco gli aspetti cognitivi e sensoriali del pubblico, utilizzando dispositivi obsoleti, materiali in disuso, e basandosi sullo studio di teorie scientifiche superate e il rapporto tra il visibile e l’invisibile nei fenomeni fisici e negli eventi naturali, in cui è presente un alto grado d’incontrollabilità da parte dell’uomo.

Micol Assaël. Sub (2014)

Micol Assaël, Sub 2014
 

La mostra progettata appositamente per gli spazi dell’Hangar Bicocca è costituita da opere che consistono in ambienti chiusi e apparentemente impenetrabili come celle o containers (quattro coprono il periodo tra il 2003 e il 2009 e non era mai stati prima d’ora mai esposti insieme) e una nuova opera pensata per trasformare lo spazio espositivo in un ambiente simile alla sala macchine di una nave intitolata Sub, in cui si assiste al fenomeno della nascita di cariche elettrostatiche prodotte da un generatore Kelvin che costituisce il cuore dell’opera. 432Hz (2009), è un involucro di legno che racchiude un prezioso mondo iridescente che rivela la centralità della natura nella ricerca di Micol Assaël.

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Micol Assaël, Mindfall 2007
 

Vorkuta (2003) è stata realizzata sulla scia delle memorie di un viaggio compiuto dall’artista in Siberia, è una cella frigorifera la cui temperatura di -30° contrasta con una sedia regolata da un termostato interno e mantenuta a +37°C. Mindfall (2007) è costituita da un container di recupero con una sedia e dei tavoli, su cui sono disposti 21 motori elettrici che, accesi a intermittenza uno dopo l’altro, creano una sorta di composizione musicale sull’esempio della opere di tradizione futurista. Infine Senza Titolo (2003), presentata alla 50a Biennale di Venezia è una piccola stanza in ferro attraversata da correnti di aria calda e fredda convogliate nello spazio da potenti ventilatori.

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Micol Assaël, Mindfall 2007
 

Bastano cinque istallazioni per farci sentire come esperimenti, quasi volessero mettere alla prova nell’intimo l’essere umano, sconvolgendolo seppur con un’inaspettata delicatezza. I cinque sensi sono coinvolti col fine di determinare un percorso fatto da freddo, vento, odore di combustibile, il rumore dato da un alveare e quello della corrente che attraversa l’acqua. Lo scopo di Micol Assaël è quello di far riflettere sull’emozione provata e su aspetti che nel grande trambusto della realtà contemporanea diamo per scontati, o peggio non siamo più abituati a percepire e sentire. Il fruitore è accolto in un luogo quasi desolante ma in un certo senso magnetico. La comprensione che vuole condividere l’artista è però personale e differente in ciascun individuo e, oserei dire, provocare sensazioni differenti nello stesso individuo in differenti momenti.

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Eleonora Gargantini

Una Laurea Magistrale in Storia dell'Arte in tasca e la necessità di mettere nero su bianco la mia creatività mi hanno portata a scrivere su Juliet Art Magazine e su altre riviste on-line riguardanti il settore artistico. Amante degli aspetti semplici, ma non banali della vita, cerco il sublime in un cielo plumbeo prima di un temporale estivo, e non so resistere alla dolcezza di una crostata alla marmellata di mirtilli.

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