MUDEC MILANO: Africa. La terra degli spiriti

Allestimento mostra "Africa. la terra degli spiriti.", sculture antropomorfe in legno.

Varcare la soglia ed entrare in un mondo fatto di  maschere, figure rituali e magiche, feticci, oggetti di potere, oggetti d’uso. In una parola: Africa. Il luogo dove l’arte è la linea di congiunzione tra natura e la terra degli spiriti, quella che non si vede, ma è più presente che mai, quella che un europeo non potrà mai comprendere fino in fondo se non permette alla magia e al sovrannaturale di catturarlo e di portarlo in mondi sconosciuti e inediti. Tutto questo sarà possibile fino al 30 agosto al Museo delle Culture di Milano, il MUDEC, visitando la mostra “Africa. La terra degli spiriti”.

L’esposizione è organizzata come se fosse un percorso narrativo, costituita da più sezioni, o meglio “capitoli”, dove piano piano si apprende, grazie alle 270 opere esposte, il percorso evolutivo dell’arte africana dal lontano Medioevo sino a oggi. Le opere in mostra vengono rilette sia alla luce della cultura occidentale che della vita quotidiana delle popolazione dell’Africa Nera. A differenza di quanto si possa pensare, l’arte africana nasce da tradizioni precise dei popoli del tempo, si tratta di un’arte che è stata capace di parlare ai grandi maestri delle avanguardie del ‘900, come Picasso, Matisse e Giacometti, che per primi ne hanno sottolineato il valore estetico. L’obiettivo dichiarato dei curatori, è stato infatti quello di sottrarre gli oggetti all’attenzione dell’etnografia per restituirli a una nozione di espressione estetica e creativa. Arte, nel vero senso della parola, espressione artistica senza necessariamente funzionalità pratiche.

Di fondamentale importanza è sottolineare che gli artisti africani, non copiano la realtà del visibile, anzi, si discostano totalmente da realismo. Le opere esposte, che riflettono la vita quotidiana, sono il frutto di rielaborazioni mentali del visibile successivamente rilette in chiave sia occidentale che dell’Africa nera. L’impatto visivo della mostra è forte e si snoda attraverso sei ambienti in successione nei quali l’arte africana viene raccontata seguendo un doppio registro interpretativo: da una lato la nostra visione dell’opera d’arte non può prescindere dai codici estetici occidentali, e dal condizionamento dovuto ai riferimenti all’arte africana operati da celebri artisti del ’900, dall’altro, nella cultura tradizionale africana l’opera non è semplice ricerca formale ma si identifica con il soggetto raffigurato, e quindi con il contenuto stesso della rappresentazione. Le opere, percepite dallo spettatore come immagini/segno sono così le protagoniste indiscusse e vengono presentate come su un palcoscenico, poste nelle stanze buie e illuminate da faretti che consentono di farle emergere dall’ombra, come per farle “scoprire” a noi occidentali e come se fossero archetipi, progentitori, i punti di partenza dove possiamo riconoscerci.

Allestimento mostra

Allestimento mostra “Africa. la terra degli spiriti.”, sculture antropomorfe in legno.

Statua per uso magico-religioso, in legno, pelliccie, piume, collane in pietra

Statua per uso magico-religioso, in legno, pellicce, piume, collane in pietra

Cavaliere, dell'Atelier Bamana di Segou, nel Mali, inizio XX secolo

Cavaliere, dell’Atelier Bamana di Segou, nel Mali, inizio XX secolo

 

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Eleonora Gargantini

Una Laurea Magistrale in Storia dell'Arte in tasca e la necessità di mettere nero su bianco la mia creatività mi hanno portata a scrivere su Juliet Art Magazine e su altre riviste on-line riguardanti il settore artistico. Amante degli aspetti semplici, ma non banali della vita, cerco il sublime in un cielo plumbeo prima di un temporale estivo, e non so resistere alla dolcezza di una crostata alla marmellata di mirtilli.

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