Moving Tales – Racconti in movimento. Opere video dalla Collezione La Gaia

Babel Series (1999) Candice Breitz

Il complesso monumentale di San Francesco di Cuneo, di origine medioevale, passato attraverso vicende, note a molti altri edifici ecclesiastici, con le requisizioni napoleoniche e la trasformazione in quartiere militare, per essere poi sottoposta a restauro già nel 1928-29 e poi nel 67 dal Comune e infine nel 2009, è attualmente molto ben tenuto e conserva affreschi notevoli come quelli della quinta cappella della navata destra o della seconda a sinistra a opera di Pietro da Saluzzo e frammenti di pavimento a vista con una vetratura che segna il passaggio in entrata. Un luogo ideale per accogliere, nella mostra Moving Tales – Racconti in movimento, una selezione di opere video della ricchissima Collezione La Gaia di Bruna e Matteo Viglietta.

Siamo accolti dal gesto dell’indice di Douglas Gordon Scratch Hither (2001) che ci invita a entrare nel bel mezzo della navata centrale da cui abbiamo una visione d’insieme della scena, e dell’idea vincente della curatrice, Eva Brioschi con la collaborazione di Manuela Galliano, che è stata quella di distribuire le opere su monitor nella navata centrale, le proiezioni su schermo grande  in quelle laterali, e le installazioni video nelle cappelle. Come quella di Gary Hill Up Against Down (2008) con una perfetta interazione tra opera e spazio. Mani, piedi, braccia, gambe, testa, premono contro pareti e soffitto affermando il regno dell’azione su quello della parola. Uno sforzo sovrumano che ci viene restituito dalle dimensioni mega delle parti del corpo dell’artista. Sul piano del minimalismo massimo si pone invece il video di Mircea Cantor Vertical Attempt (2009) della durata di un secondo, tanto è il tempo che impiega un bimbo a tagliare un getto d’acqua che scende da un rubinetto. Un colpo di forbice che risuona ogni sette secondi come un monito sull’effimera natura del fare. Anche qui protagonista è l’assurdità dell’azione come nel video Boxing (1977) di Ion Grigorescu. Qui l’artista nudo prende a pugni un fantasmatico se stesso, opera che assume valore anche politico se si pensa che l’artista girava i suoi video in clandestinità visto che le sue opere, nel periodo di Ceausescu, sarebbero risultate scandalose e quindi destinate a repressione. E che dire poi dell’interrogatorio inquisitorio a cui si sottopone Rosemarie Trokel con Continental Divide (1994) vestita come la sua torturatrice che le chiede ripetutamente “Chi è il miglior artista?”. La drammatizzazione della situazione porta all’estremo la demenzialità della domanda che non può avere risposta nonostante l’artista ci provi con tutti i nomi possibili dei maggiori suoi colleghi compresa se stessa.

In Between (2001) Ra di Martino mette in scena un altro dialogo dell’assurdo. In una Roma assolata e deserta un personaggio interpella in inglese un altro che sembra non capire; quando il primo se ne va l’altro rimane perplesso e frastornato da questo fallimento. Può sembrare assurda anche la situazione per cui durante la rivoluzione sandinista mentre gli altri combattono uno si metta a suonare il clarinetto. Ma stiamo parlando di Alfredo Jaar e con lui c’è sempre una risposta politica in positivo. Sui grandi schermi le opere di Kendridge, Mendieta, Abramovic, Paci, Chieh-jen dei quali è inutile dire. Così come di Viola e della Galindo. Joan Jonas ci introduce nel suo video-teatro a forma di scatola trapezoidale riprendendo la propria ombra mentre recita una poesia: My New Theater: In the Shadows a swadow (1999). Jordan Wolson con Infinite Melancholy (2004) ci fa riflettere sulle alterne vicende dell’umana avventura stendendo un infinito velo virtuale con il nome di Christopher Reeve, da super-uomo sullo schermo a invalido in carrozzella nella realtà. E ancora tra finzione e realtà si muove Jonathan Horowitz  con the soul of Tammi Terrel del 2001 che su due video mette a confronto la vita di Tammi Terrel cantante morta di cancro e quella del film con Susan Sarandon malata di tumore. E così Valie Export che provoca gli spettatori all’ingresso di un cinema presentandosi come creatura di mezzo, o invitandoli a entrare con una mano nella scatola-video posta all’altezza del suo seno e toccare. Nel video qui presente Body Tape (1970) l’elemento di mezzo tra la telecamera e l’artista è un vetro su cui si celebrano delle azioni minimali. Con una installazione di sette monitor nella zona dell’altare Babel Series (1999) Candice Breitz ritaglia un frammento di una canzone di star della musica e le riduce a un Ma,Ma, Ma o a un No,No,No. Un lavoro sul linguaggio che parte da Wittgenstein e dalla lallazione infantile per farci partecipare alla costruzione del senso dell’opera.

E ancora la sofferenza di Bas Jan Ader, lo studio sul suono di Ryszard Wasko, lo studio sulla gestualità che si concretizza in un disegno-groviglio di Pierre Bismuth, (lo sceneggiatore premio Oscar di “Se mi lasci ti cancello”), la video-poesia di Ugo Giletta che si avvale di un testo di Alda Merini, la performance di María Teresa Hincapié in Vitrina (1989) che coinvolge i passanti col suo quotidiano femminile, l’uso di materiale d’archivio di William E. Jones per parlare dei problemi degli omosessuali piuttosto che dell’infanzia come in Aggrssive child (2010), l’uso del corpo di Anna Maria Maiolino, il gioco di resistenza a tenere gli occhi aperti fino allo stremo in Marzia Migliora, la bocca di Ene-Liis Semper in cui interrare una pianta e innaffiarla per creare un Oasis (1999), la performance remunerata di persone pagate per mettere in scena il loro sfruttamento in Santiago Sierra, il tamburellare delle dita di una scolaresca in contrapposizione allo scatenarsi di tuoni e fulmini in Victor Alimpiev. Ed è solo una piccola parte dell’immensa Collezione La Gaia di Bruna e Matteo Viglietta ….

Moving Tales – Racconti in movimento.
Opere video dalla Collezione La Gaia di Bruna e Matteo Viglietta.
A cura di Eva Brioschi
Cuneo. Da venerdì 24 giugno 2016 a domenica 28 agosto 2016

Babel-Series-(1999)-Candice-Breitz

Babel Series (1999), Candice Breitz

Cantor---Vertical-Attempt-(2)

Mircea Cantor, Vertical Attempt, 2009, video, 1” (loop) still from video

ChiehJen_Factory-(2)

Chen Chieh Jen, Factory, 2003 video, still from video

JoséGalinedo_QuienPuede-(10)-(2)

Regina José Galindo, Quien puede borrar las huellas?, 2003, video, still from video

BRUNA+MATTEO-mondino

Gaia di Bruna e Matteo Viglietta

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