Nostalgic For the Future

d.Anish Kapoor, Untitled, 2009, Stainless steel, Courtesy the artist and Lisson Gallery

Nostalgic for the Future ha riunito gli esponenti più significativi della scultura Britannica degli ultimi quarantanni: due diverse generazioni di artisti che hanno più volte maturato esperienze condivise, attraverso uno scatto temporale che dai frammenti del passato, è in grado di proiettare energicamente nuove vibrazioni nel futuro, secondo linee di tensione che il progetto curatoriale e l’allestimento, riescono a intercettare complessivamente.

d.Anish Kapoor, Untitled, 2009, Stainless steel, Courtesy the artist and Lisson Gallery

Anish Kapoor, Untitled, 2009, Stainless steel. Courtesy the artist and Lisson Gallery
 

Precedentemente esposta a San Paolo al Centro Brasileiro-Britannico, Nostalgia para o futuro prende il titolo dalla medesima installazione di Jonathan Monk, 2006, in cui il messaggio viene proiettato a intermittenza attraverso una luce al laser verde; è questo il momento cruciale della mostra, quando insieme all’installazione luminosa e sonora di Haroon Mirza, Preoccupied Waveforms, 2013, lo spettatore percepisce il tentativo di oltrepassare il muro del suono, e metaforicamente del tempo, ponendo come vero qualsiasi dubbio o incertezza per il futuro, attraverso una totale esperienza sinestetica. Diversamente, gli altri artisti invitati, da lungo tempo promossi da Lisson Gallery, emergono per il loro lavoro profondamente intellettuale, culturale e sociale: così per Art & Language si rivela essere uno dei progetti più storicizzati presente in galleria, con la serie Ten Posters, 1977 di marcato accento propagandistico.

b.Ryan Gander, Ftt, Ft, Ftt, Ftt, Ffttt, Ftt.., 2010, Arrows, Courtesy the artist and Lisson Gallery

Ryan Gander, Ftt, Ft, Ftt, Ftt, Ffttt, Ftt.., 2010, Arrows. Courtesy the artist and Lisson Gallery
 

Poeticamente, il bellissimo lavoro di Ryan Gander, Ftt, Ft, Ftt, Ftt, Ffttt, Ftt.., 2010 riflette tanto del desiderio di una natura perduta, tanto quanto l’impossibilità di una ricongiunzione con questo elemento nel futuro. In modo simile, il panorama di Ceal Floyer, Warming Birds, 2002 sembra solo evocare esteticamente, il volo libero di uccelli, attraverso un sentimento consapevole e malinconico. Altri artisti, sembrano intravedere un giusto compromesso tra questi due poli, ponendo l’accento sulla capacità della materia artistica di sapersi rinnovare a nuovi significati. Se Tony Cragg, Minster, 1987 si sofferma sul valore monumentale della scultura secondo riminiscenze arcaiche o archetipi condivisi, come Redd Indian 1982-83, Anish Kapoor dirige l’energia cosmica verso un’unica fonte assoluta, Untitled, 2009.

a.Tony Cragg, Minster, 1987, Rubber, stone, wood, metal © the artist Courtesy, Lisson Gallery, London

Tony Cragg, Minster, 1987. Rubber, stone, wood, metal © the artist; Courtesy, Lisson Gallery London
 

Jhon Latham affronta progressivamente i temi del decostruttivismo della composizione artistica per aderire all’astrazione e al minimalismo concettuale, dalla pittura, Red, Green and Yellow, 1967, fino all’essenza dell’installazione in vetro, Green, 1998, tanto quanto Angela de la Cruz sovverte i canoni della pittura tradizionale azzerando la tecnica in favore del contenuto e di un messaggio sintetico, diretto. Un’ultima visione futurista, è sia mentale, morale e spirituale: se Jason Martin rievoca ironicamente l’idea di una futuro migliore sul piano sociale, come per Rousseau’s Wake, 2013, Richard Deacon fa affidamento sulle capacità intellettive e di comunicazione dell’uomo, in Tall Treet in the Ear, 1984. Infine, l’opera di Shirazeh Housiary, Flood, 2010, avanza positivamente uno spiraglio di luce in quello che è il cielo della superficie pittorica.
Se non è possibile prevedere il futuro, Nostalgic for the Future è in grado di trasmettere energie e motivi di riflessione dal passato, che re-interpretati, possono modificare l’attenzione che abbiamo del presente.

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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