Niko the Ikon e Tierney Finster

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 Niko Karamyan (1992) e Tierney Finster (1991) hanno vinto il Re Rebaudengo Serpentine Prize a cura di Hans-Ulrich Obrist e Simon Castets. La coppia, che ha iniziato a collaborare nel 2004 dopo l’inizio delle scuole medie, indirizza la propria ricerca e interesse verso la cultura globale contemporanea rappresentata sopratutto dall’uso di Internet. Affascinati e motivati da temi come per esempio l’amore, trattati da una prospettiva ironica, Niko e Tierney sono in grado di parlare d’identità, sessualità, genere, potere economico etc. in maniera molto diretta e puntuale. Abbiamo incontrato Tierney Finster per parlare del loro recente lavoro.  

Conoscete probabilmente il famoso libro di Roland Barthes intitolato “Frammenti di un discorso amoroso” nel quale l’autore si trova davanti all’impossibilità di definire univocamente ciò che l’amore è, dovendo piuttosto ricorrere a celebri aneddoti o immagini tratte dalla letteratura classica. Mi piacerebbe sapere se avete una definizione d’amore e in che modo questo è divenuto forza creativa per il vostro lavoro? 
Non ho una definizione d’amore che abbracci pienamente tutte le esperienze che sono associate all’amare o all’essere amati. E probabilmente non m’interessa trovare un definizione singolare e totalizzante. Sono più interessata a fare esperienza dell’amore, e sono altrettanto ossessionata dal modo in cui gli altri hanno cercato di condividere le loro esperienze amorose e rapporti con gli altri. Mi piace che l’amore sia un ambito di studio nel quale le narrazioni personali vengono quasi sempre privilegiate, e mi piace che l’amore sembri essere una cosa intrinsecamente creativa. L’amore è ciò che genera – le fantasie, le famiglie, e le amicizie. Le fantasie che l’essere (o almeno il sentirsi) innamorati può ispirare sono il punto cruciale dei video di CAUGHT FEELINGS, ma a parte ciò l’amore sembra avere sempre una qualità produttiva. L’amore fa nascere. L’amore collega. Rev Run from Run D.M.C. aveva un reality show su MTV nel quale finiva tutte le sue mail, che erano di solito inviate da una vasca da bagno, con “Dio è amore, REV RUN”. Ovviamente lui non possiede queste parole, ma le ho spesso in mente con la sua voce. Dio è amore; l’amore è Dio. Entrambe sono energie universali che sostengono il mio interesse per la vita. Questo è ciò che posseggo di più vicino a una definizione. 

Nella serie CAUGHT FEELINGS vi è una continuità nella narrazione e l’evoluzione dei personaggi, come se i tre video fossero capitoli di un libro. La vostra è quasi una “concept series” dove l’amore è l’aspetto principale che traccia il filo della vostra pratica, sei d’accordo?
Sì. Mi piace l’idea che ogni video sia come il capitolo di un libro, un capitolo di un romanzo a puntate. In generale, mi piace seguire i personaggi che mi coinvolgono in mondi diversi. È come quando il tuo programma TV preferito fa dei flashback nel passato o entra in una sequenza di sogno. Così eccitante. La cosa migliore è vedere persone che già conosci ma trapiantate in nuove realtà. Sia nella vita reale che nell’arte e lo spettacolo. Ogni video è una diversa manifestazione della stessa cosa, ma in fasi diverse. È come giocare a travestirsi. Niko e io siamo entrambi molto bravi a farlo. L’idea che possiamo rappresentare chiunque vogliamo, essere qualsiasi cosa, e andare ovunque, ma restare sempre noi stessi.

Inoltre, la forte influenza di Internet sulla vostra generazione, come ha cambiato l’esperienza dell’amore? In che modo conservate un certo ché di originale sull’amore, mostrando e raccontando storie d’amore?
Internet ha praticamente cambiato tutto, giusto? Ciò che preferisco di CAUGHT FEELINGS è che, almeno a mio parere, i video parlano di qualcosa di universale. L’amore non è contingente su qualsiasi cosa. Siamo tutti programmati per l’amore e l’intimità e lo siamo sempre stati. Questo è quello che io e Niko cerchiamo di privilegiare nella nostra vita e nelle cose che facciamo – essendo esseri umani funzionanti con un sacco di sentimenti e impulsi e che non consentono alle nostre vite tecnologicamente immerse di diminuire o far scomparire quest’esperienze. Vogliamo solo essere umani con altri umani. Ma esistiamo anche on-line. E passo molto tempo a considerare il modo in cui la realtà sociale di oggi influenza la cultura dominante sull’amore. Non ha senso perdere tempo a chiedersi come sarebbe la nostra vita amorosa se non ci fosse Internet, e la nostra generazione l’ha sempre avuta. Non è una scelta che abbiamo fatto; si tratta di una serie di circostanze nelle quali siamo nati. 

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Niko the Ikon and Tierney Finster, Drop, 2012.

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Niko the Ikon and Tierney Finster, Can We Talk, 2012.

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Niko the Ikon and Tierney Finster, Drop, 2012.

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Tierney Finster, photograph by Alberto Gonzalez, hair and make up Carlota Gonzalez

In riferimento alla domanda precedente, potremmo dire che nei vostri video ricreate il contesto sognante e immaginario dei vostri desideri inconsci e passioni? Come se la performance dei video musicali fosse una sorta di terapia o un momento nel quale le regole vengono sospese, quasi come un carnevale?
Certo. Fare video è un modo di sognare. È per questo che lo facciamo. Almeno, questo è il motivo per cui lo faccio. Sarei folle se non mi prendessi il privilegio di agire sotto personalità diverse tutte le volte che voglio. Anche se questo significa parlare con Photobooth per un’ora nella mia camera da letto e non condividere con nessuno i miei video. La gente a volte pensa alle foto e ai video come probatori. Io penso a loro come portali. Alcune cose possono far riflettere, ma un sacco di cose sono trasfigurazioni di passioni che ho sin da quando ero bambina. O che ho scoperto di recente. Tu parli di carnevale. Storicamente, il tempo del carnevale era quello in cui gli ordini venivano sconvolti – un periodo in cui i contadini potevano agire come i potenti. Questo è quello che provo quando lavoro assieme a Niko. Amo i media. L’idea che io possa farne uno e non solo guardarlo o consumarlo è incredibile. Poter fare di tutto significa creare o adottare realtà che abbiamo sempre sognato di avere, separatamente o insieme. Questa è una vita divertentissima che non tutti hanno. E mentre un sacco di persone nel mondo hanno accesso a piattaforme e a tecnologie di base necessarie per fare video o altri tipi di arte, non tutti hanno un migliore amico che è disposto a recitare come noi facciamo uno per l’altro. Non c’è niente di più prezioso per me che il valore delle nostre discussioni, disaccordi, crescita, e supporto. Quel tipo di fedeltà incrollabile e la presenza sono le più grandi risorse che uno può avere nella propria vita. Niko dice sempre, “Abbiamo lavorato insieme da quanto abbiamo iniziato a lavorare.” Questo è l’affermazione più vera. Noi giochiamo. Speriamo di giocare per sempre; il gioco cambia.

La rivoluzione digitale e tecnologica degli ultimi 20 anni ha democratizzato la pratica video musicale e dell’arte in generale, rendendola più economica ed efficiente, ma come conseguenza è seguita una riduzione della qualità e capacità di sviluppare racconti complessi e strutturati. Ho l’impressione che i vostri video reagiscano a questa tendenza, essendo allo stesso tempo cinici e facenti parte del gioco, cosa ne pensi?
Penso che tu abbia ragione. Noi esistiamo in molti spazi marginali, dentro e fuori un sacco di mondi. La produzione creativa attuale spesso s’inserisce nel paradigma del riciclo di notizie. Molte cose vengono fatte velocemente e condivise immediatamente. E c’è molta più visibilità sul modo in cui sono fatte le cose. Le persone postano su Instagram le tappe del loro processo così da anticipare il risultato del loro prodotto. A volte questa strategia non è perseguibile, ma arricchente. A volte … nah. Internet e i suoi feed possono metterti pressione a partecipare, e a partecipare sempre più spesso e in sempre più luoghi. Io cerco di rispettare i tempi che funzionano meglio per me. Può essere difficile rimanere paziente mentre si lavora, difficile non condividere le cose più importanti prima che siano pronte per essere condivise. Ma la pazienza è anche ciò che mi fa capire che sto lavorando a qualcosa di qualitativamente migliore. Mi piace pensare che, separatamente o insieme, io e Niko siamo in grado di fare cose che le persone vogliono rivedere. Cose in cui la gente vuole investire del tempo. Cose che la gente ricorda, indipendentemente dal fatto che siano piaciute o meno. Ci sono un sacco di cose incredibili da essere condivise nel mondo di oggi, ma ci sono anche tanti video e opere d’arte che la gente riesce a malapena a finire d’ingerire prima di cliccare su qualcos’altro. Penso che sia meglio non essere conosciuti piuttosto che essere facilmente dimenticati.

Qual è il più importante privilegio della generazione nata dopo il 1989 ?
Penso che spesso le peggiori qualità siano anche le milgiori. Viviamo in un periodo molto emozionante e Internet ci permette di sentire la forza di una comunità globale, ma la maggior parte della nostra realtà socio-politica non è qualcosa della quala andare fieri. La singolarizzazione della realtà per mano di forze capitalistiche di consumo a livello mondiale è spaventosa. Siamo più che mai UNO, ma allo stesso modo lo sono anche i volti e i metodi di oppressione che vengono impiegati collettivamente. La globalizzazione è sorprendente quando si tratta della ricezione di messaggi su Facebook o di sentirsi a casa anche durante un viaggio, ma la globalizzazione è meno emozionante quando ci rendiamo conto che gli stessi metodi di terrore impiegati in Medio Oriente avvengono anche in piccole città come Ferguson negli Stati Uniti. C’è potere nella gente e nelle nostre piattaforme on-line, ma il potere che in realtà ci organizza tutti come organi politici funzionanti diventa sempre più concentrato. Internet ci offre nuove capacità di comunicazione, ma tutte vengono osservate e archiviate. È un tempo divertente e spaventoso.Vedremo cosa verrà dopo.

Quali sono i vostri progetti futuri? State pensando di continuare a lavorare con video musicali o cercate altrove?
Amo i video musicali. Mi piace come i video musicali possano essere contenitori di tante altre cose, e come tutti questi elementi si sostengono a vicenda. Gli scrittori spesso dipendono troppo dalle parole. Questa riflessione può essere forse troppo comune, tipicamente da studente di cinema, ma mostrare è sempre meglio che dire quando si tratta di una storia. Fare video musicali mi ha insegnato a scrivere con le immagini, una consapevolezza che è molto importante per ciò che mi piace fare rispetto a ogni altra cosa io abbia mai imparato mentre studiavo per un esame di letteratura. Questi video sono stati una formazione per me, e penso anche per Niko. Vi è una chiara progressione da dove abbiamo cominciato a dove siamo ora. Dove stiamo andando … io non lo so. Entrambi amiamo fare un sacco di cose e ci sentiamo sempre più forti a perseguire ciò che vogliamo. Non abbiamo intenzione di continuare a fare altri video come coppia, in questo modo, per il momento. Ma lavoreremo sempre a sostegno l’uno per l’altro. Le fini sono i nostri inizi, e questo si fa sentire veramente bene.

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Giulia Bortoluzzi

graduated in contemporary philosophy/aesthetics, has been working in collaboration with various contemporary art galleries, theaters, private foundations, art centers in Italy and France. Is a regular art contributor for L’Officiel, editor assistant for TAR magazine, founder and editor for recto/verso and editor in chief for julietartmagazine.com

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