Mists. Francesca Bonfatti

FrancescaBonfatti_Boundary space revelation space

Francesca Bonfatti racconta : “la mia ricerca artistica e umana ruota intorno al concetto di spazio di rivela-azione, quel confine labile tra dove siamo e dove appariamo.  L’apparenza come rivelazione per portare ‘oltre’ le esperienze sensibili, in uno spazio di presenza visibile, in un luogo dell’imprevisto, del “possibile”, quindi del cambiamento, attraverso un’ incessante muta-azione fisica e sensoriale che il corpo registra nel suo stare al mondo e con esso nel suo divenire, sperimentando un percorso di conoscenza. Come un vero e proprio corto circuito il corpo ha un senso di apparizione per poi venire meno, essere distanza, sottrazione e assenza da sé mediante un processo di dissoluzione  in frammenti in tracce mnestiche percettive, che riconducono a un intero. Tra la serie di foto che presento Mists (Nebbie), un non tempo un non luogo, è il titolo metaforico di un progetto e il filo conduttore di un lavoro che sto sviluppando attraverso tecniche e linguaggi diversi, un percorso visivo restituito da input visivi – uditivi – narrativi che si fondono e sono restituiti attraverso fotografie, poesie, video sonori, installazioni. Un “itinerario della percezione”, tra fenomenologia e poesia della visione, che esplora spazi fisici e mentali attraverso le suggestioni  di autori che ci hanno parlato della nebbia, ma anche un percorso personale del percepir-si e dell’essere percepiti”.

Francesca Bonfatti_Mists I

Francesca Bonfatti_Mists III

Francesca Bonfatti_Mists V

Francesca Bonfatti_Mists

Francesca Bonfatti_Sound(la percezione  dell'invisibile)(2)

FrancescaBonfatti_Boundary space revelation space

FrancescaBonfatti_Hands

Francesca Bonfatti in arte “Gelidelune” è un’artista – fotografa – videoartista romana che vive e lavora a Venezia. La fotografia come  linguaggio e mezzo di espressione è una necessità che avverte fin da bambina : “mi nascondevo tutto il tempo in una stanza a sognare e a pensare per immagini con l’oggetto dei miei desideri, una macchina fotografica… manipolavo lontano dagli occhi di tutti questo scrigno misterioso e sofisticato affascinata, cercando di vedere come attraverso una porta magica la distanza tra me e la vita mi circondava”. La “distanza”  è la chiave di lettura di ogni lavoro o progetto fin qui realizzato, che di volta in volta assume un valore e una significato reale o simbolico: ora di metafora – rivelazione del mondo distante dell’io, ora paradigma e modello di misura ideale di riferimento alle effimere realtà sensibili. I lavori sono stati selezionati per mostre sia in Italia che all’estero e per progetti editoriali. L’agenzia di comunicazione artistica (la Art + Commerce di NY), ha offerto una licenza per la loro commercializzazione.

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