Mondino ‘Untitled’ (sweet dream), 2016

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Come quel personaggio calviniano esploratore instancabile di sentieri nascosti, gli unici a lui accessibili, che conducono chi li sa percorrere verso giardini segreti, Aldo Mondino lega il filo capriccioso della storia a palloncini colorati, erige solidi muri di zucchero raffinato, nuota in piscine gommose di Marshmallow e balla la Sufi Dance al ritmo circolare della Spirale di juta da souk orientale, quando il gioco e l’ironia accompagnano naturalmente l’esercizio costante della mano e l’occhio affida all’immaginazione il dono della vista, per giungere alla sintesi estrema e stupire, anche a parole. Così MarcovAldo Mondino lasciano Torino per ritrovarsi a Genova, sede della retrospettiva “Aldo Mondino. Moderno, Post-moderno, Contemporaneo”, promossa dal Museo di Villa Croce in collaborazione con l’Archivio Aldo Mondino e Palazzo della Meridiana.

Se ad accoglierci è l’artista stesso con Mon Dine (1992), autoritratto che strizza l’occhio a “Red Robe” di Jim Dine, sono l’insieme delle sue opere pittoriche, scultoree e ambientali a chiarire la portata di una ricerca artistica unica e poliedrica, che affonda le radici nel terreno fertile di una cultura vastissima, tutt’altro che vincolata all’immaginario assoluto, ma piuttosto ‘operaio’ e, in ultima analisi, sognante. È un percorso di suggestioni sensoriali, gustative e aleatorie (all’Arte Povera offre cioccolatini e caramelle), che dialogano felicemente con lo scenario urbano, teatro stabile: da Villa Croce e Palazzo della Meridiana fino alla Casa di Colombo e L’Acquario, passando per Palazzo Ducale, quelli di Strada Nuova e le terrazze di Palazzo Reale, rispettando un andamento cronologico.

Si tratta di valorizzare, nelle intenzioni della curatrice Ilaria Bonacossa, una ricerca inesauribile, coltivata dalla lezione passata e presente, divenendo anticipatrice di quella futura, grazie alla conoscenza del mondo, dei suoi culti, umori e passioni di fondo: Mondino colleziona Autografi, si diverte ad accoppiarli come fa con La Porta e la Tenda omaggio a Casorati (1964), quindi con la tradizione del Novecento italiano e la più recente Pop Art; si interessa della cultura mediorientale come reazione al clima postindustriale e la trasforma in una Festa Araba (1985) su linoleum, un nuovo Start (1996), come la passione per le manifestazioni storiche e i suoi riti, personificati dai Dervisci (1993) e la loro performance spirituale, la stessa dell’artista che li raggiunge attraverso la pittura. Ancora, immortala le figure di Degas in un Grande Arabesque (1995) dalla testa di pesce e si occupa di botanica con la serie di Cacciatori di orchidee (2004), mentre di bronzo sono le sculture Busto Arsizio (1993) e Torso Torsolo (1996), insieme a Boccioni’s Mom (1992) collocate sul terrazzo di Palazzo Bianco: composizioni frutto del suo ‘difetto’ di vista, poi risolte attraverso il ricorso alla citazione storica.

Scorci suggeriti attraverso un lavoro corale anche nella riproposizione museale, che abbracciando quarant’anni di ricerca artistica non può fare a meno di indicare nuovi e stimolanti legami, come quello tra l’arte di Mondino e l’Espressionismo tedesco (Sigmar Polke ad esempio), oltre a rivelare la poesia di quelli di vecchia data. Ali Ali Alighiero si schiude quando ormai “l’aeroplano, attraversata la fitta coltre di nebbia, volava nel cielo limpido delle grandi altezze”. Esco sorpresa e un po’ ubriaca da questa visita, sotto un sole che scopre quello rivelatosi all’artista nel 1967, completandolo.

Aldo Mondino. Moderno, Post-moderno, Contemporaneo
Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, via Jacopo Ruffini 3 – Genova
Fino al 27 novembre 2016. Mercoledì – venerdì 12.00-19.00; sabato, domenica e festivi 10.00-20.00

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Essaouria 94 (Trittico), 2004 – Aldo Mondino, olio su linoleum, 120 × 270 cm. Photo credit: Archivio Mondino

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Pensione Fuentes, 1985, olio su tela, 340 x 180 cm. Courtesy: Collezione La Gaia, Busca (CN). Photo Credit: Edoardo Mirabella Roberti. Mon Dine, 1992, olio su linoleum, 188 x 138 cm. Courtesy: Luisa e Alessandro Bargiacchi. Photo Credit: Edoardo Mirabella Roberti

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Aut-OP, 1965, tecnica mista, 100 x 100 cm. Courtesy: Archivio Aldo Mondino e Galerie Isabella Bortolozzi, Berlino. Photo Credit: Edoardo Mirabella Roberti

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Start, 1996, smalto su fibra di vetro, 12 elementi di varie misure. Courtesy: Galleria Alessandro Bagnai, Foiano della Chiana (AR). Photo Credit: Edoardo Mirabella Roberti

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Essaouria 94 (Trittico), 2004 – Aldo Mondino, olio su linoleum, 120 × 270 cm. ©HenrikBlomqvist

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