NØRDIC FRAMES. Electronic, Nu Contemporary Jazz & Experimental Music Festival

nordic

Il suono sperimentale del nord, parafrasando il titolo del libro di Luca Vitali [Il Suono del Nord – La Norvegia protagonista della scena jazz Europea, Auditorium Edizioni, Milano, 2014], irrompe e si diffonde dalla sagomata e minimalista cornice architettonica del “teatrino di Tadao Ando” [Teatrino di Palazzo Grassi].

Due serate in cui, la contenuta scena jazzistica norvegese ha mostrato [o meglio suonato] l’istante presente di un percorso di affrancamento dalle radici afroamericane del genere. Un cammino che, come scrive Vitali sul suo testo — l’autore ha tenuto una conversazione sul tema durante il primo appuntamento — ebbe inizio circa cinquant’anni fa.

Nørdic Frames, rassegna internazionale di jazz sperimentale e NuJazz [organizzata da Nu Fest, storico festival di musica elettronica a firma Veneto Jazz] ha visto come protagonisti il 28 febbraio e il 5 marzo, i musicisti Thomas Strønen [Norvegia], Iain Ballamy [Inghilterra], Bugge Wesseltoft [Norvegia] e Christian Prommer [Germania].

A infoltire di presenze le due date i dj BIGG_E aka THA FUNKY JUNKY & “STABFINGER” e CILLOMAN [enklav], nonché i visual performer Manuel Frara [Interno 3], Samir Sayed Abdellattef [S+A+S+/Local] e il sound artist Simone Carraro [messi a disposizione, tramite collaborazione all’evento, dall’Accademia di Belle Arti di Venezia], che attraverso suoni e immagini hanno animato gli aperitivi a ingresso libero allestiti nel caratteristico foyer del teatrino.

Iain Ballamy e Thomas Strønen si sono esibiti nelle vesti di Food Duo, progetto/gruppo jazz sperimentale, aperto alle collaborazioni musicali e fondato dai due artisti nel 1997. Le sonorità melodiche di Ballamy [sassofono e strumenti elettronici], i soundscape e i ritmi improvvisati di Strønen [batteria, percussioni e strumenti elettronici] si sono manifestati al pubblico nel loro perfetto, rodato e delicato equilibrio. Suoni capaci di dilatare e contrarre il tempo, accompagnati dalla proiezione delle immagini sospese e oniriche del videoclip realizzato dal visual artist Dave McKean [in occasione della pubblicazione dell’album This Is Not A Miracle, datata novembre 2015].

Il secondo appuntamento ha visto scatenarsi le abilità performative di Bugge Wesseltoft e Christian Prommer. Rispetto a Ballamy e Strønen, il duetto multi strumentale si è esibito con ritmi più veloci e prevedibili, dalle sonorità elettroniche di chiara influenza dance e progressive; una performance sonora calda, che a tratti sembrava esigere dallo spettatore una partecipazione più attiva, anziché la comoda, passiva fruizione seduta.

Riuscito connubio di genuinità e raffinatezza, l’organizzazione dell’evento da parte di Giuseppe Mormile [fondatore, presidente e direttore artistico di Veneto Jazz] e di Marcello Mormile [direttore artistico del Nu Fest], conferma il successo di una strategia collaborativa tra istituzioni private e pubbliche [in questo caso con Palazzo Grassi e l’Accademia di Belle Arti di Venezia], capace di portare in superficie realtà artistiche legate al territorio, affiancandole a presenze musicali di fama internazionale.

Samir Sayed Abdellattef

Fotografie: Giuliano Tarlao, Laura di Nardo, Alice Palamenghi

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Dj visual foyer, Teatrino Palazzo Grassi, 2016

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Ballamy Strõnen, Teatrino Palazzo Grassi, 2016

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Dj visual foyer, Teatrino Palazzo Grassi, 2016

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Dj visual foyer, Teatrino Palazzo Grassi, 2016

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Giuliano Tarlao

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