Missoni. L’arte, il colore

Ottavio-Missoni,-Arazzo,-1981,-patchwork-di-tessuti-in-maglia,-cm-171x168,-Fondazione-Rosita-e-Ottavio-Missoni

Quando la moda si ispira all’arte, quando le idee dialogano con le tecniche artigiane più sofisticate, quando è un filo di lana, cotone o seta a intrecciare forma e colore, è allora che si può assistere a un riuscito esperimento creativo e imprenditoriale: il brand Missoni. Attorno a questi nuclei tematici il MA*GA di Gallarate (VA) dedica, dal 19 aprile al 8 novembre 2015, a Ottavio e Rosita Missoni – città che scelsero nel 1953 come sede del loro primo laboratorio di maglieria – la mostra MISSONI, L’ARTE, IL COLORE, curata da Luciano Caramel, Luca Missoni e Emma Zanella.

Il percorso espositivo articolato in differenti sezioni accompagna lo spettatore alla scoperta della Maison Missoni indagando il proficuo e ininterrotto scambio che i due fondatori ebbero con le maggiori correnti artistiche europee del ‘900. Conoscitori e appassionati d’arte seppero contaminare fin dagli esordi la loro creatività in maniera eclettica e originale, traendo spunti e suggestioni dalle avanguardie del XX secolo per la realizzazione delle loro inconfondibili opere sartoriali. Affascinati dall’astrattismo lirico di Sonia Delaunay, dai contrasti cromatici di Kandinsky, dal Futurismo di Balla e Severini e, non da ultimo, come afferma Luciano Caramel, “da Paul Klee, fondamentale per la comprensione della loro complessa cultura e pratica pittorica”, i Missoni hanno ideato i loro capi da passerella utilizzando arditi e complessi accostamenti di colori, che Ottavio Missoni ha combinato anche per la realizzazione di una serie di arazzi presenti in mostra che paiono suggerire un ipotetico dialogo con i cangianti tessuti filati di Alighiero Boetti.

Se Walter Benjamin aveva individuato nella serialità uno dei sintomi propri del declino dell’arte, i Missoni, dal canto loro, hanno saputo esaltare ed elaborare in sempre differenti combinazioni una ritmica geometrica e cromatica seriale – derivante da una poetica di carattere costruttivista e concretista – facendone distintivo marchio di fabbrica.

La mostra prosegue con una serie di installazioni immersive, progettate da Luca Missoni e Angelo Jelmini, “I filati sono il medium per il colore che, lavorato a maglia, prende profondità e rilievo”, scrive Luca Missoni. Caratterizzate da una profonda fusione tra la ricerca di materia e colore, proprie del fashion design e una dimensione ambientale e scenografica, le opere avvolgono lo spettatore in quello che è l’universo Missoni, interessante connubio tra l’aspetto artigianale e il mondo glamour della moda. L’esposizione fa inoltre parte dei circuiti Grand Tour EXPO e Officina Contemporanea [OC]. Con il patrocinio di EXPO, Padiglione Italia EXPO e Convention and Visitors Bureau.

Chiara Mastelli

Veduta dell_installazione Le forme della moda con abiti Missoni dal 1953 al 2014. Photo Marco Cappelletti

Veduta dell’installazione Le forme della moda con abiti Missoni dal 1953 al 2014. Photo Marco Cappelletti

Veduta della Sala degli Arazzi. Appesi, gli arazzi di Ottavio Missoni. Photo Marco Cappelletti

Veduta della Sala degli Arazzi. Appesi, gli arazzi di Ottavio Missoni. Photo Marco Cappelletti

Ottavio-Missoni,-Arazzo,-1981,-patchwork-di-tessuti-in-maglia,-cm-171x168,-Fondazione-Rosita-e-Ottavio-Missoni

Ottavio Missoni, Arazzo, 1981, patchwork di tessuti in maglia, cm 171 x 168, Fondazione Rosita e Ottavio Missoni

Ottavio-Missoni,-Studio-per-arazzo,-s.d,-matita-colorata-su-carta-quadrettata.-Fondazione-Ottavio-e-Rosita-Missoni.

Ottavio Missoni, Studio per arazzo, matita colorata su carta quadrettata. Fondazione Ottavio e Rosita Missoni.

Ottavio Missoni, Senza titolo, 1973, acrilico su tavola, cm 98x173. Collezione privata

Ottavio Missoni, Senza titolo, 1973, acrilico su tavola, cm 98 x 173. Collezione privata

 

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